Affitti a prezzi accessibili? Gli esempi di Vienna e Roma

La capitale europea con una buona parte del patrimonio immobiliare gestito da cooperative no profit. La situazione in Italia

APPROFONDIMENTO
Pamela Preschern
Affitti a prezzi accessibili? Gli esempi di Vienna e Roma

La capitale europea con una buona parte del patrimonio immobiliare gestito da cooperative no profit. La situazione in Italia

Il diritto alla casa è un tema antico che percorre il dibattito europeo.

Un esempio virtuoso è rappresentato da Vienna dove oltre la metà del patrimonio immobiliare in affitto è di proprietà di cooperative che non fanno profitti e quindi possono affittare a prezzi controllati, senza alcuna speculazione.

Non si tratta di un patrimonio edilizio diverso da quello del mercato ordinario; non sono quindi palazzi situati in zone periferiche, ma abitazioni presenti in tutto il territorio urbano, in diverse aree e quartieri della città e destinate a persone con redditi diversi tra loro, non necessariamente ai più disagiati.

A livello europeo il diritto alla casa è un tema sensibile e di attualità; oggigiorno, seppure in Europa molti siano proprietari della loro abitazione (in Italia quasi il 75% e nei paesi ex sovietici oltre l’80%) coloro che sono in affitto sono spesso esposti alla difficoltà di trovare un alloggio dignitoso, in particolare nelle città turistiche dove imperversa la moda degli affitti brevi.

Alcuni dati a questo proposito sono significativi: nel nostro continente quasi un milione di persone (oltre 900.000 secondo l’OCSE) non hanno una casa né in affitto né di proprietà. Sono i cosiddetti “senzatetto”, i senza fissa dimora che vivono in strada, rifugi precari, sistemazioni di fortuna tutt’altro che dignitosi. Ad aggravare le condizioni abitative sono i prezzi delle abitazioni cresciuti dal 2010 di una media del 25% per quanto riguarda gli affitti e del 50%.per gli acquisti di abitazioni.

Il Piano europeo per l’edilizia

Non a caso la Commissione europea ha annunciato un Piano per l’edilizia abitativa sostenibile, dignitosa e a prezzi accessibili. L’iniziativa non è ancora stata presentata ufficialmente; lo sarà entro il 2028 per esser attuato entro la fine del mandato dell’attuale esecutivo europeo. Seppure non si conoscano i dettagli alcuni punti chiave sono già chiari.

Tra questi la creazione di una piattaforma di investimenti attraverso anche l’azione della Banca Europea per gli investimenti (BEI) al fine di facilitare la disponibilità di finanziamenti che trasformino l’edilizia, vincolando questi a usi sociali, come il ricorso a cooperative.

Altro pilastro è il raddoppio dei fondi di coesione nazionali destinati all’edilizia; agli Stati membri e agli enti locali responsabili della gestione, saranno destinate maggiori risorse per riqualificare o costruire abitazioni sostenibili dal punto di vista ambientale ed energetico, da affittare ai residenti a prezzi modesti.

Infine è prevista la revisione della normativa sugli aiuti di Stato per permettere a Stati e enti locali di intervenire attraverso finanziamenti pubblici che privilegino esperienze no profit di edilizia sociale.

L’esempio di Roma

Il padiglione austriaco ospita anche un’altra parte, seppure minore, riguardante Roma identificata come un esempio in materia di politiche abitative per la capacità di intervenire con adattamenti e ristrutturazioni di spazi non necessariamente destinati a uso abitativo e con forme di autogestione e cooperative di proprietari che si uniscono per costruire o ristrutturare edifici.

Nella capitale le forme di mobilitazione “dal basso” hanno acquisito una maggiore diffusione e negli spazi occupati sono in via di sperimentazione forme di socialità e di valorizzazione urbana.

Per fronteggiare l’emergenza abitativa Roma ha approvato un nuovo regolamento all’interno del cosiddetto “Piano Casa Roma 2025” con nuove misure a sostegno del diritto all’abitazione e un sostegno economico da destinare ai cittadini più fragili, sia dal punto di vista economico che sociale, affinché possano calmierare i costi d’affitto. Contestualmente, è previsto l’acquisto da parte del comune di nuovi alloggi da destinare all’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), ovvero alle case popolari.

Rappresentativo è il caso della RecHouse in via del Porto Fluviale a Roma. Occupato a dal 2003 dal Movimento per il Diritto all’Abitare e precedentemente di proprietà dell’Aeronautica Militare, è diventato un punto di riferimento per la vita culturale e associativa del suo quartiere. Grazie a un bando del ministero dei Trasporti vinto dal Comune di Roma con la collaborazione di diverse università della capitale gli occupanti diventeranno assegnatari di nuovi alloggi pubblici con un processo di formalizzazione e stabilizzazione della comunità residente.

Il Comune di Roma, con il supporto del Dipartimento di Architettura della Università di Roma La Sapienza dell’Università di Roma Tre e della Luiss, ha vinto nel 2020 il bando PINQuA (acronimo di Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare) del ministero delle Infrastrutture e Trasporti sulla rigenerazione urbana e di innovazione sulla qualità dell’abitare. L’anno seguente il Ministero ha finanziato con undici milioni di euro del PNRR il progetto “Porto Fluviale RecHouse” prevede il passaggio della proprietà al Comune di Roma, il censimento degli attuali occupanti e la verifica dei requisiti di accesso all’Edilizia Residenziale Pubblica e il restauro dell’immobile.

Un modello per la gestione dell’emergenza abitativa e la riqualificazione di immobili pubblici dismessi

Anche l’ex Fiera di Roma, sulla Cristoforo Colombo, ospita un progetto di housing sociale volto a riqualificare l’area con un valore complessivo dell’investimento da parte del Fondo proprietario dell’area di oltre 250 milioni di euro. Con interventi di di bonifica ambientale e cantierizzazione suddivisi in tre fasi, di cui la prima iniziata lo scorso luglio, l’obiettivo è trasformare l’area da anni abbandonata, con un complesso progetto di rigenerazione urbana dedicando una parte a spazi verdi e servizi (circa il 50%) e il restante ad abitazioni con una quota anche di edilizia a canone calmierato.

Merita di esser ricordato anche il bando di housing sociale pubblicato nel 2025 da Ater Roma, finalizzato alla locazione di alloggi a canoni sostenibili con diritto di acquisto; la consegna della prima casa è avvenuta ad agosto di quest’anno nel quartiere Torrino, nel IX Municipio. L’obiettivo dell’operazione è quello di sostenere i nuclei familiari con redditi superiori ai limiti previsti per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica ma impossibilitati ad accedere alla locazione di alloggi alle condizioni di mercato.

I casi di Vienna e Roma dimostrano il grande impegno che le due città stanno profondendo per sostenere l’edilizia pubblica e garantire a tutti il diritto all’abitazione, fondamentale elemento di stabilità ma anche di integrazione, appartenenza a una comunità, sicurezza e coesione sociale.