GASTRONOMIA ITALIANA, TRADIZIONE E SOSTENIBILITÀ

Al centro della Settimana della cucina italiana nel mondo ci sono l’attenzione all’ambiente e l’innovazione. E la Guida Michelin 2023 premia 26 ristoranti italiani per il loro impegno “verde”.

AMBIENTE
Pamela Preschern
GASTRONOMIA ITALIANA, TRADIZIONE E SOSTENIBILITÀ

Al centro della Settimana della cucina italiana nel mondo ci sono l’attenzione all’ambiente e l’innovazione. E la Guida Michelin 2023 premia 26 ristoranti italiani per il loro impegno “verde”.

Un appuntamento annuale sulla tradizione culinaria italiana all’estero per diffondere le eccellenze gastronomiche del nostro paese. È la settimana della cucina italiana nel mondo che quest’anno si svolgerà da lunedì 14 a domenica 20 novembre prossimi sotto lo slogan “Convivialità, sostenibilità e innovazione: gli ingredienti della cucina italiana per la salute delle persone e la tutela del Pianeta”. Un’iniziativa del Ministero degli Esteri italiano nata per portare avanti i temi discussi ad EXPO Milano 2015: qualità, sostenibilità, cultura, sicurezza alimentare, diritto al cibo, educazione, identità, territorio, biodiversità.

L’obiettivo di questo progetto, giunto alla settima edizione, è quello di valorizzare la tradizione culinaria del Belpaese e diffondere la conoscenza dei prodotti agroalimentari autentici all’estero.

La Settimana della cucina italiana nel mondo si integra  con il piano per la promozione straordinaria del Made in Italy ispirato a tradizione,  creatività e innovazione di cui gli chef e i sommelier sono i massimi interpreti e sostiene la valorizzazione dei territori e degli itinerari enogastronomici. Inoltre promuove attività di specializzazione all’estero di giovani cuochi italiani e l’offerta formativa italiana nel settore enogastronomico per attrarre talenti stranieri e fidelizzarli all’uso dei prodotti di qualità. Non da ultimo, contribuisce a diffondere il concetto di dieta mediterranea e la conoscenza delle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane, in particolare quelle tutelate (DOP, IGP, DOCG, DOC, IGT, Biologico).

Per sette giorni in diversi paesi verranno organizzate varie iniziative: concorsi, conferenze, degustazioni, cene a tema, mostre e seminari tecnico-scientifici. Insomma un ricco programma globale per nutrire corpo e spirito, coordinato e condiviso dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), dal Ministero delle  politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF),  dal Ministero dello Sviluppo economico (MISE), dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca (MIUR) con la collaborazione di ICE, CONI, UNIONCAMERE e ASSOCAMERESTERO.

L’Accademia italiana della cucina: un’istituzione culturale del nostro paese

A garantire sostegno al settore agroalimentare e alla cucina italiani c’è l’Accademia Italiana della Cucina fondata nel 1953 a Milano da Orio Vergani con un gruppo di qualificati esponenti della cultura, dell’industria e del giornalismo e diventata nel 2003 Istituzione Culturale della Repubblica Italiana. Una realtà che ha lo scopo di tutelare e tramandare le tradizioni della cucina come parte integrante dell’identità e della cultura di un popolo; nel caso italiano una tradizione particolarmente ricca di cui l’Accademia favorisce la conoscenza e il miglioramento in Italia e all’estero. Attraverso il suo Centro Studi, le sue Delegazioni e Legazioni in Italia e nel mondo, l’Accademia supporta iniziative idonee a diffondere una migliore conoscenza dei valori tradizionali della cucina italiana, che rappresentano la base per ogni concreta innovazione.

Tra le attività svolte dall’Accademia rientrano gli interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale; lo studio dei problemi della gastronomia italiana, la formulazione di proposte e pareri su richiesta di pubblici uffici, di enti, associazioni, istituzioni pubbliche e private; la promozione delle iniziative che contribuiscono a valorizzare la cucina nazionale in Italia e all’estero come espressione culturale e quelle strutture in Italia e all’estero, che rispettano e osservano la tradizione e le caratteristiche nazionali, regionali e locali; il conferimento di riconoscimenti a chi opera per il raggiungimento degli scopi istituzionali.

Nell’edizione di quest’anno particolare attenzione sarà data ai temi dell’innovazione e della sostenibilità per la salute dell’ambiente e la tutela del pianeta.

La Guida Michelin 2023 e le sue stelle verdi

Alla presentazione della Guida Michelin 2023, l’evento gastronomico più atteso dell’anno, tenutosi la scorsa settimana, tra le novità c’è stata l’assegnazione di premi per la sostenibilità, le cosiddette “stelle verdi”. Come indicato dal Direttore internazionale delle guide Michelin, Gwendal Poullennec, l’attenzione per l’ambiente è alla base della strategia del gruppo Michelin che dal 2020 la guida Michelin ha introdotto un nuovo riconoscimento, ” la stella verde” per dare lustro e visibilità ai ristoranti che operano scelte sostenibili. Si tratta di strutture che per il loro modo di affrontare il tema della sostenibilità e attuare iniziative di valorizzazione delle risorse locali e stagionali e impegno sociale sono una fonte di ispirazione sia per i colleghi che per il grande pubblico.  Un impegno che coniuga tradizione e ricerca innovativa e che si traduce in  scelte di autonomia energetica, produzione di energia pulita e alimenti prodotti bio o a chilometro zero, in politiche” zero rifiuti” o in campagne di sensibilizzazione. Ad oggi nel mondo sono 381 i ristoranti ad aver ottenuto la “stella verde”; quest’anno 16 di questi sparsi in tutto lo stivale dal Trentino alla Campania passando per Lombardia, Liguria, Toscana e Abruzzo.

All’interno dell’app, del sito e dell’edizione cartacea della Guida Michelin sono segnalate le iniziative che hanno portato all’assegnazione del premio, a cui prossimamente si aggiungeranno altri contenuti con approfondimenti dedicati alle stelle verdi e ai criteri di selezione dei vincitori.

Come ricordato sopra, in occasione della Settimana della cucina italiana nel mondo gli appuntamenti saranno molteplici, molti di questi disponibili online sui siti degli Istituti italiani di cultura nel mondo, dell’Agenzia ICE-ITA, del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI).

Un menu ricco che combina esigenze gastronomiche e protezione dell’ambiente e che… fa venire l’ acquolina in bocca!