“Una decisione così, forse nata per esclusione. No, anzi, scriva nata per caso dato che cominciò tutto proprio così tra me e una mia compagna del liceo. Ma ci tengo, lo scriva bene, a dire che è stata una delle migliori scelte della mia vita”.
Lo dice senza mezzi termini, con l’entusiasmo negli occhi e la passione che vibra ancora forte, Elisa Livi, quando le chiedo perché al momento di iscriversi all’Università scelse proprio Geologia. Una disciplina, se vogliamo, che nell’immaginario comune non si associa così immediatamente all’universo femminile. E invece Elisa, montespertolese di nascita, non solo ha invertito la rotta ma oggi è anche vice presidente dell’ordine dei geologi della Toscana e presidente della stessa Fondazione dei Geologi. E se ripensa al 1995, alla maturità allo scientifico “Il Pontormo” di Empoli, agli anni universitari fiorentini e a tutta la strada fatta prima di dare vita alla sua attività professionale il bilancio non può che essere positivo. Lei che è alla sua seconda consiliatura nell’Ordine regionale dei geologi e che oggi va fiera di essere circondata da altre 3 donne su 11 consiglieri.
Un numero che, a prima vista, potrebbe sembrare piccolo ma in realtà significativo se si pensa che a livello nazionale le geologhe rappresentano circa il 20-25% del totale degli iscritti. Un dato, questo, che valorizza la scelta dell’ordine toscano che anche in passato si è contraddistinto per la valorizzazione della rappresentanza femminile nella composizione del consiglio.
Ecco che Elisa, me lo dice senza giri di parole, desidera svolgere il proprio ruolo nella Fondazione secondo l’ambizioso programma di mandato, portando avanti non solo il progetto di rilancio dell’attività formativa, a servizio dei colleghi e delle colleghe e a supporto del loro percorso di aggiornamento professionale, ma anche valorizzando la figura del geologo e delle scienze della terra.
“Pensi che ancora negli anni ’60 in Italia la geologia di campagna non veniva praticata dalle donne e che sicuramente fino agli anni ’30, anche all’estero, le donne venivano considerate non idonee per la geologia di campagna sia per le convenzioni sociali ma, si figuri, anche per l’abbigliamento che, sempre per le convenzioni, obbligava all’uso di gonne poco pratiche. Le prime foto di donne geologhe in pantaloni risalgono circa al 1930 in Australia! Beh, direi che da quel momento di strada ne è stata fatta ma il percorso per raggiungere la parità di genere è, ahimè, ancora lungo”.

“Direi in discesa se penso a quanto amo la mia professione e quanto ancora mi diverte e gratifica esercitarla”.
Lei che dopo il dottorato in Scienze della Terra all’Università di Firenze e diversi anni di attività di ricerca ha deciso di sperimentare tutte le sfaccettature di questa affascinante professione. Un’esperienza professionale importante nel campo della progettazione di grandi opere infrastrutturali presso una società di geo-ingegneria a Torino, una breve esperienza nel mondo privato nel settore ambientale della professione, un’esperienza al Comune di Firenze nella pianificazione urbanistica, per poi convincersi nel 2006 che la strada giusta era quella della libera professione, che tuttora svolge nel suo studio a Lastra a Signa, insieme a altri due colleghi.
“Attualmente mi occupo di indagini e studi geologici a supporto di progetti di attività estrattive e minerarie in Italia e all’estero, di progetti di opere di ingegnera civile, strumenti urbanistici, di studi idrogeologici e studi connessi a problematiche ambientali di siti contaminati. Fuori Italia ed Europa operiamo principalmente su progetti di attività estrattive e miniere, recentemente ci siamo occupati di uno studio di fattibilità per la realizzazione di una raffineria d’oro in Kenya e negli anni passati ho avuto modo di lavorare in Egitto, Marocco, Algeria e Madagascar”
La professione è molto diversa da quella in Italia e non sempre facile per una geologa. Nel 2014 ho conseguito il titolo di European Geologist, indispensabile per svolgere la professione all’estero. E anche in questo caso le donne rappresentano una minoranza”.
Valorizzare e tutelare la figura del geologo, occuparsi del suo costante aggiornamento tecnico-scientifico e promuovere le scienze della terra con vari mezzi. In questo momento per esempio abbiamo in essere un articolato percorso formativo su tematiche ambientali, di grandissima attualità per la nostra Regione. L’organizzazione di questo evento formativo ha offerto l’occasione per rendere concreti gli impegni sottoscritti in un accordo quadro di collaborazione recentemente siglato tra il nostro ordine e l’ateneo pisano. Nello spirito dell’accordo studenti e dottorandi del Dipartimento di Scienze della Terra prendono parte gratuitamente al corso, così da fare attività formativa di pari passo coi geologi professionisti e ampliare l’offerta formativa universitaria con tematiche inerenti il mondo professionale.
Una legge regionale per la conservazione e valorizzazione del patrimonio geologico della quale ci stiamo facendo promotori per cercare di valorizzare adeguatamente i geositi toscani come stanno già facendo alcune regioni italiane. E’ necessario infatti valorizzare scientificamente l’immenso patrimonio geologico della nostra bella regione per farlo poi conoscere, attraverso i professionisti del mestiere, a visitatori e cittadini.
