Presidente della Pesaresi Giuseppe spa, azienda fondata nel 1961, (costruzioni edili e stradali, nel recupero e riqualificazione urbana, nel ripristino e nell’ammodernamento di infrastrutture), vicepresidente di Confindustria Romagna, ha raggiunto il vertice di Siteb – Strade Italiane E Bitumi – nell’Assemblea annuale svoltasi nella nuova sede di Bologna.
Approfondiamo con lui problemi e progetti dell’Associazione.

Essere eletto con largo consenso, da una assemblea molto partecipata è senz’altro motivo di soddisfazione, e ringrazio i soci per la fiducia. Vorrei tributare anche rispetto e ringraziamento per chi mi ha preceduto perché va sottolineato che eredito una struttura sana e rinnovata. Mi dà tranquillità la presenza del dottor Ravaioli che rappresenta la storia del Siteb, a cui ho chiesto di restare. C’è però aria nuova, ricambio generazionale, nuove energie e all’orizzonte lo sviluppo del settore e dell’Associazione.
Vorrei ricordare che questo è un settore tornato finalmente al centro dell’interesse, non solo perché è trainante per l’economia, ma perché tutti siamo fruitori di strade, ponti, reclamiamo quindi sicurezza. Il PNRR passa anche da noi, dandoci una nuova centralità, e purtroppo occorre dire che non servivano eventi tragici per comprendere la necessità di maggiori investimenti sulla manutenzione e rigenerazione delle infrastrutture.
Inoltre l’attuale governo ha messo al centro le imprese, l’economia, le infrastrutture, ne apprezziamo la volontà.
Ora però noi dobbiamo essere i protagonisti dell’innovazione,
facendo anche qualche riflessione critica al nostro interno, affinché si possa trasmettere più e meglio all’opinione pubblica e agli Amministratori pubblici, che siamo portatori di nuove metodologie di lavoro attente alla salvaguardia dell’ambiente.
Quindi l’opera di rinnovamento è necessaria, ma soprattutto c’è bisogno di valorizzare ancora la grande ricerca e innovazione tecnologica che le aziende hanno prodotto in questi anni.
Il tema ambientale, l’economia circolare sono e saranno al centro del lavoro dell’Associazione. Ma soprattutto abbiamo bisogno di rendere aggiornata e organica la normativa, e più fruibile. Faccio un esempio di economia circolare: le imprese fanno recupero di fresato, che naturalmente va sottoposto a processi di lavorazione e quindi di controllo, ma il legislatore spesso ancora lo cataloga solo tra i rifiuti, per cui ne conseguono vincoli così stringenti, tali da inficiare il lavoro di recupero. È nostra intenzione quindi interloquire con le istituzioni per sbloccare, per rendere attuabili queste moderne tecnologie e metodi di lavoro. In sintesi direi che noi siamo i portatori di questa nuova economia, ma non siamo stati in grado di divulgarlo.
Con orgoglio posso dire che siamo stati i primi a fare economia circolare, anche se forse inizialmente quasi inconsapevoli Ogni azienda ha sviluppato ricerche sui materiali e sul loro recupero, abbiamo prodotto innovazione tecnologica, ma scontiamo un problema di interpretazione normativa che rende il mondo imprenditoriale frammentato. Tale interpretazione e attuazione non solo è diversa tra regione e Regione, ma spesso anche tra Provincia e Provincia. A volte capita che a soli 100 Km di distanza le regole cambiano. È mia forte convinzione che Siteb debba svolgere un importante ruolo di raccordo istituzionale. Può e deve diventare il soggetto che cerca di far dialogare le istituzioni locali tra loro per dare organicità interpretativa alle norme. Essere un veicolo di sistematicità. Il Siteb, per far questo, può individuare al suo interno dei portavoce territoriali che riportino all’interno le varie difficoltà che si riscontrano sui territori, per trovare soluzioni comuni. In fondo il ruolo di un Associazione è esattamente questo.
Soprattutto un Siteb, che dia seguito a Siteb 4.0, grazie ai predecessori, che è quello di coinvolgere tutta la filiera della strada, che vede molto più attori di quelli oggi rappresentati in Associazione. Ritengo inoltre che vadano rafforzati e consolidati i rapporti con altre organizzazioni imprenditoriali, per raggiungere obiettivi comuni.
Ad esempio l’anno scorso c’è stato in embrione questo esperimento sui rincari e la conseguente richiesta di adeguamento del listino prezzi al governo, che poi è intervenuto positivamente. Fare sistema ha pagato. Quindi la sinergia con altri soggetti la vedo come fondamentale.
È l’impegno che ho sottoscritto
