ALBERI PER RIDURRE LE EMISSIONI DELLE STRUTTURE SANITARIE

Il reparto dei Carabinieri per la Tutela della Biodiversità e la Federazione dei Medici Internisti Ospedalieri insieme per ridurre le emissioni climalteranti delle strutture sanitarie.

AMBIENTE
Redazione
ALBERI PER RIDURRE LE EMISSIONI DELLE STRUTTURE SANITARIE

Il reparto dei Carabinieri per la Tutela della Biodiversità e la Federazione dei Medici Internisti Ospedalieri insieme per ridurre le emissioni climalteranti delle strutture sanitarie.

L’ importanza degli alberi nella riduzione delle emissioni per la salute globale

Secondo il concetto di salute globale anche gli organismi vegetali, gli alberi soprattutto, possono svolgere un ruolo importante nella riduzione delle emissioni climalteranti. Per questo il reparto dei Carabinieri per la tutela della Biodiversità insieme alla Fadoi, Federazione delle Associazione dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, con il progetto Un Albero per la Salute promuove la piantumazione di alberi presso strutture sanitarie, ospedali in particolare, ritenute responsabile delle emissioni di CO2 per una quota del 5%.

Un progetto per la messa a dimora di alberi nelle strutture sanitarie della  penisola

Il progetto lanciato lo scorso 4 ottobre 2023 presso l’ ospedale Gemelli dell’ Isola Tiberina a Roma, e in altre strutture lungo la penisola, alla presenza del raggruppamento dei Carabinieri per la Biodiversità, la  FADOI e i rappresentati delle varie strutture sanitarie, in particolare dei reparti di Medicina Interna, ha l’ obiettivo di mettere a dimora alberi in 31 ospedali italiani, per di ridurre le emissioni climalteranti, sensibilizzare la popolazione sull’ importanza degli alberi e sui numerosi servizi ecosistemici che sono in grado di assolvere per la salute umana e per l’ ambiente.

Tra le strutture ospedaliere beneficiarie a partire dal nord il Policlinico di Milano dove sono stati messi a dimora un sanguinello (Cornus sanguinea) e un sorbo domestico (Cormus domestica), l’ ospedale di Legnano nel milanese, dove  è stata piantata un farnia (Quercus robur). Altre strutture interessate, l’ ospedale Martini di Torino, destinatario di un Acero (Acer opalus), l’ azienda ospedaliero universitaria di Novara con un pero (Pirus communis), l’ ospedale di San Daniele del Friuli, il San Paolo di Savona, il Maggiore di Bologna. Al centro il San Giovanni di Dio a Firenze, destinatario di un pino di Aleppo (Pinus halepensis), Misericordia di Grosseto, San Giovanni Battista di Foligno, Santa Maria della Pietà di Camerino, un carpino (Carpinus betulus), Santa Maria dello Splendore di Giulianova,

Scendendo più a sud   l’ Ospedale di Isernia, due querce e un carrubo (Ceratonia siliqua) per il Tatarella di Cerignola, il San Carlo di Potenza, il Maresca di Torre del Greco, il San Pio di Benevento, l’ Azienda Universitaria Ospedaliera Dulbecco di Catanzaro, l’ Umberto I di Siracusa, l’ ospedale di Paternò nel catanese, per concludere un leccio, un corbezzolo (Arbutus unedo) e un mirto (Myrtus commnis) per il SS. Trinità del capoluogo sardo, due lecci (Quercus ilex) e un carrubo per l’ unità ospedaliera di Sassari.

La cerimonia è stata anche l’ occasione per donare alle strutture aderenti all’ iniziativa una pianta ottenuta da talea del cosiddetto albero di Falcone, un Ficus macrophylla, situato nei pressi dell’ abitazione palermitana del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992.

albero

Una collaborazione tra Carabinieri per la Tutela della Biodiversità e la FADOI

Il raggruppamento dei Carabinieri per la Tutela della Biodiversità promuove numerose iniziative per sensibilizzare sull’ importanza degli alberi. Tra queste le due principali un Albero per il Futuro, grazie alla collaborazione con il Ministero dell’ Ambiente e della Sicurezza Energetica, e in particolare un Albero per la Salute, frutto della collaborazione con la FADOI

Il progetto un Albero per la Salute si fonda sul concetto di salute globale, meglio conosciuto come One Health, secondo la quale gli esseri umani, gli animali e gli ecosistemi (compresi gli alberi) sono interdipendenti. In particolare viene sfruttata la potenzialità degli alberi nella riduzione della CO2  e nell’ assolvimento di numerosi altri servizi ecosistemici. Aspetto importante è rappresentato anche dal fatto che le strutture ospedaliere e la presenza di alberi sono accomunati nel garantire, anche se in modalità diverse, salute e benessere. Infatti, come le strutture ospedaliere assolvono il compito di garantire cure agli esseri umani, così gli alberi sono in grado di apportare benefici per la salute umana e l’ ambiente.

Oltre 40 mila piante messe a dimora e geolocalizzate

Dal 2020,  hanno di partenza delle varie iniziative, ad oggi sono stati messi a dimora oltre 40 mila piante per circa ottantatre specie, ogni una delle quali grazie ad un qr code o a un codice alfanumerico riportati in un nastrino applicato sull’ albero può essere registrata su un sito web e geolocalizzarla, indicarne la data di messa a dimora, inoltre sarà possibile calcolare quanta CO2 la singola pianta è in grado di sottrarre. Le specie indicate dai Carabinieri per la Biodiversità sono riportate sul sito del progetto Un Albero per il Futuro, corredate da apposite schede tecniche.

Gli alberi impiegati nei vari progetti sono nati tutti da semi raccolti nelle foreste della penisola e allevati nel Centro Nazionale Biodiversità presente in Toscana a Pieve Santo Stefano nell’ Alta Val Tiberina  in provincia di Arezzo.