Un nuovo traghetto a “zero emissioni” che collega Marsiglia e Ajaccio apre le porte (o meglio le acque) a un nuovo modo di viaggiare per mare, rispettoso dell’ambiente.Un punto di svolta per il trasporto merci, ma anche un’opportunità per il settore del turismo, in particolare quello da crociera.Il merito di questa innovazione è da attribuire alla compagnia di navigazione francese La Méridionale che per tre anni ha testato degli speciali dispositivi anti-inquinamento per il suo nuovo traghetto “Piana”.E con grande successo. I filtri usati infatti non solo rispettano le normative dell’UE attualmente in vigore che limitano il contenuto di zolfo dei combustibili per navi, ma vanno oltre, assicurando una riduzione ulteriore delle emissioni marittime.
Innovare con la tecnologia già esistente
La neutralità degli effetti del carburante usato durante il tragitto è assicurata da un sistema di filtraggio delle particelle fini in grado di catturare il 99% degli ossidi di zolfo e il 99,9% delle particelle fini e ultrafini, i principali inquinanti atmosferici emessi dalle navi. Finora per ridurre il livello di ossido di zolfo nel carburante era necessario utilizzare un combustibile meno inquinante o rimuovere gli agenti inquinanti con l’acqua di mare. Uno stratagemma dal risultato tutt’altro che soddisfacente: anziché eliminare le sostanze nocive, infatti, le scarica in mare con gravi conseguenze sull’ambiente.
Invece con la particolare categoria di filtro recentemente impiegata su “Piana” le particelle inquinanti vengono neutralizzate con bicarbonato di sodio quando sono emesse nei gas di scarico e poi vengono catturate in sacche filtranti. E si tratta di una metodologia esistente da quasi trent’anni. Nonostante le prime difficoltà nell’adattare il sistema al settore marittimo, come riportato dal direttore tecnico Christophe Seguinot, La Méridionale è riuscita ad alleggerire il dispositivo di filtraggio. Riducendone le dimensioni la compagnia di navigazione ha reso possibile la sua installazione a bordo del traghetto senza sottrarre lo spazio riservato ai viaggiatori.

Gli effetti del trasporto marittimo su ambiente e salute
La possibilità di implementare tecnologie sofisticate nel trasporto marittimo con un impatto ambientale è tutt’altro che trascurabile: solo a Marsiglia, uno dei porti crocieristici più trafficati d’Europa, il settore rappresenta circa il 10% dell’inquinamento atmosferico. E non solo. Le concentrazioni tossiche di anidride solforosa, ossido di azoto e particolato non solo danneggiano l’ambiente, flora e fauna locali, ma hanno anche conseguenze nocive per la salute umana. In termini di spesa sanitaria l’inquinamento atmosferico in Francia costa circa 100 miliardi di euro l’anno, secondo AtmoSud che misura la qualità dell’aria nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
La compagnia di navigazione francese continua a lavorare per rendere il trasporto via mare pulito con l’obiettivo di azzerare anche le emissioni di ossido di azoto, che costituiscono una parte significativa dell’inquinamento atmosferico, con l’ambizione di applicare presto la tecnologia anche alle navi da crociera.
Come accaduto nel paese dei fiordi lo scorso luglio dove il primo traghetto al mondo completamente elettrico, a emissioni zero, ha intrapreso il viaggio dal cantiere norvegese di Fjellstrand al porto di Stavanger.
Le soluzioni full electric per il trasporto passeggeri
Finanziato dall’UE per promuovere un trasporto marittimo ad alta efficienza energetica e ad emissioni zero Medstraum, (questo il nome del traghetto) è stato costruito con l’obiettivo di realizzare un mezzo ad alta velocità che combinasse leggerezza ed economicità. La propulsione elettrica consente di ridurre le emissioni di 1.500 tonnellate all’anno, garantendo non solo un risparmio energetico ma anche economico: Medstraum infatti può viaggiare a 23 nodi per un’intera ora, una velocità superiore a quella del passato.
L’efficienza è garantita anche dalla produzione modulare con cui il traghetto è stato realizzato, ossia mettendo insieme moduli finiti, costruiti in luoghi diversi, in modo da ridurre tempo e denaro nella fase di progettazione e di costruzione. E semplificando la sostituzione dei tradizionali traghetti alimentati con combustibili fossili con nuovi mezzi elettrici.
Elettrici come Ellen, il primo del genere realizzato nel 2019 in Danimarca, grazie al contributo finanziario dall’UE. Senza dimenticare La Cruise Roma, ammiraglia del Gruppo Grimaldi, il primo nel Mediterraneo a vantare zero emissioni durante l’ancoraggio in porto presentata al porto di Civitavecchia a luglio dello stesso anno. Un risultato raggiunto grazie a un impianto di megabatterie al litio della capacità di oltre 5 Megawatt per alimentare la nave durante le soste alimentato con l’elettricità durante la navigazione. E ad altre soluzioni per ridurre l’impatto ambientale e garantire un risparmio energetico, come gli scrubber per la depurazione dei gas di scarico in grado di abbattere le emissioni di zolfo fino allo 0,1% e il particolato dell’80%.
Il futuro della navigazione di merci e passeggeri avrà quindi come motore la sostenibilità ambientale. Un motore pulito, che aggiungerà un po’ di verde all’azzurro delle acque marine e che favorirà il benessere di tutti, dell’ambiente e di tutte le specie viventi.
