Valido esempio di gestione integrata del territorio, a dimostrazione di come materiali indesiderati e di risulta, addirittura materiali derivanti da un evento calamitoso, possono essere gestiti nell’ottica della migliore opzione ambientale ed essere reimmessi, secondo procedure di legge e in maniera controllata e autorizzata, in un ciclo produttivo utile di riutilizzo, in sostituzione del consumo di nuove risorse naturali.
I FATTI – Ricordiamo che, a seguito degli eventi meteorologici verificatisi nel novembre 2023, il Comune di Prato, in linea con le ordinanze commissariali e con i provvedimenti di emergenza adottati dalla Regione Toscana, individuò con propria ordinanza l’area a parcheggio (Piazzale del Palazzetto) dell’impianto sportivo “Pala Kobilica – palazzetto dello sport di Maliseti”, quale sito di primo raggruppamento, ove raccogliere e stoccare i materiali alluvionali. Al termine dei lavori di pulizia e ripristino delle zone colpite, nell’area parcheggio dell’impianto sportivo si sono trovati stoccati oltre 5.000 mc di rifiuti e materiali di risulta, costituiti soprattutto da materiali terrigeni e sedimentali (terra, limi, ghiaia, detriti, ecc.) e da materiali vegetali e legnosi.
Se questo primo raggruppamento presso il palasport risultò essenziale al fine di fronteggiare l’emergenza, è nella seconda fase di gestione di questi materiali che il Comune di Prato e la sua partecipata – Consiag Servizi Comuni – hanno messo in atto un intervento improntato all’efficienza e ai più attuali principi ambientali dell’economia circolare, conseguendo l’ottimizzazione delle risorse, il contenimento dei costi, il valido e utile riutilizzo in opere pubbliche dei materiali recuperati. Infatti, mentre i rifiuti legnosi e vegetali furono presi in carico dal gestore del servizio pubblico di igiene ambientale, la parte dei materiali terrigeni di risulta, onde evitare una nuova complessa movimentazione per il conferimento verso gli impianti di trattamento e recupero, è stata caratterizzata, trattata e recuperata sul posto, con evidenti vantaggi economici ed ambientali.

DATI TECNICI – L’operazione, svoltasi nel luglio 2024, è stata effettuata attraverso un’attività di campagna di impianto mobile opportunamente autorizzata dalla Regione Toscana ai sensi della norma sui rifiuti e seguita da A.R.P.A.T., anche con utilizzo in situ di un impianto mobile tecnologicamente adeguato, a sua volta autorizzato ai sensi dell’art. 208, comma 15, D.Lgs. 03/04/2006, n. 152.
Il materiale è stato gestito secondo le disposizioni delle varie ordinanze commissariali della Regione Toscana, in particolare dall’Ordinanza Commissariale n. 19 del 23/02/2024 – D.C..M 03/11/2023 – D.C.M. 05/12/2023 – O.C.D.P.C. n. 1037 del 05/11/2023 – Primi interventi urgenti di protezione civile in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal giorno 2 novembre 2023 nel territorio delle province di Firenze, Livorno, Pisa, Pistoia, Prato, nonché di Massa-Carrara e Lucca. Rifiuti terrosi – indirizzi operativi caratterizzazione fanghi.
L’intervento è stato realizzato attraverso le seguenti fasi:
- quadro conoscitivo dei materiali accentrati;
- rimozione selettiva e suddivisione dei materiali;
- classificazione e codifica ai sensi della norma sui rifiuti;
- lavorazione tramite frantumazione e vagliatura finalizzata alla produzione di End of Waste (materiali riciclati di natura terrigena di diversa granulometria) da riutilizzare in area già individuata dal Comune di Prato per esecuzione di rimodellamento/livellamento morfologico;
- predisposizione e compilazione dei documenti atti alla tracciabilità dei materiali e dei rifiuti;
- certificazioni E.o.W. dei materiali recuperati nel rispetto delle normative di settore;
- impiego di tali materiali nella realizzazione di opere urbanistiche.
Secondo quanto previsto dall’Ordinanza Commissariale n. 19/2024, i materiali depositati nei luoghi di raggruppamento all’atto della lavorazione tramite campagna di lavorazione con impianto mobile sono stati classificati con il codice E.E.R. 170504 – “terra e rocce, diverse da quelle di cui alla voce 17 05 03”.

In misura residuale dalla rimozione selettiva pretrattamento delle terre, a monte della vagliatura, sono stati inoltre selezionati:
- materiali terrigeni classificati con il codice E.E.R. 17 05 03* – “terre e rocce, contenenti sostanze pericolose (rocce verdi)”;
- materiali derivanti da spallette e/o opere idrauliche o altri manufatti in cls/muratura classificati col codice E.E.R. 170904 – “rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 17 09 01*, 17 09 02* e 17 09 03*”.
Le due tipologie di rifiuto sono state sottoposte a campionamento, analisi e caratterizzazione, per essere inviate agli opportuni impianti di trattamento finale. Dalle operazioni oggetto di campagna, sono inoltre derivati altri rifiuti classificati come rifiuti urbani così come definiti dalle ordinanze commissariali e come tali gestiti tramite il gestore del servizio di igiene urbana. La campagna mobile ha visto l’impiego di un macchinario specifico costituito da un frantoio a mascelle, debitamente autorizzato ex art. 208, D.Lgs. 03/04/2006, n. 152, per Operazione di Recupero – R5, idoneo sia a sgrossare/vagliare il materiale terroso sia eventualmente a frantumare il materiale roccioso.
Il frantoio utilizzato, montato su carro cingolato semovente, completo di nastri trasportatori, vaglio e separatore magnetico (deferrizzatore), con una potenzialità di recupero pari a circa 120 ton/h, era dotato anche di un sistema integrato di nebulizzazione atto a mitigare il formarsi delle polveri.

Oggetto del trattamento sono state le circa 6˙500 ton di materiale terrigeno alluvionale afferente al codice rifiuto E.E.R. 17 05 04 (densità media 1,7 ton/m 3 per una volumetria di circa 3˙800 m 3 ) che è stato vagliato operando la prima selezione e dividendo il materiale in fine passante (stabilizzato terrigeno 0-30 mm) ed in fine misto a pezzature più grossolane (stabilizzato terrigeno 0-70 mm). In particolare, sono stati prodotti 8 lotti di materiale recuperato e certificato E.o.W. . Su ciascun lotto sono state effettuate verifiche analitiche sia di tipo chimico che geotecnico.
Il protocollo analitico chimico ha previsto la ricerca dei seguenti contaminanti:
- Metalli (arsenico, cadmio, cobalto, nichel, piombo, rame, zinco, mercurio, cromo totale e cromo esavalente);
- Idrocarburi C > 12;
- Idrocarburi Policiclici Aromatici (I.P.A. singoli e Σ I.P.A. da n°25÷34); Benzene, Etilbenzene, Toluene, Xileni (BTEX);
- Amianto;
- Materiali galleggianti;
- Frazioni estranee.
I risultati sono stati confrontati con i valori previsti dalla Tabella 1 – Allegato 5, Parte IV, D. Lgs. 03/04/2006, n. 152 e per i parametri “Materiali galleggianti” e “Frazioni estranee” con la tabella del D.M. 22/09/2022, n. 152.
La caratterizzazione geotecnica ha visto le verifiche previste al punto 4.1 della norma U.N.I. 11531-1:2024 – Costruzione e manutenzione delle opere civili delle infrastrutture – Criteri per l’impiego dei materiali – Parte 1: Terre e miscele di aggregati non legati.
Sugli Stabilizzati terrigeni 0-30 mm e 0-70 mm, è stata quindi effettuata la prova di classificazione secondo i principi generali indicati dalla U.N.I. E.N. I.S.O. 14688:2018. Pertanto il materiale è stato classificato con riferimento al Prospetto 1 della norma U.N.I. 11531-1, è stata inoltre effettuata una prova granulometrica completa (con tutti i setacci previsti dalla norma U.N.I. E.N. 933-1). Sul pietrisco 0-70 mm è stata effettuata una prova granulometrica completa.
In fase di autorizzazione della campagna mobile, sono stati presi in considerazione tutti i possibili impatti ambientali della stessa (emissioni in atmosfera, impatto acustico, ambiente idrico, suolo e sottosuolo) e concordate con gli Uffici e le Autorità competenti le opportune misure di eliminazione e/o mitigazione degli impatti.

CONCLUSIONI – In conclusione, sulla base alle verifiche effettuate, i prodotti E.o.W. ottenuti con la campagna mobile sono risultati conformi, sia dal punto di vista chimico che geotecnico, all’utilizzo nell’opera per la realizzazione di un sottofondo e rimodellamento morfologico in area commerciale/industriale situata fra Via Paronese – Via dei Fossi – Via del Molinuzzo.
Tale area era già stata infatti opportunamente individuata nel progetto urbanistico approvato del Comune di Prato, in accordo con i tecnici A.R.P.A.T., quale luogo idoneo al collocamento dei materiali terrigeni recuperati ex alluvionali.
Ecco dunque come questo ingente quantitativo di detriti, invece che costituire un problema e un impegno economico non indifferente per il loro conferimento in impianti autorizzati, sono stati trasformati in una risorsa sia ambientale che economica.
Sono infatti stati reimmessi in un ciclo produttivo utile, evitando gli oneri legati alla movimentazione, al conferimento e al trattamento, risparmiando al contempo sull’acquisto di altri materiali vergini a carico del Comune, preservando le risorse naturali.
Attraverso questa gestione, sposando e perseguendo il concetto di riutilizzo, il cerchio si è chiuso e l’economia circolare ha trovato concreta applicazione a vantaggio di tutti.
Ing. Derio Bacci e Ing. Lorenzo Gucci
