Un pastorizzatore innovativo per piccoli volumi di latte umano. Frutto di un brevetto congiunto del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Università di Torino e l’azienda Giada S.a.S., il pastorizzatore permette di mettere a disposizione dei neonati prematuri, ricoverati in terapia intensiva neonatale, latte umano donato. La Banca del Latte degli Ospedali Regina Margherita e Sant’Anna di Torino è la prima struttura sanitaria in Italia ad averlo in dotazione. Le autrici del brevetto sono Laura Cavallarin, ricercatrice del CNR-ISPA, e Alessandra Coscia, docente dell’Università di Torino e Direttrice della struttura complessa di Neonatologia Universitaria all’Ospedale Sant’Anna.
Il pastorizzatore
Per i neonati fragili ricoverati in Terapia Intensiva e in Patologia Neonatale, quando il latte della propria madre è insufficiente o non disponibile, soprattutto nel primo periodo dopo il parto, il latte umano donato, trattato e distribuito dalle Banche del Latte, costituisce un vero e proprio farmaco salvavita. Grazie a tempi di pastorizzazione ridotti, con questo strumento si ottiene un latte maggiormente simile a quello materno crudo in termini di proprietà nutrizionali, struttura dei nutrienti e quindi digeribilità, a parità di sicurezza microbiologica rispetto al corrispondente latte donato pastorizzato con tecnologia tradizionale.
Al momento in Italia questa tecnologia è disponibile unicamente presso la Banca del Latte di Regina Margherita – Sant’Anna, grazie alla donazione dell’associazione di genitori Piccoli Passi e della Fondazione Venesio. In considerazione dei favorevoli e promettenti risultati ottenuti, durante il recente Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD) è emersa l’opportunità di estenderla anche alle altre Banche italiane.

Il nuovo regolamento europeo
Il congresso ha rappresentato un momento chiave anche per mettere a confronto studiosi, medici e operatori sul futuro delle Banche del Latte Umano Donato, a fronte delle recenti novità legislative a livello europeo per le quali dal giugno 2027 il latte umano donato da alimento diventa tessuto, come il sangue.
L’evento è stato inoltre l’occasione per presentare la recente indagine dell’AIBLUD pubblicata su Nutrients, secondo la quale in Italia solo poco più di un terzo dei neonati di peso inferiore a 1500 grammi (oltre 3000 all’anno in Italia) hanno attualmente accesso alla possibilità di essere alimentati con latte umano donato (36% nel 2023 e 34% nel 2024). Anche la distribuzione delle Banche sul territorio nazionale appare molto disomogenea, con carenze soprattutto nel Sud e assenza in alcune regioni. La disponibilità di latte umano donato rientra quindi negli interventi di promozione della salute pubblica e gli sforzi finalizzati a garantire su tutto il territorio nazionale una sua distribuzione uniforme sono prioritari per ridurre le diseguaglianze in salute nei bambini più vulnerabili.
La nuova normativa europea rappresenta un cambiamento importante, che vedrà coinvolte tutte le 44 Banche esistenti oggi nel Paese. “In Italia fortunatamente la situazione delle Banche del Latte Umano Donato è buona rispetto a quella di altri Paesi, ma le Banche devono comunque prepararsi a questo cambiamento epocale. La nuova normativa – sottolinea il Prof. Enrico Bertino di AIBLUD – porterà possibili criticità, come la necessità di adeguare i locali e le apparecchiature a standard più restrittivi che richiederanno risorse adeguate. L’applicazione della nuova legislazione consentirà tuttavia, in Italia e in Europa, una distribuzione più uniforme delle Banche e un’attivazione in rete delle loro attività. Contribuirà inoltre a migliorare e uniformare la qualità e la sicurezza del latte umano donato. Un altro punto importante è che la definizione del latte umano donato come tessuto lo proteggerà dalla commercializzazione, pratica diffusa ad esempio negli Stati Uniti“.
