HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (2)

In questa rubrica vi abbiamo presentato alcuni dei grandi miti dell’animazione giapponese degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini-enciclopedia con reportage e approfondimenti dedicati ai titoli ormai entrati nella storia di anime e manga, così come ai loro autori

RUBRICA
a cura di Ryancreation Cove
HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (2)

In questa rubrica vi abbiamo presentato alcuni dei grandi miti dell’animazione giapponese degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini-enciclopedia con reportage e approfondimenti dedicati ai titoli ormai entrati nella storia di anime e manga, così come ai loro autori

28 agosto 1993, il giorno in cui la TV per ragazzi cambiò per sempre – parte 2

Tra le figure che hanno contribuito a plasmare l’immaginario televisivo di più generazioni spicca Haim Saban, entrato nella storia dell’intrattenimento come l’architetto sonoro dell’infanzia degli anni ’80 e ’90 e, soprattutto, come il “papà” dei Power Rangers. Il 28 agosto 1993 rappresenta una data di svolta nella storia della televisione per ragazzi. Quel giorno debutta su Fox Kids il primo episodio di Mighty Morphin Power Rangers.

L’impatto non fu soltanto televisivo. Saban aveva preparato con attenzione anche il fronte commerciale. Il lancio della serie fu coordinato con l’arrivo nei negozi delle prime action figure, dei costumi e di una vasta gamma di gadget. I giocattoli dei Power Rangers andarono esauriti nel giro di poche settimane, costringendo i produttori a rifornire rapidamente gli scaffali. L’unione tra contenuti televisivi e merchandising si rivelò uno degli elementi più efficaci dell’intera operazione.

Dal punto di vista narrativo, la serie non reinventava completamente il genere dei supereroi, ma lo adattava al linguaggio e alle esigenze dei ragazzi degli anni Novanta. I protagonisti non erano figure distanti o irraggiungibili: erano studenti, amici, giovani con insicurezze e responsabilità. Proprio questa dimensione quotidiana li rendeva accessibili e vicini al pubblico. L’elemento della trasformazione — il passaggio da ragazzi comuni a eroi in costume — funzionava come una potente metafora del desiderio di crescere e di affermarsi.

Lo stile visivo, con i suoi colori accesi, i costumi iconici e le scene d’azione dinamiche, divenne immediatamente riconoscibile. Ogni Ranger possedeva un colore distintivo, un animale totem e un set di mosse caratteristiche. Il montaggio veloce, l’uso dello slow motion nei momenti più spettacolari e la combinazione tra effetti speciali pratici e riprese dal vivo contribuirono a creare un linguaggio televisivo nuovo per il pubblico di allora. In quel momento, infatti, nulla in televisione assomigliava davvero ai Power Rangers.

Nel giro di pochi mesi, la serie venne rinnovata per nuove stagioni. Saban comprese di avere tra le mani non soltanto uno show di successo, ma un vero e proprio universo narrativo espandibile.

Furono introdotti nuovi personaggi, venne rafforzato l’aspetto mitologico del racconto e si svilupparono archi narrativi più articolati. Parallelamente, iniziarono a prendere forma progetti per film, spin-off e versioni internazionali. Il lancio di Mighty Morphin Power Rangers segna quindi il momento in cui tutte le competenze di Haim Saban — musicali, produttive e commerciali — si unirono in un unico progetto coerente.

Dalla scelta del cast alla sigla, dalla struttura degli episodi al merchandising, ogni elemento era pensato per sostenere gli altri. Quella combinazione, perfettamente orchestrata, trasformò un’idea nata davanti a una televisione giapponese in un fenomeno globale che continua ancora oggi a evolversi.

(continua nella prossima uscita)

Per leggere l’intero reportage e gli altri approfondimenti, clicca sui nomi degli autori che hanno firmato questo articolo: troverai tutti i loro contributi