Microplastiche: la fluorescenza ci aiuta a capirne di piu'

E’ possibile scoprire ‘la vita segreta’ di queste particelle grazie a tecniche di imaging avanzate

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
Microplastiche: la fluorescenza ci aiuta a capirne di piu'

E’ possibile scoprire ‘la vita segreta’ di queste particelle grazie a tecniche di imaging avanzate

Le microplastiche, frammenti o particelle di materiale plastico di dimensioni inferiori a 5 millimetri, sono spesso invisibili a occhio nudo, ma come gli scienziati hanno rilevato, ormai contaminano aria, acqua e suolo. Sono pervasive nell’ambiente ma anche nella catena alimentare, comportando rischi per gli ecosistemi e per la salute umana.

Sappiamo che si accumulano in organi (sangue, polmoni, cervello) e causano infiammazioni, stress ossidativo, alterazioni metaboliche e del sistema immunitario. Tracciarne la presenza è quindi fondamentale per capire dove concentrare gli sforzi di bonifica, eppure i ricercatori faticano ancora a comprendere le effettive conseguenze di queste particelle una volta entrate negli organismi viventi.

Sebbene studi di laboratorio abbiano collegato l’esposizione a infiammazioni, danni agli organi ed effetti sullo sviluppo, permane una grave lacuna scientifica. Un nuovo studio propone una strategia innovativa basata sulla fluorescenza che potrebbe consentire agli studiosi di tracciare le microplastiche in tempo reale, mentre si muovono, si trasformano e si degradano all’interno dei sistemi biologici.

La maggior parte dei metodi attuali fornisce solo un’istantanea temporale” ha affermato Wenhong Fan autore corrispondente dello studio. “Possiamo misurare quante particelle sono presenti in un tessuto, ma non possiamo osservare direttamente come viaggiano, si accumulano, si trasformano o si scompongono all’interno degli organismi viventi”.

Le tecniche disponibili – dalla spettroscopia Raman a quella infrarossa richiedono tempo, costi elevati ma soprattutto un campionamento distruttivo, che impedisce di seguire il comportamento dinamico delle particelle nella loro evoluzione. L’imaging a fluorescenza offre un’alternativa promettente, ma i metodi di marcatura esistenti non sono stabili, possono perdere colorante o quencing della fluorescenza in ambienti biologici complessi.

Il team quindi per prevalere su questi ostacoli propone una strategia di sintesi controllata di monomeri fluorescenti, questi appositamente progettati emettono una luce più intensa se aggregati, riducendo la perdita di segnale e migliorando la stabilità dell’immagine.

Il nuovo metodo consente un controllo preciso della luminosità delle particelle, della lunghezza d’onda di emissione, delle dimensioni e della forma, rendendo visibile sia la plastica che i suoi frammenti consentendo di monitorare le particelle nel loro intero ciclo di vita. Gli studiosi sono fiduciosi, sebbene questa strategia sia ancora in fase di validazione, che il nuovo metodo potrebbe mostrarsi fondamentale per osservare come le microplastiche si comportano nell’interazione con cellule, tessuti e organi.