Mentre il mondo cerca disperatamente soluzioni per stabilizzare le reti elettriche alimentate da fonti rinnovabili intermittenti, una massiccia struttura di cemento con un’altezza di quasi 150 metri, svettante tra i parchi eolici della provincia di Jiangsu, sta fornendo una risposta letteralmente concreta. Si tratta del sistema EVx di Energy Vault, il primo impianto di stoccaggio energetico ad accumulo gravitazionale su scala commerciale al mondo che non utilizza liquidi o materiali chimici.
A differenza delle classiche batterie chimiche al litio, l’impianto di Rudong non si affida a metalli rari o processi elettrochimici. Il principio è di una semplicità disarmante: la fisica delle scuole medie scuole applicata all’ingegneria moderna.
Quando i parchi eolici o solari vicini producono energia in eccesso, questa viene utilizzata per sollevare enormi blocchi compositi da 35 tonnellate ciascuno fino alla sommità della torre, trasformando l’elettricità in energia potenziale gravitazionale. Quando la domanda sulla rete aumenta, i blocchi vengono calati in modo controllato: la forza di gravità aziona dei generatori che riconvertono il movimento in elettricità, reimmettendola nel sistema nazionale.
Sviluppato in collaborazione con partner locali come Atlas Renewables e China Tianying l’impianto vanta specifiche che lo rendono un punto di riferimento per il settore avendo una capacità di energia stoccabile che raggiunge i 100MWh e 25MWh in uscita, un’efficienza operativa superiore all’80% e una vita stimata intorno ai 35 anni senza rischio di precedente degradazione.
L’aspetto più innovativo del progetto risiede nei materiali. I blocchi che compongono il “carburante” gravitazionale sono realizzati con materiali di scarto provenienti da industrie locali, come residui di miniere, ceneri di carbone e detriti di costruzioni. Questo non solo riduce i costi di produzione, ma contribuisce a risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti industriali, integrandosi perfettamente nell’iniziativa cinese per i “Zero-Carbon Parks”.

Il successo del sistema di Rudong, che ha completato l’interconnessione alla rete elettrica nazionale (State Grid Corporation of China), segna l’inizio di una nuova era. Mentre il litio rimane ideale per lo stoccaggio a breve termine (minuti o poche ore), la gravità offre una soluzione per il medio- lungo termine (dalle 4 alle 12 ore o più) senza i rischi di incendio legati alle batterie tradizionali.
Questo progetto è attualmente già presente anche negli Stati Uniti, precisamente a Snyder in Texas e potrebbe in futuro riguardare anche noi in Italia. Infatti la Cina ha già mandato un occhio nel nostro paese, meditando di aprire un impianto nell’ex miniera di carbone del piccolo villaggio di Nuraxi Figus, sulla costa sud-ovest, della Sardegna, il cui progetto prevede l’uso di pozzi profondi 500 metri per stoccare energia potenziale tramite il sollevamento di acqua, rilasciandola per generare elettricità, creando così un hub energetico sostenibile.
La Cina, che mira a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060, ha già pianificato la costruzione di altri impianti simili nel paese. La torre di Rudong non è più solo un esperimento architettonico brutalista: è il simbolo di una transizione energetica che, per guardare al futuro, ha deciso di riscoprire la forza più costante dell’universo.
