DOPPIAGGIO DEGLI ANNI D'ORO DELL'ANIMAZIONE IN TV (5)

In questa rubrica analizziamo gli anime giapponesi, dagli anni ‘70 ad oggi, considerati non più prodotti per bambini, ma oggetto di arte, collezionismo e passione… E non solo. Buona parte del successo riscosso da molti titoli di successo dipende da tutto il lavoro svolto dietro le quinte per localizzare i prodotti, rendendoli irresistibili con iconiche sigle e voci dei personaggi indimenticabili.
Il nostro compito è anche quello di comprendere, analizzare, e fare luce sui meccanismi che hanno influenzato la versione italiana di tante opere nipponiche giunte in Italia, spesso oggetto di modifiche e cambiamenti radicali rispetto all’originale. E chiaramente, portarvi dove nessuno mai prima: nel backstage!

RUBRICA
a cura di Ryancreation Cove
DOPPIAGGIO DEGLI ANNI D'ORO DELL'ANIMAZIONE IN TV (5)

In questa rubrica analizziamo gli anime giapponesi, dagli anni ‘70 ad oggi, considerati non più prodotti per bambini, ma oggetto di arte, collezionismo e passione… E non solo. Buona parte del successo riscosso da molti titoli di successo dipende da tutto il lavoro svolto dietro le quinte per localizzare i prodotti, rendendoli irresistibili con iconiche sigle e voci dei personaggi indimenticabili.
Il nostro compito è anche quello di comprendere, analizzare, e fare luce sui meccanismi che hanno influenzato la versione italiana di tante opere nipponiche giunte in Italia, spesso oggetto di modifiche e cambiamenti radicali rispetto all’originale. E chiaramente, portarvi dove nessuno mai prima: nel backstage!

S_N PASSIONI: I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI, SPECIALE APPROFONDIMENTO – BACKSTAGE

COME VENNERO DOPPIATE LE SERIE NIPPONICHE – OGGI MITO – DEGLI ANNI D’ORO DELL’ANIMAZIONE IN TV PARTE NUMERO: CINQUE

Quante volte vi siete trovati tra appassionati e non, a discutere sul timbro di una voce , magari chiedendovi come suonasse nell’edizione originale? O forse vi siete chiesti in che modo le reti televisive selezionino gli anime destinati alla programmazione, o quali siano i passaggi necessari affinché una serie, nata in Giappone, arrivi fino al pubblico italiano dopo essere stata adattata e trasmessa sui nostri canali.

Fase 5:  LA DISTRIBUZIONE DEI PERSONAGGI E LA PROGRAMMAZIONE DEI TURNI DI DOPPIAGGIO

(Qui descriveremo, come nelle uscite precedenti, la situazione reale delle fasi di localizzazione come avvenivano a Milano, anni 89/90, che si occupava del 99% dei titoli doppiati per Fininvest Mediaset, divisi tra Merak & Deneb Film e, in minoranza, Studio PV. A Roma in quegli anni erano assegnati film, telefilm e sopa opera, quindi tutti generi con umani in carne ed ossa… )

Dopo che i copioni sono stati tradotti e adattati, la serie viene consegnata a un direttore incaricato di “segnare” gli episodi. Questo processo comporta la divisione dell’episodio in segmenti chiamati “anelli”, con identificati i personaggi che vi appaiono, ciascuno contrassegnato in ore, minuti, secondi e fotogrammi grazie al Time code.  Successivamente si passa alla ditribuzione e abbinamento personaggi-doppiatori e alla programmazione turni…

Un esempio dell’organizzazione del doppiaggio in Merak Film nel 1995: in un anello di un episodio della serie Sailor Moon, per convenzione l’anello tre dell’episodio cinque, potevano essere presenti quattro personaggi: Bunny, Rea, Morea e Chibiusa. Le relative doppiatrici verranno convocate in uno stesso turno o in turni diversi a seconda della disponibilità. Il lunedì, per esempio, si incidono le voci di Elisabetta Spinelli (Bunny) e Giusy Di Martino (Rea), il venerdì le voci di Alessandra Karpoff (Morea) e Debora Morese (Chibiusa).

Le attrici, individuato l’anello tre sul copione, lo provano sull’immagine per poi recitare in incisione con la voce. Sono professioniste che lavorano chiuse in sala, in piedi davanti a un microfono e a uno schermo che proietta le immagini dei vari episodi. Il direttore del doppiaggio le segue nella recitazione, controlla che il tono di ogni battuta si adatti alle caratteristiche del personaggio doppiato. Accanto al direttore, il fonico, che si occupa della fase tecnica dell’incisione italiana allontanando o avvicinando una voce, prevedendo, con la regolazione dell’audio, il lavoro che verrà fatto poi in mix: per esempio, se due personaggi si parlano al telefono, le loro battute dovranno essere intervallate da una piccola pausa, in modo da permettere l’inserimento dell’effetto telefono su una delle voci. Spesso è necessario ripetere un anello più volte, sino a quando gli attori non hanno raggiunto un risultato soddisfacente.

La voce degli attori viene incisa su “colonne”. Ogni episodio prevede circa 6-7, al massimo 8 colonne, alle quali va aggiunta quella dell’internazionale, cioè il nastro contenente i rumori, le musiche e i suoni originali. Per esempio: sulla colonna 1 viene incisa la voce di Bunny, sulla 2 quella di Rea e di Morea, sulla 3 quella della folla e di un passante e così via. La suddivisione in colonne viene effettuata subito dopo la segnatura dell’episodio, cioè la suddivisione in anelli. Questa organizzazione in sequenze serve per sapere quando e quanto un personaggio dovrà parlare in un episodio.

Con questi dati, riportati su una griglia chiamata “foglione”, chi si occupa di programmare i turni, verificate le disponibilità dei doppiatori, crea dei turni giornalieri che prevedono il doppiaggio di ogni personaggio che appare nell’episodio. L’incisione avviene con uno o più attori presenti. Le battute di uno stesso anello, incise in giorni diversi, vengono unite in un secondo tempo, quando si effettuano la sincronizzazione e il mix.

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