Umbria in lutto: addio al papà del Sagrantino

La scomparsa di Arnaldo Caprai, un imprenditore che saputo affermare i suoi prodotti in tutto il mondo

APPROFONDIMENTO
Donatella Miliani
Umbria in lutto: addio al papà del Sagrantino

La scomparsa di Arnaldo Caprai, un imprenditore che saputo affermare i suoi prodotti in tutto il mondo

Umbria in lutto per la scomparsa di un grande imprenditore, modello di un’Italia capace di guardare avanti, valorizzare tradizioni e territori. Si è spento a 92 anni Arnaldo Caprai, l’uomo che più di ogni altro ha creduto nel potenziale del Sagrantino, trasformandolo da vino identitario a marchio internazionale. Un imprenditore visionario, capace di passare dal successo nel tessile alla costruzione di una delle realtà enologiche più influenti d’Italia. Caprai aveva iniziato la sua avventura a Foligno, nel settore dei filati (quando nelle case degli italiani si acquistava il corredo, lenzuola, tovaglie etc, per le giovani e i giovani prossimi al matrimonio), coltivando al tempo stesso una passione raffinata per i merletti antichi. Celebre la sua collezione museale che includeva anche gli strumenti, macchine da cucire comprese, che nel corso delle epoche hanno dato vita a vere e proprie ‘opere d’arte’. Negli anni Settanta la svolta: l’acquisto della Tenuta Val di Maggio a Montefalco, all’epoca 42 ettari di cui solo una piccola parte vitata. Da lì un percorso di ampliamento, studio e innovazione che avrebbe cambiato il destino del Sagrantino, fino ad allora considerato solo come passito, e dell’Umbria del vino. Il suo impegno costante gli valse nel 2002 il titolo di Cavaliere del Lavoro. Ma soprattutto gli riconobbe un ruolo: quello di ambasciatore del territorio, capace di portare Montefalco sulle mappe dell’enologia mondiale. La sua eredità continua oggi nel lavoro del figlio Marco e di una squadra che ha saputo unire ricerca, competenze agronomiche e collaborazioni di alto livello mantenendo stabilmente elevata la notorietà del Sagrantino nel mondo.