Filler e botulino: boom di trattamenti in Italia, ma attenzione

Il 99° Congresso Sidemast accende i riflettori sulle procedure iniettabili: crescita esponenziale, nuove tecnologie e formazione medica al centro del dibattito

SALUTE
Federico Di Bello
Filler e botulino: boom di trattamenti in Italia, ma attenzione

Il 99° Congresso Sidemast accende i riflettori sulle procedure iniettabili: crescita esponenziale, nuove tecnologie e formazione medica al centro del dibattito

Sono passati i tempi in cui filler e tossina botulinica erano appannaggio di pochi. Oggi i trattamenti iniettabili a scopo estetico sono diventati una pratica diffusissima, quasi di routine, con numeri che in Italia hanno quasi raddoppiato in un solo anno. Ma dietro la crescita di un settore sempre più popolare si cela una sfida cruciale: garantire che ogni iniezione sia eseguita con la competenza e la sicurezza che un vero atto medico richiede.

È questo il messaggio centrale emerso dal 99° Congresso nazionale della Sidemast, la Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse, riunita a Rimini per fare il punto su innovazione tecnologica, prevenzione delle complicanze e formazione specialistica.

I dati dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (Isaps) fotografano una crescita senza precedenti. Nel 2024 in Italia le procedure iniettabili hanno superato complessivamente le 760 mila unità. Il balzo rispetto al 2023 è impressionante: la tossina botulinica è passata da circa 194 mila a oltre 316 mila trattamenti, con un incremento del 62,8%. Ancora più marcata la corsa dei filler a base di acido ialuronico, che hanno quasi triplicato i volumi, passando da 190 mila a oltre 430 mila procedure, con una crescita del 125,9%.

Numeri che raccontano una trasformazione culturale profonda nel rapporto degli italiani con l’estetica medica: sempre meno tabù, sempre più alla portata di una fascia ampia di popolazione e non più confinati a contesti d’élite.

Vale la pena ricordarlo: filler e botulino non servono esclusivamente a contrastare le rughe o a ridisegnare i volumi del viso. In ambito dermatologico, queste tecniche trovano applicazione anche nel trattamento degli esiti cicatriziali, attraverso approcci minimamente invasivi che migliorano la qualità della pelle e la qualità di vita dei pazienti. Un ambito terapeutico che spesso sfugge alla percezione comune, ancora troppo legata all’idea di un utilizzo puramente cosmetico.

Le complicanze esistono, ma sono rare

Come ogni atto medico, anche i trattamenti iniettabili non sono privi di rischi. Le complicanze, tuttavia, sono nella grande maggioranza dei casi lievi e transitorie: edemi ed ecchimosi sono gli effetti indesiderati più comuni e si risolvono spontaneamente. Più rare, ma possibili, le complicanze legate ai filler: asimmetrie, noduli, migrazione del prodotto. Le più gravi — le occlusioni arteriose — hanno un'incidenza stimata tra lo 0,004% e lo 0,5%, confermandone comunque la rarità statistica.

«Le procedure iniettive sono veri e propri atti medici», sottolinea Nicola Zerbinati, ordinario di Dermatologia all’Università dell’Insubria e membro del direttivo Sidemast. «Richiedono diagnosi, conoscenza approfondita dell’anatomia e formazione specifica. La sicurezza del paziente dipende dalla corretta indicazione del trattamento e dalla capacità di prevenire e gestire le complicanze».

L’ecografia: il nuovo alleato del dermatologo

Tra le innovazioni al centro del congresso spicca l’ecografia cutanea, uno strumento che sta ridefinendo gli standard di sicurezza nelle procedure iniettive. Non più solo diagnostica post-trattamento, ma guida in tempo reale durante l’esecuzione stessa dell’iniezione. Le cosiddette iniezioni ecoguidate permettono al medico di visualizzare le strutture anatomiche sottostanti, identificare eventuali depositi di materiale precedentemente iniettato e aggirare zone sensibili, riducendo significativamente il rischio di complicanze vascolari.

«L’ecografia può diventare uno strumento fondamentale per prevenire i problemi, non solo per valutarli a posteriori», spiega Stefania Guida, docente di Dermatologia all’Università Vita-Salute San Raffaele. «Ma il suo utilizzo richiede competenze specifiche, sia nella lettura delle immagini sia nell’applicazione pratica».

La tecnologia non basta: serve il medico formato

Il messaggio finale dei dermatologi Sidemast è netto: nessuna tecnologia, per quanto avanzata, può sostituire la preparazione e l’esperienza clinica del professionista. In un mercato in forte espansione, dove la domanda cresce più velocemente della regolamentazione, il rischio che procedure mediche vengano eseguite da personale non adeguatamente formato è concreto. Per questo la Sidemast ribadisce il proprio impegno nella promozione della formazione continua in dermatologia estetica: pratiche sicure, appropriate e basate su evidenze scientifiche restano l’unica bussola affidabile in un settore che non smette di crescere.

Stradenuove

Stradenuove è anche App!

Gratis, senza registrazione. Notizie, podcast, Web TV sempre con te.


➜ Installa da stradenuove.vip

iPhone: Safari → Condividi → Aggiungi a schermata Home
Android: Chrome → Installa app