“Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora si intrecciano
a sommo di minuscole biche. (E.Montale)
Le formiche, quegli insetti che tutti noi consideriamo invadenti e fastidiosi, quando popolano i nostri spazi, sono state oggetto di citazioni di grandi poeti e favolisti. Primo fra tutti ricordiamo Esopo, ripreso poi da La Fontaine, Piquemal, Trilussa, Rodari, fino al premio Nobel Eugenio Montale. Questi piccoli esseri viventi, hanno quindi sollecitato menti curiose e creative di poeti e scrittori, ma soprattutto di scienziati.
E proprio da ultimo gli scienziati hanno riabilitato il ruolo delle formiche in agricoltura, considerate, comunemente, invece come una “malattia” per i campi e gli orti, le piantagioni. Secondo una nuova ricerca, queste possono essere più efficaci dei pesticidi nell’aiutare gli agricoltori a produrre cibo. Sono migliori nell’uccidere i parassiti, ridurre danni alle piante e aumentare i raccolti. Lo rileva un gruppo internazionale di ricercatori, guidato da biologi brasiliani, che hanno pubblicato lo studio su Proocedings of the Royal Society B dove mostrano le prove dell’efficacia di questi operosi insetti come pesticidi naturali e quindi in alcuni casi, come possano diventare un’alternativa ai prodotti chimici in uso.
L’analisi ha esaminato 17 colture, tra cui agrumi, mango, melo e soia in Paesi come Stati Uniti, Australia, Regno Unito e Brasile, ed è il risultato di una combinazione di 50 studi precedenti dove complessivamente erano state analizzate 26 specie di formiche come sistema per arginare l’assalto a 17 tipi di colture. Messe a confronto gruppi di piante con formiche contrapposte a piante in cui gli insetti sono stati rimossi, meccanicamente o chimicamente, è emerso che le formiche sono protagoniste dei cambiamenti osservati.

Emerge anche che una maggiore diversità di formiche fornisce generalmente una maggiore protezione contro una gamma più ampia di parassiti. Lo studio inoltre comprova che le formiche si comportano meglio in sistemi di allevamento diversificati come l’agroforestazione e colture all’ombra, perché ci sono più siti di nidificazione parassitaria e risorse alimentari per loro. Da insetti predatori quali sono, e nemici naturali di molti insetti pericolosi, tengono sotto controllo la diffusione dei parassiti che danneggiano frutti, semi e foglie, provocando un calo dei raccolti, e nel contempo, aiutano anche le piante a proteggersi dalla diffusione delle malattie veicolate dai parassiti.
L’analisi mostra una descrizione chiara e ordinata dei benefici che apportano le formiche, insetti presenti in quasi tutti i sistemi ecologici e agricoli. Del resto in Cina da sempre sono usate per salvaguardare gli agrumeti e lo stesso accade in Ghana sulle coltivazioni di cacao o in Nigeria.
“Quanto è emerso dalla revisione delle 52 ricerche” ha dichiarato Diego Anjos, ricercatore capo del team che ha effettuato lo studio, “incoraggia gli agricoltori a utilizzare pratiche più sostenibili come il controllo biologico fornito dalle formiche”.
Esistono però delle dinamiche ecologiche in cui la loro presenza potrebbe rivelarsi uno svantaggio. Infatti analizzando il comportamento che tengono in alcune piantagioni, il team di studiosi ha osservato che in presenza di alcuni parassiti come gli afidi, le cocciniglie e le psille, produttori di una sostanza zuccherina (melata) della quale le formiche si nutrono, la protezione alle piante diventa più debole.
Gli autori interpretano tale fenomeno ritenendo che si crei un’associazione mutualistica, che beneficia ambedue i soggetti, con gli insetti produttori di melata. Quest’ultimi fornirebbero alle formiche la sostanza nutritiva ricca di sali minerali e zuccheri fondamentali per il loro sostentamento, e in cambio avrebbero protezione contro altri predatori. Si rischia quindi il prolificare dei parassiti produttori di melata. Gli studiosi, per interrompere tale associazione, propongono di introdurre altre sostanze zuccherine nelle coltivazioni, ciò offrirebbe un’alternativa alle formiche. Sebbene, come sottolineano gli autori, servano ulteriori studi per conoscere a fondo la relazione tra piante e formiche, una gestione corretta di questi insetti potrebbe rappresentare una potente arma per mantenere la biodiversità locale.
