La generazione Z spende indebitandosi

Secondo una recente analisi tra social, abbonamenti e pagamenti dilazionati i giovani si indebitano e non riescono a pagare le bollette

APPROFONDIMENTO
Maria Grazia Ardito
La generazione Z spende indebitandosi

Secondo una recente analisi tra social, abbonamenti e pagamenti dilazionati i giovani si indebitano e non riescono a pagare le bollette

La generazione Z, i nati tra la seconda metà degli anni ‘90 e i primi dieci anni del 2000, cambia il rapporto col denaro. Questa fascia demografica cresciuta tra innovazione tecnologica, consumo istantaneo e crisi economica, oggi è sempre più monitorata dagli analisti.

La multinazionale svedese European Consumer Payment, specializzata nella gestione del credito, ci illustra il contesto in cui questi ragazzi agiscono, l’equilibrio fragile in cui si muovono quali la difficoltà a far quadrare i conti, bollette non pagate, acquisti impulsivi e tante trappole digitali. Entrate incerte e debiti sempre più facili è il quadro che emerge per questa generazione così esposta, un giovane su due contrae debiti nonostante redditi bassi, così da dover necessariamente ricorrere al supporto famigliare quando le difficoltà diventano insormontabili.

Non si tratta soltanto di una questione economica, ma di un cambio culturale, non fa più fede il detto “italiani popolo di risparmiatori” guadagnatosi dalle generazioni precedenti. Non più il sogno “del mattone” agognato dai nonni e genitori, ma beni immateriali, che sottraggono dal bilancio risorse utili al pagamento di bollette e utenze.

L’analisi è stata condotta su 20.000 giovani di 20 Paesi europei, ma le risposte degli italiani meritano un’analisi particolare. Infatti la fotografia ci dice che i social media hanno un impatto diretto sulle abitudini di spesa, le piattaforme di contenuti brevi e influencer marketing hanno trasformato il consumo in un’esperienza continua, il consumo non è più solo necessità ma anche aspirazione e appartenenza sociale.

Contestualizzando l’indagine va però sottolineato che la generazione Z, come mettono in evidenza tutte le ricerche, conta retribuzioni medie più basse e discontinue; questa fetta di popolazione ha per lo più contratti di collaborazione, o per i più fortunati le assunzioni a tempo determinato, che hanno sostituito in larga parte i rapporti a tempo indeterminato, per questo senza fare facile sociologia si può dedurre che proprio l’incertezza del futuro crea una maggiore aspettative per il presente, a costo di contrarre debiti.

L’analisi però non ci deve portare a colpevolizzare i nostri giovani, le dipendenze di cui soffrono (gaming, trading, shopping,) sono solo nuove ma condividono gli stessi meccanismi di quelle antiche.

La generazione Z non è più irresponsabile, ma vittima dei tempi: spaventata e guerriera che spiega le ali e accarezza sogni, ma il cielo in cui volare è foriero di burrasca.