La rivoluzione dei monopattini elettrici in sharing, un tempo simbolo di modernità e micromobilità ecologica, sta vivendo un rapido e clamoroso arretramento in Europa. Dopo il divieto totale imposto a Parigi, l’eco della rinuncia risuona forte in Italia: Firenze ha decretato lo stop definitivo al servizio, e ora l’ombra del bando si allunga anche su Roma, che rischia di essere la prossima grande capitale a voltare le spalle ai mezzi a due ruote.
Tutto è cominciato in Francia. Nell’aprile 2023, la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, ha sottoposto ai cittadini un referendum sul mantenimento dei monopattini a noleggio. Il risultato è stato netto: con una maggioranza del 90%, i parigini hanno votato per la loro rimozione, stanchi del parcheggio selvaggio, degli incidenti frequenti e del degrado urbano. La capitale francese ha così rimosso la sua intera flotta di 15.000 monopattini a settembre 2023, segnando un precedente europeo di grande peso.
Dopo Parigi, a distanza di un anno, anche Madrid ha seguito questo esempio.
Firenze dà un taglio
A un anno di distanza, l’esempio francese è stato seguito da Firenze. L’amministrazione comunale, con una delibera del novembre 2025, ha stabilito che i monopattini in sharing spariranno dalle strade entro il 1° aprile 2026.
La ragione addotta da Palazzo Vecchio è duplice: l’impossibilità di garantire la sicurezza stradale e l’applicazione delle nuove norme nazionali. In particolare, è risultato oggettivamente impossibile assicurare l’obbligo del casco per gli utenti di un servizio a flusso libero, sommato al dilagare dell’inciviltà (parcheggio selvaggio, circolazione sui marciapiedi) che ha compromesso il decoro urbano.
Tuttavia, il Comune non rinuncia alla micromobilità, ma la reindirizza: la mossa è accompagnata da un piano di potenziamento straordinario del Bike Sharing Elettrico. Le biciclette a pedalata assistita, percepite come meno problematiche in termini di velocità e sicurezza e con una sosta più regolamentata, diventeranno il fulcro della mobilità in sharing a Firenze.

Roma è in bilico
A Roma, dove i monopattini sono un pilastro della micromobilità per migliaia di utenti, la notizia di Firenze ha generato una forte apprensione. La Capitale, con la sua flotta di circa 13.500 mezzi, è spaccata tra:
- Chi li difende: Molti romani vedono nei monopattini un mezzo indispensabile per coprire il cosiddetto “ultimo miglio”, collegando le zone periferiche alle stazioni della metro e al trasporto pubblico.
- Chi li critica: I residenti del centro e delle aree di pregio lamentano il caos, l’inciviltà e il degrado causato dai mezzi abbandonati sui marciapiedi, spesso gettati anche nel Tevere.
“Lo sharing è un ingrediente indispensabile nella nostra visione dell’integrazione trasportistica. A Roma non si può fare altrimenti vista la sua struttura e natura urbanistica”, ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri. “I dati indicano che la mobilità condivisa si è consolidata nelle abitudini dei cittadini anche in condizioni di minore disponibilità”, ha aggiunto l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè. Per un mese da gennaio, però, i romani potrebbero doversi riabituare ad andare a piedi.
Tuttavia, il rischio di uno stop a Roma non è legato solo al decoro urbano. Il Campidoglio sta affrontando un braccio di ferro con gli operatori a causa dell’enorme quantità di multe e sanzioni accumulate per il mancato rispetto delle regole (eccesso di mezzi, sosta irregolare) che ricadono sulle società di noleggio. Se il Comune non troverà un accordo sul pagamento di queste penalità e sulla creazione di stalli dedicati, la sospensione o l’abolizione del servizio a Roma entro l’inizio del 2026 apparirà un’ipotesi più che concreta.
L’uscita di scena dei monopattini da due delle principali città d’arte italiane segna la fine di un esperimento di mobilità urbana durato meno di un decennio. Resta il dubbio se, nel tentativo di combattere il caos, si sia rinunciato troppo presto a una forma di trasporto che, se regolata e usata con civiltà, potrebbe alleggerire il traffico e l’inquinamento delle metropoli.
