Arriva il caldo. Tempo di mare, di bagni, di sole e di estate.
Gli stabilimenti attrezzano le spiagge con sdraio e ombrelloni, in attesa dei primi bagnanti.
Attenzione però, anche gli ombrelloni possono rappresentare un problema, nascosto, ma estremamente serio per l’ambiente.
Infatti gli ombrelloni hawaiani, dal sapore esotico, affascinante, che ci fanno sognare litorali di Paesi lontani, sono in rafia sintetica che inquina i mari.
Questi ’parasole’ ormai presenti in molti stabilimenti balneari italiani, rilasciano dei filamenti di plastica che non solo infestano la sabbia, ma trascinati dalle onde finiscono in acqua rovinando così la flora marina.

Le conseguenze di tali infiltrazioni vengono perciò subite anche dalla fauna marina, infatti i filamenti di plastica imbrogliati con la vegetazione, vengono mangiati dai pesci che li confondono con il loro cibo.
Per questo Plastic Free Onlus ha lanciato una campagna per chiedere lo stop all’utilizzo degli ombrelloni che inquinano.
Ignorare la pericolosità di questi parasole, di cui l’uso è sempre più diffuso negli stabilimenti nostrani, significa tacere difronte ad un inquinamento lesivo dell’ecosistema marino, per questo i membri di Plastic Free, si sono posti l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e imprenditori.
Plastic Free ha dunque lanciato, ha sostegno della campagna, una petizione per raccogliere le firme dei cittadini, per coinvolgerli nella battaglia che salvaguardi i litorali delle nostre coste.

A questo proposito la Onlus si propone anche di interloquire con gli Enti Locali, per promuovere un cambiamento radicale .
Si richiede alle Amministrazioni comunali di emettere delle ordinanze che obblighino i proprietari degli stabilimenti balneari a sostituire gli ombrelloni inquinanti con alternative più ecosostenibili.
