Non solo polmoni e cuore: l’inquinamento atmosferico e il surriscaldamento globale stanno presentando il conto anche alla nostra bocca. L’allarme arriva dagli esperti della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), riuniti a Rimini per il loro 24° Congresso Nazionale in occasione della Giornata Mondiale della Salute Orale.
Secondo gli specialisti, esiste un legame diretto e preoccupante tra l’esposizione cronica al particolato fine (PM2.5) e l’insorgenza della parodontite, una grave infiammazione batterica che, se non curata, porta alla distruzione dei tessuti di sostegno del dente e alla sua perdita.
Perché lo smog attacca le gengive
Il cuore dell’allerta scientifica si basa su una ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Periodontology. Lo studio, condotto in Cina su un campione di oltre 13.000 soggetti, ha analizzato gli effetti a lungo termine dell’aria inquinata sulla salute orale. I ricercatori hanno scoperto che l’esposizione prolungata alle polveri sottili aumenta significativamente il rischio di ammalarsi di parodontite. I meccanismi identificati sono principalmente tre:
- Stress ossidativo: Il particolato stimola la produzione di radicali liberi che danneggiano le cellule.
- Danno al DNA: Le particelle inquinanti possono alterare il materiale genetico delle cellule epiteliali orali.
- Infiammazione sistemica: L’inquinamento non resta nei polmoni, ma scatena una risposta infiammatoria che si propaga a tutto il corpo, colpendo duramente le gengive già vulnerabili.

Il ruolo del caldo e della disidratazione
Non è solo l’aria che respiriamo a preoccupare, ma anche la temperatura. Le ondate di calore rappresentano infatti, un fattore di rischio indiretto ma potente. L’aumento delle temperature favorisce la disidratazione, che a sua volta riduce il flusso di saliva. Poiché la saliva è il principale sistema di difesa naturale della bocca (regola il pH e combatte i batteri), una sua carenza rende l’ambiente orale più acido e povero di ossigeno, creando l’habitat perfetto per la proliferazione dei batteri patogeni.
“L’inquinamento e il cambiamento climatico aumentano la suscettibilità individuale alla parodontite, rendendo il cavo orale più vulnerabile”, ha spiegato Leonardo Trombelli, presidente SIdP.
La situazione in Italia è già critica: circa il 15,7% della popolazione soffre di parodontite, e i casi gravi sono aumentati del 50% negli ultimi trent’anni. Con l’aggravarsi della crisi climatica, la prevenzione non può più limitarsi solo allo spazzolino e al filo interdentale, ma deve tenere conto anche dei fattori ambientali esterni.
Patrizio Morabito
