Sigarette elettroniche abbandonate, a rischio gli scoiattoli "fumatori"

I profumi fruttati dei vaporizzatori attirano gli animali selvatici come una trappola: nicotina, microplastiche e litio minacciano ecosistemi urbani

AMBIENTE
Federico Di Bello
Sigarette elettroniche abbandonate, a rischio gli scoiattoli "fumatori"

I profumi fruttati dei vaporizzatori attirano gli animali selvatici come una trappola: nicotina, microplastiche e litio minacciano ecosistemi urbani

Un roditore su una recinzione di legno a Brixton, nel sud di Londra, tiene tra le zampe una sigaretta elettronica e morde il bocchino di plastica. Il video, diventato virale sui social media, ha scatenato l’allarme degli esperti di fauna selvatica e delle associazioni animaliste britanniche. Ma dietro l’immagine quasi comica dello scoiattolo “fumatore” si nasconde una realtà preoccupante, che riguarda milioni di dispositivi abbandonati ogni anno nell’ambiente e i danni sempre più documentati che causano agli animali.

Non si tratta di un episodio isolato. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati sui social casi analoghi: uno scoiattolo filmato a Filadelfia, un altro fotografato in Galles mentre cerca di seppellire un vaporizzatore come se fosse una ghianda, immagini simili rimbalzate in tutto il mondo. Il fenomeno, che potrebbe sembrare folkloristico, è invece il sintomo di un problema ambientale concreto e sottovalutato.

A spiegare il meccanismo che spinge gli animali verso questi dispositivi è Craig Shuttleworth, esperto di scoiattoli rossi presso l’Università di Bangor. Il motivo è semplice quanto insidioso: le sigarette elettroniche usa e getta, anche dopo l’utilizzo, conservano a lungo un intenso aroma fruttato — mirtillo, fragola, mango — che gli animali selvatici scambiano per cibo. “Ai vecchi tempi si vedevano molti mozziconi di sigaretta gettati a terra, ma non ricordo scoiattoli che correvano in giro con essi“, ha osservato lo scienziato. “Sarebbe ragionevole supporre che una sigaretta elettronica sia molto più attraente di un normale prodotto del tabacco non fruttato.” Lo conferma anche Evie Button, ricercatrice della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (Rspca), che ha smontato fisicamente un vaporizzatore per studiarne le caratteristiche: il dispositivo emanava ancora un persistente odore di mirtillo a oltre tre mesi da quando lo aveva tra le mani.

Le conseguenze per gli animali che entrano in contatto con questi oggetti possono essere serie. Shuttleworth sottolinea che la nicotina è una sostanza completamente estranea alla dieta naturale degli animali selvatici: “Non è auspicabile che gli animali ingeriscano nicotina. In natura non la trovano, quindi, come per molte sostanze chimiche, è meglio evitare che vi siano esposti.” A questo si aggiunge il rischio delle microplastiche, che un animale potrebbe ingerire rosicchiando il corpo del dispositivo e quello dei liquidi interni, che contengono composti chimici potenzialmente tossici. I casi più gravi già documentati includono un uccello in Nuova Zelanda, avvelenato e morto dopo aver ingerito una sigaretta elettronica.

Il problema non riguarda solo la fauna selvatica. Il Servizio di Informazione sui Veleni Veterinari del Regno Unito ha ricevuto ben 680 segnalazioni tra il 2017 e oggi riguardanti animali domestici entrati in contatto con liquidi da sigaretta elettronica e il 96% dei casi coinvolgeva cani. Gli animali domestici, soprattutto i cani, sono particolarmente vulnerabili per la loro spiccata sensibilità agli odori e ai sapori dolci, che li porta a individuare facilmente i dispositivi abbandonati durante le passeggiate.

La scala del fenomeno è impressionante. Secondo i dati di National Recycling, prima del divieto delle sigarette elettroniche monouso entrato in vigore nel Regno Unito nel giugno 2025, venivano gettate via circa cinque milioni di unità ogni settimana. Anche dopo il divieto, i produttori hanno trovato il modo di aggirare la normativa, riprogettando i dispositivi con una porta USB e un secondo pod per farli rientrare nella categoria dei prodotti “ricaricabili e riutilizzabili”, eludendo di fatto le restrizioni. Il risultato è che ogni anno oltre 67 milioni di vaporizzatori finiscono dispersi nell’ambiente, nei fiumi, negli oceani, nei parchi urbani.

La Rspca ha definito il video dello scoiattolo londinese un “monito severo” e ha lanciato un appello diretto ai cittadini: conservare sempre i rifiuti fino a quando non è possibile smaltirli correttamente e riciclare questi dispositivi negli appositi punti di raccolta, evitando di abbandonarli per strada o nei parchi. Perché quello che per noi è un gesto di noncuranza, per un animale selvatico può trasformarsi in una trappola.