Roma, 16 dicembre – Il periodo delle feste, tradizionalmente associato a convivialità, riunioni familiari e tavole imbandite, può trasformarsi in una vera fonte di stress per chi convive con un Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA). La pressione sociale legata al cibo, il timore del giudizio e il timore di perdere il controllo possono rendere il periodo natalizio un momento particolarmente complesso. Secondo i dati YouGov, se da un lato 2 persone su 5 dichiarano che la loro salute mentale migliora durante il Natale, oltre il 40% si sente più stressato e 1 persona su 4 affronta ansia o depressione: un contesto che, per chi soffre di DCA, può amplificare il disagio.
Proprio per sensibilizzare su queste difficoltà e fornire strumenti concreti a familiari e caregiver, Danone Nutricia e l’associazione Animenta rinnovano la loro collaborazione attraverso la promozione del percorso formativo “Clinicamente Esperti, Umanamente Formati”, un corso teorico-pratico nato per aiutare professionisti e non a conoscere, riconoscere e trattare i DCA attraverso un approccio integrato, multidisciplinare e centrato sulla persona.
“Natale, come tutte le feste, è sempre stato un problema per me che soffro di Anoressia Nervosa, perché avevo la sensazione che il cibo mi si appiccicasse addosso, anche senza che io lo mangiassi. La cosa peggiore era però la gente che mi guardava mangiare, perché ero convinta che mi giudicassero costantemente. Era un tormento seguire la dieta che mi ero prefissata attorno a tutte le altre persone e i loro piatti. Nel Natale non ci vedevo più una festa, ma una tortura”. Sono le parole di Mati, volontaria di Animenta.
6 CONSIGLI DELL’ESPERTA PRATICI E SICURI
Accanto alla formazione, la Dott.ssa Antonella Lezo, Responsabile S.S. Dietetica e Nutrizione Clinica OIRM-S.ANNA Torino, Presidente Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo SINPE ha condiviso alcuni consigli pratici per affrontare le festività: “Si tratta di piccoli accorgimenti che possono rappresentare un grande sollievo per chi soffre di DCA e che, di conseguenza, vive questo periodo con particolare difficoltà e fatica emotiva, aiutando a gestire meglio i momenti legati al cibo e alla convivialità, riducendo il senso di pressione e favorendo un maggiore equilibrio e ascolto di sé”.
Di seguito alcune accortezze per rendere le feste un momento di gioia, sano e sicuro per tutti:
- Proporre di servire il cibo a buffet invece che con pasti seduti, per ridurre la percezione di obbligo: la disposizione a buffet consente a chi soffre di DCA di servirsi con maggiore autonomia, senza sentirsi osservato o forzato a mangiare porzioni che non si sente di affrontare. Evitare il classico pasto seduto con piatti precomposti riduce la pressione sociale e permette alla persona di scegliere cosa e quanto mettere nel proprio piatto, contribuendo a contenere l’ansia che spesso accompagna i pasti festivi.
- Limitare le aspettative sociali, lasciando libertà alla persona di partecipare o ritirarsi quando necessario: durante le feste è naturale immaginare momenti condivisi e partecipati, ma per chi vive un DCA ritrovi numerosi, conversazioni serrate e situazioni conviviali possono risultare difficili da gestire. Concedere la libertà di allontanarsi, fare pause o prendersi del tempo da soli significa rispettare i loro tempi emotivi. È utile ricordare che il benessere della persona non dipende dal “dover stare con tutti”, ma dal sentirsi al sicuro e non giudicata.
- Trattare i pasti di festa come momenti il più possibile ordinari: per chi affronta un DCA, l’eccezionalità di pranzi e cenoni — le portate in più, le ricette tradizionali, l’abbondanza — può essere destabilizzante. Mantenere una certa routine, non stravolgere gli orari e proporre un’atmosfera rilassata può aiutare a non percepire il pasto come un evento fuori norma. Anche evitare continui inviti a “fare un’eccezione per le feste” è un modo per proteggere la persona da un carico emotivo aggiuntivo.
- Pianificare in anticipo come il cibo entrerà nelle giornate: una buona organizzazione può ridurre l’imprevedibilità, che è uno dei fattori più ansiogeni per chi vive un DCA. Condividere in anticipo il programma delle feste — orari, tipologia dei pasti, presenza di determinati cibi — permette di prepararsi mentalmente e di non sentirsi colti alla sprovvista. La pianificazione può essere fatta insieme alla persona interessata, favorendo un senso di collaborazione e controllo.
- Dopo il pranzo o la cena, spostare l’attenzione su attività alternative come giochi o film: una volta terminato il pasto, è fondamentale non continuare a parlare di cibo, ricette o porzioni. Proporre attività ludiche o momenti di relax aiuta a ridurre l’iperfocalizzazione sul dopo-pasto, spesso fonte di grande stress. Guardare un film, giocare insieme o semplicemente conversare su temi leggeri può diventare un modo per ristabilire un clima sereno e inclusivo.
- Sensibilizzare amici e parenti ad evitare commenti su peso, porzioni o appetito: le persone con un DCA sono spesso molto sensibili a osservazioni che, anche se dette senza malizia, possono diventare causa di grande disagio. Commenti su cambiamenti fisici, su quanto poco o tanto si mangia, o frasi come “dai, è Natale” possono avere un forte impatto emotivo. Sensibilizzare tutti i presenti — in modo discreto e rispettoso — può fare una grande differenza nel proteggere la persona da situazioni scomode o dolorose.
I Disturbi del Comportamento Alimentare rappresentano oggi una vera emergenza sociale e sanitaria: in Italia circa 4 milioni di persone ne soffrono e, secondo il Ministero della Salute, i casi sono aumentati del 35% dal 2019 al 2024. Le difficoltà non riguardano solo gli adolescenti: l’esordio è sempre più precoce e si registrano casi anche tra bambine prepuberi e donne in menopausa. Per questo la formazione di professionisti e il supporto alle famiglie sono elementi chiave nella prevenzione e nel trattamento.
“Come Danone Nutricia ci impegniamo a portare la salute attraverso l’alimentazione al maggior numero di persone possibile. Il periodo natalizio è comunemente associato alla gioia e al piacere dello stare insieme a tavola ma purtroppo per molti può diventare un amplificatore di malessere. Sostenere iniziative che promuovono conoscenza, consapevolezza e strumenti concreti sui DCA è parte integrante della nostra missione. Sappiamo che si tratta di patologie complesse che richiedono un approccio multifattoriale, e la collaborazione con Animenta nasce proprio dalla volontà di valorizzare le dimensioni emotive, psicologiche e relazionali che accompagnano il percorso di cura – dichiara Manuela Borella, Vicepresidente Nutrizione Specializzata Danone Italia e Grecia – Come Danone, lavoriamo ogni giorno per diffondere conoscenza e facilitare l’accesso agli Alimenti a Fini Medici Speciali, che possono davvero fare la differenza anche nei casi di malnutrizione per difetto legata ai Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA)”.
Il percorso “Clinicamente Esperti, Umanamente Formati” — articolato in 20 lezioni online e cinque moduli tematici, con una giornata conclusiva prevista il 13 giugno a Roma — nasce per fornire strumenti aggiornati, clinici e umani, a chi lavora nel campo dei DCA o desidera comprenderne la complessità.
“Spesso chi si trova a stare vicino a persone che soffrono di DCA commette errori in buona fede, per mancanza di cultura e informazioni disponibili in merito a questa tipologia di disturbi. Rinnovare la collaborazione con Danone significa mettere nuove energie in un obiettivo comune: formare professionisti capaci di guardare ai DCA, attraverso uno sguardo clinico ma profondamente umano, che a loro volta possano stare accanto alle famiglie nel modo migliore, guidandole affinché possano diventare un sostegno concreto per i propri cari che si trovano ad affrontare questa complessa sfida. Il percorso nasce infatti per offrire strumenti concreti, ma anche per creare un linguaggio corretto e condiviso che permetta ai pazienti di sentirsi finalmente compresi”, afferma Aurora Caporossi, Founder di Animenta e CEO Comestai.
In un periodo dell’anno in cui l’attenzione al cibo può amplificare fragilità e sofferenze, conoscere le difficoltà di chi vive un DCA e imparare ad accompagnarlo con sensibilità e consapevolezza è un gesto prezioso. Il progetto promosso da Danone Nutricia e Animenta va in questa direzione: trasformare la formazione in cura, l’ascolto in prevenzione, la competenza in un cambiamento reale per le persone e le loro famiglie.
