Alghe fossili cinesi riscrivono la storia degli oceani

Una scoperta anticipa di 40 milioni di anni l’origine del fitoplancton calcareo, rivelando quando nacque l’oceano moderno

AMBIENTE
Federico Di Bello
Alghe fossili cinesi riscrivono la storia degli oceani

Una scoperta anticipa di 40 milioni di anni l’origine del fitoplancton calcareo, rivelando quando nacque l’oceano moderno

Una scoperta rivoluzionaria sta riscrivendo la storia degli oceani terrestri. Grazie all’analisi di fossili provenienti dalla Cina meridionale, un team internazionale guidato dall’Università Statale di Milano ha identificato le più antiche alghe marine calcificate mai trovate, risalenti a circa 250 milioni di anni fa. Questa datazione anticipa di ben 40 milioni di anni l’origine di questi organismi fondamentali per la vita marina.

Piccole alghe, grande impatto

I protagonisti di questa scoperta sono i coccolitoforidi, alghe unicellulari marine microscopiche di dimensioni comprese tra 3 e 40 micron (per avere un’idea, un capello umano ha uno spessore di circa 70 micron). Nonostante le dimensioni ridottissime, questi organismi hanno avuto un ruolo cruciale nell’evoluzione degli oceani terrestri.

I coccolitoforidi possiedono una caratteristica unica: attraverso un processo chiamato coccolitogenesi, producono minuscole piastre di calcite che formano una sorta di armatura protettiva attorno alla cellula. Quando l’alga muore, questi frammenti calcarei si depositano sui fondali oceanici, creando sedimenti che nel tempo diventano rocce sedimentarie ricche di fossili.

Un oceano in trasformazione

La scoperta, pubblicata sulla Rivista Italiana di Paleontologia e Stratigrafia, è particolarmente significativa perché colloca l’origine di questi organismi immediatamente dopo una delle più devastanti estinzioni di massa della storia terrestre: quella di fine Permiano, avvenuta circa 252 milioni di anni fa.

Questi coccoliti primitivi suggeriscono che la calcificazione sia emersa subito dopo l’estinzione di massa, favorita da nuove condizioni ambientali“, spiega Elisabetta Erba, professoressa di Paleontologia dell’Università Statale di Milano e prima autrice dello studio.

In quel periodo, intense eruzioni vulcaniche alterarono drasticamente il clima globale, creando oceani acidi e poveri di ossigeno. Paradossalmente, proprio queste condizioni estreme favorirono l’evoluzione del fitoplancton calcificato, che trovò in questi nuovi ambienti le condizioni ideali per svilupparsi.

L’alba dell’oceano moderno

L’importanza di questa scoperta va oltre la semplice datazione di un organismo. I coccolitoforidi, infatti, svolgono un ruolo fondamentale nel ciclo del carbonio: attraverso la fotosintesi e la produzione di calcite, contribuiscono significativamente all’assorbimento dell’anidride carbonica dall’atmosfera.

La loro comparsa segna quindi l’inizio di meccanismi oceanici che ancora oggi caratterizzano i nostri mari. “Le nostre scoperte datano la nascita dell’oceano moderno all’alba del Mesozoico“, conclude Cinzia Bottini, coautrice dello studio.

Questa ricerca dimostra ancora una volta come i fossili più piccoli possano raccontare le storie più grandi del nostro pianeta, rivelando i momenti cruciali in cui la Terra ha assunto le caratteristiche che conosciamo oggi.