ADHD NEL BAMBINO: COME RICONOSCERLO

L’ADHD (Disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività) è classificato come uno dei disturbi del neurosviluppo. Nell’ultimo decennio, le diagnosi per questo disturbo sono aumentate notevolmente.

SALUTE
Redazione
ADHD NEL BAMBINO: COME RICONOSCERLO

L’ADHD (Disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività) è classificato come uno dei disturbi del neurosviluppo. Nell’ultimo decennio, le diagnosi per questo disturbo sono aumentate notevolmente.

Il disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività, viene inserito tra i disturbi del neurosviluppo, assieme a disturbo dello spettro autistico, disturbo specifico dell’apprendimento, disabilità intellettiva e ai disturbi della comunicazione. Si conta che mediamente il 4-5% della popolazione infantile nasca con questo disturbo, quindi in una ipotetica classe di 25 bambini è possibile trovare almeno 1 bambino con ADHD.

Questo disturbo, che si manifesta in età infantile e si protrae fino all’età adulta, si presenta con incapacità da parte del bambino di gestire gli impulsi o di prevedere gli effetti delle sue azioni, difficoltà nel prestare attenzione prolungata o incapacità nel concentrarsi, difficoltà nel portare a termine anche compiti semplici ed eccessiva attivazione motoria, iperattività appunto. Il disturbo è quindi di tipo cerebrale; solitamente è presente alla nascita, ma potrebbe anche presentarsi appena dopo la nascita. Solitamente sono presenti fattori genetici, ma la medicina ritiene che la comparsa di ADHD possa essere dovuta ad alterazione dei neurotrasmettitori.

Fattori di rischio durante la gestazione: esposizione a sostanze nocive quali alcool e droghe da parte della madre, esposizione a piombo, carenza di ferro nella gestante, basso peso alla nascita (inferiore a 1,500 kg), infezioni o lesioni craniche. La comparsa successiva alla nascita invece, potrebbe essere dovuta ad eventi traumatici, come esposizione a violenza, abuso o incuria.  I sintomi non si presentano obbligatoriamente tutti assieme, per questo motivo vengono distinte 3 forme di ADHD: disattenzione, impulsività/iperattività, combinazione delle due forme precedenti.

In ognuno di questi casi, un intervento precoce negli ambienti più importanti per il bambino, come casa e scuola, può migliorare di molto lo sviluppo e la vita dello stesso.

Molte manifestazioni del disturbo potrebbero aversi tra i 4 e i 12, ma potrebbero non essere così incisive da far scattare un campanello di allarme in chi se ne prende cura; ricordiamo che da sempre, ci sono bambini che vengono descritti come “agitati”. Essere un bambino agitato non significa per forza avere l’ADHD, ma in molti casi potrebbe essere un fattore da non sottovalutare. Infatti per diagnosticare il disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività, bisogna tenere in considerazione numero, frequenza e gravità dei segni; per una diagnosi positiva solitamente devono essere presenti 6 o più segni di disattenzione o iperattività e impulsività e questi devono essere presenti in almeno due contesti, solitamente casa e scuola.

La terapia tradizionale per questa tipologia di disturbo può prevedere l’utilizzo di farmaci psicostimolanti e terapia comportamentale, con l’impostazione di una routine scolastica e la modifica di abitudini casalinghe e di tecniche genitoriali. Intervenire precocemente è importante perché permette alla famiglia e agli insegnanti di comprendere le esigenze del bambino, evitando di generare in lui continui sensi di colpa e frustrazione per rimproveri sui suoi comportamenti. Negli ultimi anni inoltre, si è associato l’insorgenza di questo disturbo alla maggiore esposizione dei bambini in età infantile a mezzi elettronici e media, che hanno l’effetto di sovra stimolare.

Essendo un disturbo che si protrae anche all’età adulta, si parla anche di ADHD negli adulti; su questi i segni possono apparire diversi o velati, proprio perché con il tempo si è imparato a conviverci. L’iperattività può trasformarsi in irrequietezza, ma persistere impulsività nel comportamento e nella parola, mancanza di soddisfazione nelle attività quotidiane, procrastinazione.