Addio dell’Europa all’ ”Ape Piaggio”

A Pontedera scatta la cassa integrazione. La produzione trasferita in India. La situazione dello stabilimento di Pontedera.

APPROFONDIMENTO
Andrea Maddalosso
Addio dell’Europa all’ ”Ape Piaggio”

A Pontedera scatta la cassa integrazione. La produzione trasferita in India. La situazione dello stabilimento di Pontedera.

Una storia durata più di 70 anni, un’icona industriale e culturale italiana finisce drasticamente a partire dal prossimo anno. In Italia si tornerà dunque a parlare di calo della produzione, a cui potrà seguire un’ondata di licenziamenti che interesserà in tal caso il comune toscano di Pontedera.

Infatti, dai banchi della commissione di Bruxelles, si è stabilito che molti dei veicoli le cui emissioni risultano eccedenti gli standard stabiliti, dovranno essere ritenuti illegali e messi definitivamente in congedo a partire dal 2025. L’azienda Piaggio a tal proposito dovrà cessare la produzione in casa dell’Ape, un veicolo acquistato e utilizzato da generazioni di contadini in tutto il “vecchio continente”. Ma la sua vita non finisce del tutto. Tutt’altra sorte invece, spetterà a questa leggenda italiana in territorio asiatico, specialmente in India per servirne il mercato interno e quello di esportazione verso l’Africa, due territori dove le normative in fatto di inquinamento e sicurezza sono piuttosto contenute rispetto a casa nostra.

Secondo quanto comunicato dagli organi di rappresentanza della Piaggio, le linee dedicate al “moto furgone” (così si chiamava alla sua nascita nel ’48), saranno riconvertite per dar spazio alla produzione del nuovo “Porter”, il veicolo commerciale che ne erediterà il mercato e che sarà in termini di meccanica più rispondente alle sopraggiunte esigenze ambientali.

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Dunque per oltre mille operai è già scattata la cassa integrazione proprio a partire da questi giorni di dicembre per almeno un mese (fino intorno al 20 dicembre circa, secondo quanto riportano i sindacati). Ci tiene però a precisare, il segretario “Fiom Pisa” Angelo Capone che stando a quanto dice l’azienda, non ci saranno ripercussioni sui lavoratori, in vista della riconversione delle vecchie linee su nuovi modelli a euro 5, ma si vedono in special modo dispiaciuti per l’Ape, che, come accadde per la versione Calessino in passato “era prevedibile che avremmo dovuto metterlo fuori produzione prima o poi con le attuali normative”.

Ma cosa succede in India?

Sul mercato indiano l’Ape è prodotta in più versioni già da 5 anni nel famoso stabilimento di Baramati nel distretto di Pune. Lo stabilimento indiano oggi è uno degli impianti di produzione più importanti per l’azienda a livello mondiale. Questo impianto è in grado di produrre una varietà di modelli dell’Ape, come quello elettrico “E-city”, che usa il sistema “battery swap”, il cambio della batteria, per ricaricarsi velocemente.

Chi ha viaggiato in paesi asiatici infatti, non può non aver notato che il principale mezzo di locomozione turistico commerciale in uso dalla popolazione delle megalopoli sia il Tuk Tuk, il discendente diretto dell’Ape Calessino. Non difficile dunque prevedere, visto lo sviluppo turistico in costante crescita su tutta quanta l’Asia, quanto questo veicolo troverà in futuro ancora grande fortuna.

Per gli amanti e i nostalgici del mezzo a tre ruote, anche quando arriverà il giorno in cui a questo eccezionale veicolo sarà proibita oltre alla vendita, anche la circolazione sul suolo europeo, viaggiare nelle città asiatiche sarà come fare un salto nel passato, in quei tempi dove l’Ape faceva la parte da protagonista nelle pellicole neorealiste degli anni ’70.

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