Energie rinnovabili come antidoto alle guerre. Anche di questo si è parlato ieri a Foligno nella giornata conclusiva della XV edizione della Festa di Scienza e Filosofia.
In un gremitissimo Auditorium di San Domenico a illustrare le ragioni storiche, scientifiche, economiche e culturali di questa tesi è stato lo scienziato Roberto Battiston, ordinario di Fisica Sperimentale all’Università di Trento, già presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana dal 2014 al 2018, oggi al vertice del Comitato Europeo per le scienze spaziali. Uno studioso da quasi 40 anni impegnato in progetti di ricerca di livello internazionale nel settore della fisica sperimentale delle interazioni fondamentali.
Battiston, che all’Energia ha dedicato il suo ultimo libro, ha iniziato il suo intervento definendola “il motore che muove il mondo. L’energia – ha sottolineato il professore che ha ripercorso le tappe evolutive dell’umanità, dalla scoperta del fuoco ai giorni nostri -, è la base di ogni processo fisico e sociale. Dalla luce del Sole che alimenta la vita fino ai combustibili che hanno reso possibile la rivoluzione industriale nel 1750, ogni trasformazione della nostra civiltà è legata a una trasformazione energetica. La sua abbondanza o la sua scarsità hanno determinato prosperità o declino di intere nazioni.”
Durante la conferenza di Foligno lei ha parlato di energie rinnovabili come strumento di pace. In che modo possono contribuire alla stabilità globale?
“Molti conflitti nascono dal controllo di risorse concentrate: petrolio, gas, carbone. Le rinnovabili, invece, sono diffuse e accessibili: il Sole splende ovunque, il vento soffia ovunque. Un sistema energetico distribuito riduce la dipendenza da pochi attori geopolitici e quindi riduce la possibilità di ricatti, tensioni e guerre. È un modo per democratizzare l’energia”.
Transizione energetica come sfida ambientale si dice. Lei tuttavia ne parla anche come di una sfida etica e politica.
“E’ così. La transizione riguarda il clima, ma anche la giustizia sociale e la sicurezza internazionale. Continuare a bruciare combustibili fossili significa alimentare il cambiamento climatico e, allo stesso tempo, mantenere un sistema geopolitico fragile. Le rinnovabili sono una scelta di responsabilità verso il pianeta e verso le generazioni future. Esempi? Le risorse fossili in particolare hanno una distribuzione geografica diseguale: sono concentrate in specifiche regioni del mondo, il che dà a quei territori un peso strategico enorme. Chi dispone di abbondanti giacimenti ha in mano una leva geopolitica formidabile, che ne è privo deve garantirsi l’accesso con ogni mezzo, pena il rallentamento dell’economia e l’indebolimento della difesa. Guardiamo a cosa è accaduto di recente in Europa. Negli ultimi decenni , molti paesi dell’Ue hanno aumentato la propria dipendenza dalle importazioni di gas naturale dalla Russia, attratti dai prezzi competitivi e dall’abbondanza dell’offerta da Gazprom. Quando nel febbraio 2022 la Russia ha invaso l’Ucraina i paesi occidentali hanno reagito con duresanzioni economiche e il Cremlino a sua volta ha cominciato a ridurre drasticamente i flussi di gas verso l’Europa con le conseguenze che tutti conosciamo: la peggior crisi energetica europea degli ultimi decenni”.
Esiste anche il tema della povertà energetica, un dato di fatto in alcune aree del pianeta. Quanto pesa questa ‘disparità’?
” L’energia non è un bene accessorio: è una condizione per vivere dignitosamente. Senza energia non ci sono istruzione, salute, mobilità, lavoro. Le rinnovabili, se integrate con politiche intelligenti, possono ridurre le disuguaglianze e portare energia pulita e stabile anche nelle aree più vulnerabili”.
Lei studia anche l’universo, l’antimateria. C’è un filo che lega la fisica fondamentale alle scelte energetiche quotidiane?
“Certamente: la consapevolezza. Capire come funziona l’universo – dalle stelle alla fotosintesi – ci aiuta a capire quanto sia preziosa l’energia e quanto sia fragile l’equilibrio del nostro pianeta. La scienza è uno strumento per prendere decisioni migliori, come cittadini e come comunità. Capire cos’é l’energia, come si trasforma e come si conserva è utile per orientarsi nel mondo attuale e futuro, per comprendere aspetti che vanno dall’economia all’astrofisica, dall’industria alla bolletta della luce, dalla scelta dell’automobile alla progettazione di una casa sostenibile, dalla fisiologia alla nutrizione: per scegliere e decidere cosa è meglio fare a livello individuale e collettivo per, per valutare strategie e decisioni politiche”.
Che messaggio lascia e lancia da questo festival folignate?
“Il messaggio che la transizione energetica non è solo un percorso tecnologico, ma un progetto culturale. Le rinnovabili oltre che contribuire alla salvaguardia dell’ambiente, possono contribuire alla pace. Certo, non eliminano automaticamente i conflitti, ma possono sicuramente ridurre le cause che li generano”.
