Agrigento Capitale della Cultura strizza l’occhio alla sostenibilità. È infatti con la mostra Scart “Il lato bello e utile del rifiuto”, allestita nella cappella Santa Sofia accanto all’ingresso del teatro Pirandello, che è stata inaugurata Agrigento Capitale italiana della cultura 2025. Ad organizzarla la fondazione Agrigento 2025, il Comune, il gruppo Hera e Seap. Un chiaro, inequivocabile messaggio.
LA MOSTRA
Diciotto – fra cui il quadro del tempio della Concordia e il ritratto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella – le opere esposte che dimostrano come la materia non muore mai, anzi si rigenera per lanciare messaggi culturali attraverso l’arte. La mostra s’innesta nello stream concettuale che ha ispirato il progetto Agrigento 2025, basato sulla relazione fra l’individuo, società e un’idea di natura dove i quattro elementi – acqua, terra, aria, aria e fuoco – si intrecciano per creare la vita, una nuova vita. La liaison fra Agrigento capitale italiana della cultura e Scart è avvenuta attraverso l’accordo di collaborazione fra Hera e Seap, gruppo agrigentino attivo nel trattamento e recupero dei rifiuti, oltre che nella depurazione delle acque. Ad emozionare, anche il presidente della Repubblica che prima di lasciare il teatro Pirandello s’è soffermato nella cappella Santa Sofia, il quadro del tempio della Concordia che è stato realizzato con i resti lignei delle barche dei migranti che giungono a Lampedusa, ma anche con le cime e le plastiche delle bambole che le bambine durante il viaggio tenevano in mano.

I NODI
Non sono mancate le polemiche e qualche ombra nel giorno della cerimonia d’apertura di Agrigento Capitale della cultura italiana 2025 – “Il sé, l’altro e la natura. Relazioni e trasformazioni culturali”. Qualche giorno prima delle cerimonie ufficiali ha infatti iniziato a piovere all’interno del teatro Pirandello, in cui era in programma la cerimonia d’inaugurazione dell’anno come capitale della cultura, e in cui quindi pochi giorni dopo sarebbe arrivato Mattarella. L’11 gennaio, durante un concerto jazz, mentre fuori pioveva molto forte avevano iniziato a cadere gocce d’acqua sul palcoscenico: il presidente della fondazione che gestisce il teatro, Alessandro Patti, ha commentato l’accaduto dicendo che non era la prima volta che succedeva.
I lavori sono terminati il 15 gennaio, tre giorni prima dell’arrivo di Mattarella. Negli stessi giorni ha iniziato a piovere anche all’interno del museo della memoria a Santa Margherita di Belice, dedicato alla storia e alle conseguenze del terremoto del Belice del 1968 e altre grane hanno interessato le critiche condizioni delle strade cittadine, tra cui quelle che sabato ha percorso Mattarella per arrivare al teatro Pirandello. Le strade avevano molte buche, e anche in questo caso si è provveduto a veloci riparazioni dopo che il 17 gennaio il governatore della Sicilia Renato Schifani ha concesso 510mila euro al comune di Agrigento per le riparazioni. Fretta che però ha causato distrazioni e problemi. Le asfaltature infatti sono state fatte così di corsa tanto da coprire anche tombini e saracinesche dell’acquedotto ed è stato necessario il lavoro di operai per localizzare i tombini coperti e riportarli alla luce.

LE DICHIARAZIONI
“Dialogo, senso del futuro e contaminazione danno il senso alla cultura”, le parole di Mattarella che menziona i siciliani Luigi Pirandello e Andrea Camilleri e cita il poeta britannico Thomas Eliot: “Se smettiamo di credere al passato, il passato cesserà di essere il nostro passato: diventerà il passato di una civilizzazione estinta”. Al sindaco Francesco Miccichè (“sono emozionato, questa è una giornata irripetibile”) il ministro Giuli ricorda che “Agrigento ha vinto con una proposta credibile” e adesso “ha la possibilità di divenire il cardine della rinascita di un territorio ricco di complessità, in un’isola eletta come la Sicilia”. Poi l’avvertimento: “Ecco la grande occasione per non fallire” anche perché Agrigento “non è solo la capitale italiana ma pure la capitale mediterranea della cultura”.
Per il governatore Schifani parte “un percorso affasciante e faticoso con un programma ricco e denso” e coglie l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa ricordando le critiche, “ingiuste”, alla Regione per avere organizzato come “prologo” il concerto del Volo nella Valle dei Templi trasmesso in Tv a Natale, rivendicandone invece il grande successo: “E’ stato visto da 5 milioni di persone”. “Abbiamo fatto una grande scommessa per Agrigento e per l’intera Sicilia, la vinceremo”, ha detto il governatore, conscio che a partire da domani si dovranno affrontare e risolvere alcuni dei problemi discussi 24 ore prima in un vertice in Prefettura: infrastrutture, ospitalità ricettiva, smaltimento dei rifiuti, carenza di acqua soprattutto nel centro città. “Siamo una squadra, ce la faremo”, la rassicurazione di Schifani che ha mobilitato i suoi assessori al ramo e la Protezione civile regionale.
La Valle dei Templi, il museo archeologico Pietro Griffo, il Giardino della Kolymbethra, la Cattedrale, il mandorlo in fiore, il carnevale di Sciacca, i riti della Settimana Santa sono tutti inseriti in un cartellone lungo 365 giorni. “Quella che si celebra oggi – l’esortazione del governatore – è una grande occasione per tutti gli italiani, non solo per il rilancio ed il riscatto dell’intera Sicilia che ha sofferto e superato stereotipi a livello internazionale, affrontato e risolto in parte difficoltà sociali non indifferenti”.

