Salute e medicina di genere, le donne vivono più a lungo

L’obiettivo del Sistema Sanitario Nazionale per personalizzare in percorsi di cura. Differenze biologiche e socio-economiche

SALUTE
Redazione
Salute e medicina di genere, le donne vivono più a lungo

L’obiettivo del Sistema Sanitario Nazionale per personalizzare in percorsi di cura. Differenze biologiche e socio-economiche

In Italia, i dati sulle donne intese come pazienti evidenziano un paradosso: pur avendo un’aspettativa di vita superiore a quella degli uomini, le donne trascorrono più anni in condizioni di salute precaria o con disabilità. La medicina di genere è oggi un obiettivo strategico del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) per personalizzare i percorsi di cura in base alle differenze biologiche e socio-economiche.

I DATI E “IL PARADOSSO DELLA SALUTE FEMMINILE”–  In termini di accesso alle cure e prevenzione, le donne svolgono un ruolo centrale come “caregiver”, essendo responsabili della salute familiare nel 75% dei casi, ma spesso tendono a trascurare la propria salute. Per quanto riguarda il tema della violenza di genere, nel 2024 si è registrato un forte aumento degli accessi delle donne in Pronto Soccorso per violenza, con 19.518 casi (+15,2% rispetto al 2023). La popolazione femminile in Italia presenta un carico di patologie croniche significativo, specialmente con l’avanzare dell’età. Se si considera che il 57% degli over 65 soffre di almeno una patologia cronica, le donne sono spesso più colpite da forme di multi-cronicità (due o più malattie contemporaneamente).

La prevenzione resta un tema portante: in Italia gli screening oncologici femminili sono pilastri della prevenzione e mostrano dati in ripresa, sebbene permangano forti disparità regionali. Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) offre tre programmi di screening gratuiti basati sull’età (tumore alla mammella, tumore alla cervice uterina e al colon retto) secondo il Rapporto ONS 2023, l’adesione agli screening sta tornando ai livelli pre-pandemia, ma con un’Italia “spaccata”: l’adesione nazionale alla mammografia è del circa 73% totale, di cui l’83% al nord, il 78% al centro e il 60% al sud.

C’è poi la sperimentazione farmaceutica: qui persiste un divario storico, sebbene l’arruolamento femminile sia in aumento, le donne sono ancora sottorappresentate in molti studi clinici, il che può comportare una maggiore incidenza di reazioni avverse ai farmaci. Infine, non per ultima, la salute mentale: l’ISTAT osserve un aumento del rischio di disagio psicologico e dei tassi di suicidio tra le donne più anziane negli ultimi anni.

ESTETICA, NUTRIZIONE E LONGEVITY CARE – Anche di questi temi, con particolare attenzione alla medicina di genere e la salute femminile si è parlato in occasione della XXI edizione di Obiettivo Benessere svoltasi a Roma all’Università Salesiana, un evento che da oltre vent’anni rappresenta un punto di riferimento nel panorama della divulgazione scientifica dedicata alla bellezza, alla salute e alla medicina integrata. L’edizione 2026 ha coinvolto numerosissimi partecipanti tra pubblico, professionisti sanitari di rilievo, giornalisti, e pazienti provenienti da tutta Italia. Un’iniziativa promossa dall’Istituto Frontis di Medicina del Benessere e dalla Dott.ssa Paola Fiori, Chirurgo generale, medico estetico e omeopata.