I droni: una minaccia e un'opportunità

Serve un approccio multilivello e un sistema di difesa integrato

APPROFONDIMENTO
Pamela Preschern
I droni: una minaccia e un'opportunità

Serve un approccio multilivello e un sistema di difesa integrato

Non solo strumenti militari ma minacciano città, porti e infrastrutture critiche. Sono i droni che i recenti conflitti in Medio Oriente e soprattutto quello in Ucraina hanno reso protagonisti, tanto a definire quella russo-ucraina come “la guerra dei droni”.

Strumenti commerciali modificati per missioni militari convivono oggi con velivoli autonomi in grado di individuare e attaccare obiettivi senza l’intervento umano. La minaccia si è avvertita chiaramente lo scorso settembre durante un attacco all’Ucraina quando la Russia ha inviato droni sul territorio della Polonia, Stato della NATO e dell’UE, poi in gran parte abbattuti. Le forze russe usano i droni per sottoporre valutare capacità, tempi di reazione ed eventuali debolezze delle difese aeree occidentali ma anche per inviare un segnale all’opinione pubblica riguardo la permeabilità dello spazio aereo dell’Alleanza.

In uno scenario di conflitto ibrido come quello odierno dove ai classici armamenti usati nel campo di battaglia fisico, si affiancano nuove tecnologie che interessano anche lo spazio e il cyberspazio anche grazie alla diffusione progressiva e capillare dell’Intelligenza Artificiale (I.A.) urge adottare un approccio multi-dominio fatto di comunicazione, tecnologia, logistica e capacità di analisi rapidissime, addirittura immediate. Perché in questo contesto la capacità di adattarsi mantenendo un approccio flessibile rappresenta una priorità, una condizione imprescindibile per non soccombere.

Nell’ambito della difesa aerea serve combinare cooperazione istituzionale, investimenti tecnologici e un’ampia collaborazione tra pubblico e privato in particolare tra forze armate, università e settore industriale per costruire sicurezza, resilienza e autonomia strategica. Ma anche regole certe, standard comuni e sistemi anti-drone integrati capaci di far fronte a una minaccia sempre più pervasiva e diversificata, garantendo la sicurezza di cittadini e territori.

Cosa sta facendo la difesa italiana

È per questo che il settore della difesa aerea del nostro paese, nell’ambito del processo di modernizzazione delle proprie capacità e di un approccio multi-dominio e finalità multiple, ha inserito tra le tecnologie da acquisire i droni.

Recentemente all’interno della caserma Santa Barbara di Sabaudia (LT), sede del Comando Artiglieria Controaerei (COMACA), sono stati consegnati all’Esercito Italiano i primi materiali dei sistemi d’arma missilistici Superficie-Aria SAMP/T New Generation (NG) e GRIFO.

L’obiettivo di questi nuovi sistemi missilistici è intercettare e neutralizzare le minacce, rafforzando la resilienza di infrastrutture critiche, tutelando i processi informativi e contrastando la disinformazione e proteggere i cittadini da campagne ostili che mirano a indebolire le istituzioni e la tenuta sociale in un’ottica di deterrenza difensiva.

La sicurezza del soldato moderno e il mimetismo multispettrale

La crescente diffusione di sensori multispettrali difficili da captare, capaci di operare anche di notte e dotati di sensori termici rendono la sicurezza del soldato sempre più difficile da garantire. Per contrastare questi droni subdoli, spesso impercettibili occorrono strumenti all’avanguardia, in particolare il mimetismo multispettrale che permette di nascondersi al meglio, riducendo la visibilità non solo all’occhio umano, ma anche ai sensori più avanzati, come quelli termici ricorrendo a materiali innovativi e soluzioni in grado di aumentare la sicurezza e anche il comfort operativo.

Il nuovo concetto di guerra, le minacce emergenti alla sicurezza del nostro paese e più in generale del mondo occidentale richiedono un investimento in capacità innovative e sinergie con gli alleati, un impegno costante per rafforzare la sicurezza e il riconoscimento del ruolo dell’essere umano che seppure amplificato dalla tecnologia, resta centrale.