Il super abbonamento per il trasporto pubblico in tutta la Spagna

La Spagna può permettersi una misura innovativa nell’ambito del trasporto pubblico. Dall’austerity alla politica per il benessere della comunità

APPROFONDIMENTO
Andrea Maddalosso
Il super abbonamento per il trasporto pubblico in tutta la Spagna

La Spagna può permettersi una misura innovativa nell’ambito del trasporto pubblico. Dall’austerity alla politica per il benessere della comunità

Dal periodo dell’ “austerity” nel 2013, la Spagna come altri paesi europei, ha affrontato un periodo di forti tagli alla spesa pubblica che ha pesato molto sul benessere dei cittadini.

Da quel periodo difficile durato pochi anni, la Spagna ha conosciuto, in controtendenza con altri paesi dell’unione, una crescita esponenziale del Pil e di tutta la sua economia, tanto che oggi la Spagna risulta essere un terreno favorevole per la nascita e la crescita di nuove start-up, tanto che in molti la definiscono la Silicon Valley del Mediterraneo.

Le difficoltà di dieci anni fa sembrano orai acqua passata, lo dimostra il fatto che la Spagna può permettersi di lanciare il nuovo abbonamento valido per i trasporti nazionali al costo di 60 euro al mese per autobus e treni e incredibilmente per i giovani sotto i 26 anni al costo di 30 euro. Questa la nuova iniziativa del primo ministro Pedro Sanchez in vigore dalla metà di gennaio prossimo.

Una misura di assoluto stampo socialista come lo si poteva intendere una volta.

C’è da chiedersi come farà l’esecutivo a regolare i conti nel bilancio del paese visto che l’operazione avrà un peso di non poco conto sulle finanze pubbliche.

Si tratta di un impegno molto forte nei confronti della mobilità sostenibile e anche nei confronti della classe media e operaia, questa misura andrà a cambiare per sempre il modo con cui gli spagnoli concepiranno il trasporto pubblico“, afferma Sanchez.

Secondo quanto comunicato dal presidente, il pass coprirà la rete ferroviaria suburbana, i treni regionali a media distanza e gli autobus statali. Restano invece esclusi, almeno nella fase iniziale, i servizi ad alta velocità e una parte dei trasporti urbani e regionali, la cui eventuale integrazione dipenderà dagli accordi con le comunità autonome e le amministrazioni locali.

A quanto sostiene il governo, la scelta di questa misura oltre ad avere lo scopo di ridurre la spesa per i trasporti di una buona fetta di lavoratori spagnoli, anche quello di guardare alla sostenibilità ambientale, disincentivando soprattutto ai giovani l’utilizzo delle automobili per spostarsi nei luoghi di lavoro o in quelli di studio, oltre che ridurre la possibilità di incidenti e diminuire in generale il traffico urbano.