“L’autunno è un’andante grazioso e malinconico che prepara mirabilmente il solenne adagio dell’inverno” lo scriveva George Sand nel romanzo Francois Le Champi.
Non è la sola a esaltare una stagione considerata “malinconica” perché porta via l’estate. Fin dall’antichità intellettuali di ogni parte del mondo hanno dedicato un pensiero all’autunno con riflessioni e spunti che hanno colto l’essenza sfaccettata di questa stagione.
È stato così, ma ora non lo è più, almeno a giudicare il grido d’allarme della Coldiretti.
“La natura è in tilt con il caldo record che inganna le piante che fioriscono fuori stagione da Nord a Sud del Paese, come in Puglia dove sono sbocciati i ciliegi o in Veneto dove fioriscono i nespoli e le mimose con 5 mesi di anticipo”. Sono gli effetti delle alte temperature che stanno sconvolgendo la vita delle piante.
“Le fioriture anticipate sono pericolose perché esiste il rischio reale di esporle all’annunciato arrivo del maltempo, con l’abbassamento delle temperature e la conseguente diminuzione del potenziale produttivo delle coltivazioni” dichiara la Coldiretti.
E le colture sono davvero a rischio, con l’alterazione del clima che ha già fatto scattare l’allarme siccità l’estate scorsa. Gli agricoltori cercano riparo attraverso irrigazioni di soccorso per non compromettere le coltivazioni come i kiwi, il radicchio, i carciofi, le cime di rapa e tutti gli ortaggi.
Se si aggiunge che i terreni sono completamente secchi, di fatto le tradizionali semine autunnali dei cereali, vedi il grano che in queste condizioni sicuramente non riesce a crescere, sono impossibili.

Le alte temperature, il loro perdurare fuori stagione, crea problemi anche all’uva da tavola, ancora non raccolta sotto i tendoni, dove il caldo raggiunge picchi che impediscono la sua conservabilità. Inoltre seri problemi alle colture li creano anche i parassiti nelle campagne, che sono rimasti attivi con il clima temperato e attaccano più facilmente i prodotti.
Infatti per chi vive in città ne è dimostrazione la diffusione fastidiosa di zanzare e mosche assolutamente fuori stagione.
Si parla di tropicalizzazione in atto è dimostrata dai fenomeni metereologici estremi, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense, il passaggio rapido dal sole al maltempo, sono i sintomi evidenti dei grandi cambiamenti in atto che minano la produzione agricola. L’associazione dei Coltivatori parla di un 10% in meno della produzione.
Insomma la produzione di cibo rappresenta la vittima principale del riscaldamento globale data la sua stretta interconnessione con le condizioni ambientali, dalla coltivazione, allo stoccaggio, alla distribuzione per arrivare alla qualità. Si, perché la qualità del prodotto è diretta conseguenza della qualità dei suoli e delle acque, dalla presenza di parassiti e malattie e di altre condizioni biofisiche.
Le nuove e più calde temperature climatiche di questi giorni, i meteorologi parlano di ottobre più caldo di sempre e prevedono una “novembrata” simile, non sono solo il prolungamento di una estate eccezionale, ma ancora un ulteriore segnale dei cambiamenti climatici che sempre più appaiono deleteri per la salvezza del pianeta. A giorni si Apre Coop37 in Egitto, non resta che affidarci alla speranza.
