HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (7)

Il successo travolgente di Mighty Morphin Power Rangers non fu un semplice colpo di fortuna. Per Saban rappresentò l’inizio di una vera strategia industriale che lo portò a dominare la televisione d’azione per ragazzi negli anni Novanta

RUBRICA
a cura di Ryancreation Cove
HAIM SABAN, IL PAPÀ DEI POWER RANGERS (7)

Il successo travolgente di Mighty Morphin Power Rangers non fu un semplice colpo di fortuna. Per Saban rappresentò l’inizio di una vera strategia industriale che lo portò a dominare la televisione d’azione per ragazzi negli anni Novanta

VR Troopers, Masked Rider e Beetleborgs: la formula dei Rangers replicata – parte 7

In questa rubrica abbiamo raccontato alcuni dei grandi miti dell’animazione giapponese degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. Continueremo la nostra mini-enciclopedia con reportage e approfondimenti dedicati ai titoli ormai entrati nella storia di anime e manga, così come ai loro autori.

Tra le figure che hanno segnato profondamente l’immaginario televisivo di più generazioni spicca Haim Saban, entrato nella storia dell’intrattenimento come l’architetto sonoro dell’infanzia degli anni ’80 e ’90 e, soprattutto, come il “papà” dei Power Rangers.

Il produttore israeliano intuì che la formula dei Rangers poteva essere replicata: sequenze d’azione tratte da serie giapponesi, integrate con storie girate negli Stati Uniti e accompagnate da sigle musicali energiche. Da questa combinazione nacque una serie di produzioni “cugine” che ampliarono ulteriormente l’universo creato da Saban Entertainment.

VR Troopers: il primo “fratello” dei Rangers

La prima serie a seguire questo modello fu VR Troopers, lanciata nel 1994 su Fox Kids. Il progetto si basava su diverse serie giapponesi del filone Metal Hero, adattate per il pubblico occidentale. I protagonisti erano tre giovani amici — Ryan Steele, J.B. Reese e Kaitlin Starner — che combattevano i malvagi Virtucons guidati dal tiranno Grimlord.

La struttura narrativa seguiva uno schema ormai consolidato:

  • scene di vita quotidiana girate negli Stati Uniti
  • sequenze d’azione tratte dalle serie giapponesi
  • trasformazioni spettacolari e combattimenti tecnologici.

La serie ottenne ascolti molto buoni e fu accompagnata da una linea di giocattoli prodotta da Bandai, contribuendo a consolidare il successo del modello produttivo creato da Saban.

Masked Rider: l’adattamento di un’icona giapponese

Nel 1995 arrivò Masked Rider, adattamento occidentale della popolare saga giapponese Kamen Rider. La storia seguiva le avventure del principe Dex, proveniente dal pianeta Edenoi, che si rifugia sulla Terra per sfuggire al perfido Count Dregon e difendere il nostro pianeta dalle sue minacce.

La serie riprendeva la struttura narrativa già sperimentata con i Power Rangers: eroi trasformabili, combattimenti spettacolari e un tono che mescolava azione e avventura. Anche in questo caso il progetto fu accompagnato da una linea di giocattoli e prodotti legati alla serie, rafforzando ulteriormente la presenza del marchio Saban nel mercato dell’intrattenimento per ragazzi.

Beetleborgs: azione e umorismo

Nel 1996 debuttò Big Bad Beetleborgs, una serie che univa azione e umorismo. La trama raccontava la storia di tre ragazzi — Drew, Jo e Roland McCormick — che, grazie a un misterioso spirito, ottengono i poteri dei Beetleborgs per combattere i mostri provenienti dalla Phantom Dimension.

Anche in questo caso la serie utilizzava materiale tratto da una produzione giapponese, combinandolo con scene girate negli Stati Uniti. Il tono era più leggero rispetto ai Power Rangers e puntava maggiormente sull’elemento comico, offrendo al pubblico una variante diversa dello stesso modello narrativo.

Un universo televisivo condiviso

Grazie a queste produzioni, Saban riuscì a costruire negli anni Novanta un vero universo televisivo di serie d’azione per ragazzi. Le diverse serie venivano spesso trasmesse negli stessi blocchi di programmazione, creando per il pubblico un appuntamento quotidiano con eroi, trasformazioni e battaglie spettacolari.

Questa strategia permise a Saban Entertainment di rafforzare il proprio dominio nel mercato televisivo per ragazzi, trasformando la formula dei Power Rangers in un modello produttivo replicabile e di grande successo.

(continua nella prossima uscita)

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