In Italia il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Nei primi due trimestri del 2024, oltre la metà delle vittime che hanno chiamato il 1522 aveva figli (57,3%), il 31,5% erano minori. Oltre 5600 i bambini e ragazzi coinvolti direttamente o indirettamente in episodi di violenza.[3] I dati parlano chiaro: la violenza di genere colpisce più volte, con ricadute gravi sui figli, vittime di violenza assistita.
Bollettino nero per il nostro Paese, che fotografa un fenomeno di violenza dalle diverse sfaccettature: l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai racconta i progetti, realizzati grazie ai fondi dell’8×1000, in difesa delle donne e dei bambini per stimolare un dibattito su una problematica irrisolta del Paese, che necessita l’intervento di tutti.
La Soka Gakkai Italiana, infatti, ha investito oltre 1 milione di euro derivanti dall’8×1000 in iniziative che proteggono sia le donne che i loro figli, costruendo un ecosistema integrato che va dal primo ascolto alla protezione immediata, fino al reinserimento sociale e lavorativo.
“La tutela dei diritti umani è uno dei pilastri fondamentali dell’impegno sociale dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Crediamo profondamente che ogni persona abbia il diritto a una vita libera, dignitosa e protetta. Per questo i progetti sostenuti con i fondi dell’8×1000 della Soka Gakkai Italiana non si limitano alla protezione immediata, ma costruiscono percorsi di autonomia reale. Dopo aver sostenuto tra il 2020 e il 2024 il progetto REAMA di Fondazione Pangea Onlus – che ha fornito protezione a oltre 3.000 donne e 376 minori – abbiamo deciso di ampliare la rete di protezione anche attraverso il bando “Tutela, assistenza e accompagnamento alle donne vittime di violenza e ai loro bambini”. Nel 2025 abbiamo attivato quattro nuovi progetti che supporterrano circa 700 persone: dalla casa rifugio al supporto psicologico specializzato per i minori, dall’intercettazione dei casi di violenza nei luoghi di prossimità all’accompagnamento verso l’indipendenza economica, intendiamo contribuire alla fioritura di una società in cui la dignità della vita umana sia tutelata e rispettata.” dichiara Anna Conti, Vicepresidente dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.
L’intervento della Soka Gakkai Italiana si inserisce in un sistema di protezione nazionale in crescita ma ancora insufficiente: secondo uno studio dell’Università Sapienza di Roma[4], in 111 aree ad alto rischio di femminicidio non esiste nemmeno un Centro Antiviolenza (CAV). Dalla mappatura emerge inoltre che ci sono zone più esposte al rischio di femminicidi: quelle in cui l’emancipazione femminile è più elevata.
In questo contesto, agire su più livelli – quello strutturale, territoriale e di accompagnamento – risulta strategico.
A PADOVA UNA CASA RIFUGIO CHE OFFRE SUPPORTO PSICOLOGICO AI MINORI
A Padova, Gruppo R – cooperativa sociale con 15 anni di esperienza nel contrasto alla violenza di genere – ha avviato “Violenza stop. Nuove strade da percorrere”, il progetto sostenuto con i fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai che risponde alla doppia vittimizzazione con un approccio multidisciplinare e trasversale. Il progetto si sviluppa attraverso tre azioni parallele e complementari. La prima è l’avvio di una nuova casa rifugio che accoglie donne vittime di violenza insieme ai loro figli, offrendo un programma personalizzato di recupero e inclusione sociale con supporto psicologico e legale. La seconda è l’accompagnamento al reinserimento socio-lavorativo attraverso un’équipe specializzata e multidisciplinare formata nell’inserimento lavorativo composta da operatore del mercato del lavoro, psicologa e educatore.
La terza azione è il supporto psicologico specializzato per i minori. I bambini accolti nelle case rifugio sono, infatti, vittime di violenza assistita e necessitano di una figura specializzata, come quella di una psicologa, che li accompagni nell’elaborazione del vissuto, offrendo loro un contesto sicuro dove ritrovare la serenità.
“I fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ci hanno permesso di aprire la nostra quarta accoglienza protetta: Casa Lydia, un luogo che già da inizio ottobre sta accogliendo donne con i loro figli e figlie, che hanno trovato il contesto giusto in cui intraprendere il cammino di uscita dalla violenza. Le loro storie passate, ma soprattutto i loro sogni e i loro desideri per il futuro, ci motivano ogni giorno a proseguire con professionalità nel nostro lavoro; ci ricordano che è possibile costruire una vita diversa e che sopravvivere ai maltrattamenti subiti e a tutto il dolore provato non solo è possibile, ma può diventare l’inizio di una rinascita, di un nuovo percorso fatto di libertà, dignità e speranza.” dichiara Mariasole Rizzi, referente Case Rifugio.
A PESCARA UN’EQUIPE DI EMERGENZA ATTIVA H24 PER LA PROTEZIONE IMMEDIATA
La rapidità dell’intervento spesso può fare la differenza tra la vita e la morte. Da questa consapevolezza l’Associazione Ananke ETS – attiva dal 2005 nel contrasto alla violenza contro donne e minori – ha realizzato “Implementazione Centro Antiviolenza Ananke” che offre un’équipe Emergenza specializzata, operativa 24 ore su 24, 7 giorni su 7 a Pescara. L’équipe è composta da operatrici, legali e psicologhe e accompagna le donne nei primi passi di allontanamento dalla violenza.
