“È difficile dire quando sia iniziata la mia passione per il volo. Forse da bambino quando ho iniziato a viaggiare con i miei genitori. Le prime volte avevo paura, ma poi la curiosità ha vinto. Mi chiedevo come gli aerei riuscissero a volare e da lì è nata la mia passione”. Inizia così il racconto di Marco Gambini che, a 17 anni, ha conseguito la licenza di pilota privato presso l’Aero club di Lucca, la sua città. “Non posso ancora prendere la patente, ma potrei portare in volo quattro persone” scherza, con un inconfondibile accento toscano e un sorriso nella voce.
Quella che era una semplice passione è diventata qualcosa di più agli inizi di ottobre 2024 quando Marco ha abbandonato joystick e simulazioni di volo virtuali per iniziare a sondare i cieli: “Ho deciso che volevo capire cosa significasse davvero pilotare un aereo anche perché, finite le superiori, vorrei diventare un pilota di linea”. E così ha iniziato la formazione: quattro ore di lezioni teoriche a settimana a cui si aggiungono le lezioni pratiche.
“Già dal secondo volo” – spiega – “l’istruttore consente al pilota in addestramento di eseguire decolli, atterraggi e manovre, consentendogli di conoscere piano piano lo spazio di volo e do acquisire fiducia nelle proprie capacità e in quelle dell’aereo”.
Gambini, contrariamente a tanti suoi coetanei, ha già chiari i prossimi passi: prima un esame di inglese per poter pilotare anche all’estero, poi, dopo il diploma, la scuola per piloti di linea. Una scelta dettata dalla passione, ma fatta con la consapevolezza dei sacrifici personali ed economici che comporta. “Per arrivare dove sono ora ci sono voluti 10 mila euro, per diventare pilota di linea ne serviranno circa 25 mila. Certo alcune compagnie offrono dei finanziamenti che vengono poi restituiti pian piano dopo aver iniziato a lavorare”.
Il futuro però, per ora, può attendere. Marco Gambini deve prima finire le superiori e dopo la sua ultima estate di spensieratezza e libertà, magari passata a volare con gli amici.
