Menarini celebra Michelangelo e i 70 anni della sua collana d’arte

Per celebrare l’anniversario, la serie si arricchisce di una nuova monografia

APPROFONDIMENTO
Redazione
Menarini celebra Michelangelo e i 70 anni della sua collana d’arte

Per celebrare l’anniversario, la serie si arricchisce di una nuova monografia

Nella foto da sinistra: Alberto Aleotti, Cristina Acidini, Lucia Aleotti, Barbara Jatta

Cultura e impresa si incontrano nel segno della bellezza. Nel 2026 il gruppo farmaceutico Menarini Group festeggia i 70 anni della propria collana editoriale d’arte, inaugurata nel 1956 con l’obiettivo di promuovere e diffondere la conoscenza dei grandi maestri italiani. Per celebrare l’anniversario, la serie si arricchisce di una nuova monografia dedicata a Michelangelo Buonarroti, tra i protagonisti assoluti del Rinascimento e figura cardine della storia artistica occidentale.

Il volume, pubblicato da Pacini Editore, è firmato dalla storica dell’arte Cristina Acidini, tra le massime studiose del patrimonio artistico italiano. Nel corso della sua carriera Acidini ha ricoperto incarichi di vertice in alcune delle principali istituzioni culturali del Paese, tra cui la Soprintendenza per il Polo Museale fiorentino e l’Opificio delle Pietre Dure. Oggi presiede l’Accademia delle Arti del Disegno, la Casa Buonarroti e la Fondazione Roberto Longhi.

La monografia ripercorre in ordine cronologico la vita e la produzione del maestro, evidenziandone la straordinaria versatilità: scultore, pittore, architetto e poeta. Dalla formazione nella Firenze medicea alle prime opere giovanili – come il Crocifisso di Santo Spirito, la Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri – il volume segue l’ascesa artistica di Michelangelo fino ai primi trionfi romani, tra cui la celebre Pietà custodita nella Basilica di San Pietro. Ampio spazio è dedicato ai capolavori del primo Cinquecento, come il David e il Tondo Doni, e alle grandi imprese romane che ne consacrarono la fama universale: la decorazione della volta della Cappella Sistina tra il 1508 e il 1512 e, oltre vent’anni più tardi, il monumentale Giudizio Universale.

Gli ultimi decenni della sua vita si svolsero a Roma, dove l’artista fu impegnato in grandi progetti architettonici, tra cui la progettazione della cupola della Basilica di San Pietro. Tra le opere tarde spicca anche la Pietà Bandini, oggi conservata nel Museo dell’Opera del Duomo. Dal racconto di Cristina Acidini emerge il ritratto di un artista capace di dialogare con i potenti del suo tempo – dai Medici ai pontefici – e di attraversare quasi novant’anni di storia mantenendo intatta fino alla fine una straordinaria forza creativa.

Alla sua morte, nel 1564, si disse simbolicamente che non era scomparso un solo uomo, ma quattro: lo scultore, il pittore, l’architetto e il poeta. Il nuovo volume è stato presentato il 7 marzo al Museo degli Innocenti di Firenze dall’autrice insieme a Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani. L’iniziativa conferma l’impegno culturale di Menarini, che da settant’anni affianca alla propria attività industriale un progetto editoriale volto a valorizzare e diffondere il patrimonio artistico italiano nel mondo.

Davide Lacangellera