Una fine dignitosa per abiti e accessori usati

Nuovi contenitori, giornate dedicate e ritiro a domicilio in Italia: sono diverse le opzioni in campo

AMBIENTE
Pamela Preschern
Una fine dignitosa per abiti e accessori usati

Nuovi contenitori, giornate dedicate e ritiro a domicilio in Italia: sono diverse le opzioni in campo

Nuovi e interessanti strumenti e modalità per valorizzare i rifiuti. È quanto sta accadendo nel settore tessile e dell’abbigliamento nel nostro paese, dove a vecchie o limitate opportunità di conferimento degli abiti e tessuti usati si stanno sostituendo approcci innovativi, pratici e sostenibili.

Vecchi e nuovi cassonetti a Roma

Sono passati pochi mesi da quando a Roma sono stati progressivamente eliminati i famigerati “cassonetti gialli” destinati alla raccolta degli abiti usati, accessori, materiale tessile e quanto considerato rifiuto non più utilizzabile o semplicemente non gradito. La scorsa estate sono iniziate nei diversi municipi della capitale le operazioni di rimozione di contenitori situati per strada nei diversi quartieri della città. La decisione, è stata presa dal direttore generale della municipalizzata dei rifiuti capitolina, l’Ama, a causa del continuo rovistare, degli atti vandalici e degli abbandoni illeciti a danno del decoro urbano e di un recupero efficiente dei materiali tessili, degno di una capitale europea.

La scelta è stato il passaggio a un nuovo modello basato sullo spostamento dei cassonetti dagli spazi pubblici a luoghi protetti e controllati, come parrocchie, centri commerciali, mercati rionali, scuole, centri anziani, sedi istituzionali non solo per fini estetici e logistici, ma anche per migliorare la qualità e la quantità del materiale raccolto e rispondere alle esigenze dei cittadini.

Scomparsi dalle strade oggi, in quasi tutti i municipi della capitale, i nuovi contenitori colore amaranto sono stati posizionati in aree sicure e controllate, come da programma.

Cosa conferire nei raccoglitori color amaranto

In questi nuovi cassonetti si possono lasciare abiti usati tra cui articoli di abbigliamento quali vestiti e cappotti, biancheria intima, calzini, prodotti tessili quali coperte, tende, tappeti e tappezzerie e stoffe in genere; accessori inclusi scarpe e scarponi, borse e zaini, cappelli, sciarpe, guanti, cinture.

I prodotti raccolti sono igienizzati, trattati in impianti autorizzati e con diversi usi a seconda dei casi: quelli in buone condizioni sono destinati alla vendita; quanti sono parzialmente utilizzabili al recupero di materia (pezzami, lati, imbottiture, pellami, ecc…) mentre i i materiali non recuperabili allo smaltimento in impianti autorizzati .

Oltre ai contenitori nelle aree sicure, Roma offre la possibilità di consegnare gratuitamente nei centri di raccolta AMA , ai cittadini in regola col pagamento dell’imposta sui rifiuti (TaRi) e alla guida di mezzi non superiore a 35 quintali , nonché, per utenze non domestiche, commercianti e liberi professionisti purché in regola con la documentazione indicata sulla Delibera Comunale 44, e anch’essi in regola con il pagamento della TaRi e alla guida di mezzi non superiore a 35 quintali.

Nella capitale si possono anche portare abiti e tessuti durante le giornate AMA il tuo Quartiere, organizzate ogni sabato in diversi Municipi.

Raccolta a domicilio

Un’altra interessante pratica, diffusa in diverse città italiane, è quella della raccolta a domicilio. Dal 2009 al fine di riciclare i materiali utili per la produzione dei propri capi, creare una filiera per poter tracciare e documentare la destinazione dei prodotti e sensibilizzazione le persone il laboratorio Rifò ha avviato un sistema di raccolta e riciclo di vestiti usati offrendo, oltre alla possibilità di conferirli nei diversi punti di raccolta fisici anche il ritiro a domicilio, attivo in tutta Europa, prenotando un corriere gratuito attivabile con una consegna di almeno cinque capi. Le due opzioni (punti di raccolta e ritiro a domicilio) sono presenti nelle maggiori città italiane tra cui Roma, Milano, Firenze Bologna, Genova.

Le condizioni di consegna e gli incentivi

Prima di consegnare un capo è necessario controllare la composizione che deve essere pura almeno al 95%. Dopo la compilazione di un apposito formulario si riceve un buono, un codice sconto del 20% da utilizzare nel negozio di Milano o Prato, in quelli temporanei attivi così come nello store online.

Il destino dei prodotti

Gli abiti raccolti da Rifò sono inviati alla cooperativa emiliana Recooper che opera una selezione accurata: se i prodotti in buono stato sono portati in negozi di seconda mano e destinati al riutilizzo; gli altri vengono riciclati a Prato dove sono divisi per materiale e colore e sminuzzati per tornare ad esser filato, senza dover essere tinti e quindi con indubbi vantaggi per l’ambiente.

Infine quelli non possono esser più né rivenduti né riusati vengono uniti ai tessili misti per essere usati come materiali a uso industriale.

Insomma le opzioni per destinare capi d’abbigliamento e accessori di cui ci si vuole disfare sono varie: far ordine nei propri armadi e cassetti si può ed è perfettamente compatibile con il rispetto dell’ambiente e la sostenibilità. Ad ogni modo prima di gettare via i prodotti è opportuno pensare alla possibilità di riciclo, scambiandosi regali tra amici o offrendoli a chi ha bisogno, soprattutto in questi tempi di festività natalizie.