Dato per scontato l’impossibilità di vivere in un mondo caratterizzato da rumori “zero”, questo fenomeno si presenta in numerose forme nella nostra vita quotidiana. Rientrano in questa definizione rumori sicuramente più impattanti al nostro udito emessi dal traffico, con essa i suoni di clacson e la circolazione dei mezzi a motore sulle strade, le attività industriali, come i cantieri, quelli delle attività domestiche, o dell’impiego di strumenti casalinghi come l’asciugacapelli, ecc. Altri, invece, possono manifestarsi con un’emissione rumorosa minore in termini di decibel, tra questi i gesti compiuti quotidianamente come respiri, sussurri, semplici conversazioni, ecc, oltre alle emissioni sonore da parte di piante ed animali, o una pioggia leggera, quest’ultimi due spesso impercettibili.
Questo fenomeno può essere diviso in costante quando il suo valore è uniforme nel tempo, variabile quando l’intensità non è sempre uniforme e impulsivo quando l’intensità varia in tempi brevi. È definito valore limite di emissione rumorosa il valore massimo di rumore in base alla scala decibel, che può essere emesso da una sorgente sonora misurato in prossimità della stessa.
Il suono più basso è pari a 0 decibel, che non significa assenza ma semplice estrema difficoltà nel percepirlo, un suono dieci volte più forte è di 10 dB, cento volte 20 dB, mille volte più forte 30 dB. Per fare alcuni esempi in base alla scala di intensità, un respiro è pari a 10 decibel, il fruscio delle foglie a 20, un sussurro a 40, una conversazione a 60, il traffico a 70, il vociare di un ristorante 90, un elicottero 100 dB, la sirena della polizia 130, fuochi d’artificio 140 dB.
Il rumore: un fattore di rischio per la salute umana, non sempre attentamente valutato.
Il rumore, soprattutto nel caso in cui superi determinate soglie può rappresentare un fattore di rischio per la salute umana, spesso però tendiamo a sottovalutarlo o non mettiamo in correlazione i due fenomeni. Il rumore al quale facciamo riferimento è quello ambientale, così definito in quanto provocato da attività presenti e azioni compiute quotidianamente nell’ambiente cittadino e non solo con le quali tutti noi facciamo i conti ma che spesso non possiamo evitare.
Come accennato rappresentano una fonte importante, ancorché non così tanto conosciuta, di patologie ad esso correlate in maniera più o meno diretta. Tra queste rientrano traumi all’apparato uditivo con conseguenti sensi di vertigine e nausea, ma anche danni di natura fisiologica che si manifestano con fenomeni di stanchezza, senso di fatica, disturbi del sonno, emicrania, disturbi neuro vegetativi, accelerazione di battito cardiaco e respirazione, innalzamento della pressione sanguigna, variazioni del metabolismo, ecc. Altre manifestazioni incidono invece sulla psiche, tra cui angoscia, disagio, fastidio, paura, difficoltà di concentrazione, disturbi della memoria, disturbi della personalità, ecc.

Il traffico veicolare una importante fonte di emissioni rumorose. A Parma asfalti particolari in grado di ridurre la rumorosità stradale
Tra le fonti di emissioni rumorose, una delle più frequenti e sotto gli occhi di tutti, soprattutto per chi vive in centri urbani o in prossimità di grandi arterie viarie è rappresentata dalle pavimentazioni stradali e dal loro materiale costitutivo, l’asfalto, perché le strade quando sono attraversate dai veicoli rappresentano una fonte di emissioni rumorose. Sempre più spesso nell’esecuzione dei lavori stradali si ricorre alla posa di pavimentazioni in grado di ridurre la rumorosità adottando asfalti cosiddetti “silenziosi”.
Da ciò consegue, che le amministrazioni comunali con il fine principale di garantire ai cittadini una vivibilità anche sotto l’aspetto delle emissioni rumorose, sono tenute ad adottare il piano d’azione in materia acustica all’interno del quale devono essere indicati gli interventi posti in essere per ridurlo, le aree di silenzio, quelle critiche, e la zonizzazione acustica comunale. In particolare il Dlgs 194/2005, in applicazione della direttiva 2002/49/CE obbliga i comuni con una popolazione compresa tra i 100 mila e i 250 mila abitanti a redigere il piano di mappatura acustica strategica e il piano d’azione per l’abbattimento del rumore ambientale.
Uno dei comuni ad aver inserito all’interno del piano di azione acustica comunale appena approvato, la stessa di asfalto che fosse in grado di ridurre la rumorosità è Parma. La città dell’Emilia-Romagna, che conta circa 195 mila abitanti, si è da sempre caratterizzata per una forte attenzione all’ambiente e alla sostenibilità del vivere cittadino. Basti pensare che è tra quelle con il maggior utilizzo della bicicletta, tanto da essere definita a misura di ciclista ed aver ricevuto il premio comune ciclabile da parte della Fiab, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.
Più in dettaglio, come ha confermato il comune di Parma nella persona del Dott. Andrea Peri, responsabile della Sezione Operativa Ambiente, Agenti Fisici e Economia Circolare settore Transizione Ecologica, l’amministrazione comunale con delibera di giunta del 7 agosto 2024 ha assunto un atto di indirizzo con il quale si impegna, insieme anche ad alcune società partecipate, ad utilizzare asfalti a bassa rumorosità in alcuni interventi nel Piano di Azione acustica di cui abbiamo parlato. In buona sostanza si tratta di indicazioni che impegnano l’amministrazione comunale a considerare nei futuri interventi e per questo non essendo ancora in fase operativa, non è stata ancora individuata alcuna impresa esecutrice per l’impiego di tali asfalti.
In particolare, la tipologia di asfalto adottata nella città emiliana è ottenuta con l’aggiunta al bitume di polverino di gomma da riciclo degli pneumatici fuori uso, modalità attraverso la quale in Italia sono stati realizzati oltre 900 km di pavimentazioni. Rispetto all’asfalto tradizionale è possibile ridurre la rumorosità fino a 7 decibel e aumentare del 20% l’aderenza al manto stradale, oltre a garantire la possibilità per gli operatori di lavorare a temperature più basse e evitare che siano sottoposti all’inalazione e al contatto con sostanze tossiche.
In questo modo non è possibile raggiungere soltanto l’unico obiettivo della riduzione del rumore, ma anche garantire una maggiore durata della pavimentazione, quindi minore “vecchiaia” della stessa, minore formazione di fessurazioni, crepe e buche con conseguente riduzione degli interventi manutentivi, maggiore sicurezza grazie ad una migliore aderenza, un migliore drenaggio idrico e la riduzione del fenomeno dell’acqua planning.
Altri interventi in materia acustica adottati dal comune emiliano hanno riguardato l’introduzione di zone nelle quale vige la riduzione della velocità a 30 km, meglio conosciute come zone 30, l’istallazione di barriere antirumore, la costruzione di rotatorie che riducano i rumori provocati da accelerazioni e frenate.
Lo stato spesso precario delle strade che percorriamo, siano esse urbane, extraurbane, superstrade, autostrade, è foriero di polemiche tra cittadini e enti gestori da nord a sud della penisola perché causa di incidenti, danni ai veicoli, oltre al fatto per niente secondario, che strade in condizioni non ottimali possano influire sullo stato di salute, a causa del rumore emesso dal passaggio dei veicoli sull’asfalto. Per questo la soluzione adottata tra gli altri dal comune di Parma si configura come un esempio di successo di economia circolare e sostenibilità applicata all’ingegneria stradale e potremmo dire anche alla sanità.
