Il caffè mattutino è un classico del nostro risveglio, e la zuccheriera vicina un’icona della prima colazione. Ma è importante sapere che oltre quelle per la fisiologia del corpo umano, lo zucchero, adeguatamente lavorato, ha proprietà che ci possono salvare dalla carenza di gas così temuta in questo drammatico contesto, determinato dalla guerra in Ucraina.
Così lo zucchero italiano diviene “cibo circolare” e dà il via alla prima filiera industriale del Paese interamente agro-energetica, nel territorio di confine tra Emilia-Romagna e Veneto dove si produce l’unico zucchero 100% made in Italy grazie al lavoro di 4.500 aziende bieticole associate, su un bacino di conferimento di oltre 30.000 ettari, e due stabilimenti di trasformazione a Minerbio (BO) e Pontelongo (PD). Obiettivo, la costruzione in tre anni, di 10 impianti per la produzione di biometano agricolo, ottenuto esclusivamente da sottoprodotti della barbabietola da zucchero e della sua lavorazione (polpe, foglie e colletti), effluenti zootecnici degli allevamenti vicini e colture dedicate alla biomassa.

Investimenti importanti per il progetto, circa 70 milioni di euro e una capacità produttiva annua di 20 milioni di metri cubi di biometano. I primi a entrare in funzione gli impianti esistenti di Coprob-Italia Zuccheri che già producono biogas a Minerbia , Pontelongo e Finale Emilia (Mo), che verranno convertiti a biometano. Una filiera agro-energetica di tipo industriale che mette insieme transizione energetica e green economy, di cui ha bisogno non solo il nostro Paese ma tutto il Pianeta.
La visione progettuale fonda le basi sulla costituzione di società consortili partecipate che già vedono coinvolti più attori. “Il biometano prodotto coprirà circa la metà dei consumi di metano fossile dell’industria saccarifera italiana, all’interno dei due zuccherifici di Minerbio e Pontelungo, pari a oltre 40 milioni di metri cubi all’anno, contribuendo così a ridurre le emissioni di CO2 – dichiarano Gabriele Lanfredi e Claudio Gallerani, rispettivamente presidenti di CGBI e COPROB-ITALIA ZUCCHERI – con un progetto che ascrive la filiera bieticolo-saccarifero nel circuito green-economy, rispondente ai provvedimenti del Pnrr, che crea sia valore sociale che economico ambientale”.
In questo modo le aziende aderenti tracciano la strada della transizione agroecologica, trovando per altro una valida alternativa contro il caro-fertilizzanti attraverso l’impiego del digestato derivante dagli impianti di biometano nella concimazione dei terreni: soluzione strategica che ha il duplice obiettivo di apportare al suolo una sostanza organica nobile, ad elevato potere fertilizzante, e di limitare l’impatto sull’ambiente e l’uso dei concimi chimici, ma che diventa ancora più preziosa se applicata in agricoltura biologica.
Gli allevatori potranno invece risolvere le annose problematiche che riguardano la gestione degli effluenti zootecnici (direttiva nitrati), risparmiando sullo smaltimento e sui costi delle coperture per le vasche di stoccaggio che risultano infatti a carico del progetto.
