Dare l’ultimo saluto a una persona cara può avere un impatto economico ma anche ambientale non indifferente. È questa la riflessione ispirato a approccio sostenibile che ha spinto Isabelle Plumereau, alla guida di “Il cielo e la terra” agenzia di onoranze funebri di Parigi a ideare la Corbicyclette, disponibile già da questo autunno. Nata dalla fusione delle parole carro funebre (corbillard) e bicicletta (bicyclette), dotata con assistenza elettrica, necessaria in caso di percorso in pendenza, è progettata per ospitare bare a grandezza naturale. Una valida alternativa ai carri funebri motorizzati, una proposta ecologica per accompagnare al cimitero il defunto con una processione lenta, a basso inquinamento atmosferico e acustico.
L’impatto ambientale delle esequie
Le cerimonie per il trapasso di una persona hanno impronta di carbonio non trascurabile: le sostanze chimiche usate per imbalsamare il corpo sono dannose per l’ambiente e con la sepoltura vengono rilasciate nel terreno. Quanti si chiedono se la cremazione possa essere una scelta migliore per l’ambiente resteranno delusi: infatti il processo combustione con gas naturale è piuttosto lungo (circa tre ore) e rilascia gas nocivi come il mercurio.Se a ciò si aggiungono i materiali utilizzati nelle bare e le emissioni prodotte da quanti partecipano a un funerale (magari viaggiando in auto) ecco che anche i riti che accompagnano la morte sono tutt’altro che green. Questa convinzione esce rafforzata dai dati relativi alle morti registrate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2019 sono morte: oltre 55 milioni di persone.
Suggerimenti per funerali ecologici
Se Il cielo e la terra a Parigi si è resa recentemente protagonista di una tendenza che sta prendendo lentamente piede in Francia e in Europa, oltreoceano l’attenzione a esequie ecosostenibili è una tendenza sempre più comune. In alcuni Stati degli USA già da qualche anno è stato legalizzato un processo di compostaggio del corpo chiamato terramation Tale tecnica, alternativa alla tradizionale cremazione, permette di convertire i corpi in terra: le sostanze organiche trattengono il calore in modo naturale, evitando il costoso dispendio di combustibili fossili dei crematori.Recompose, la prima impresa di pompe funebri di compostaggio umano al mondo nata nella città di Seattle, Washington, è attiva dal 2021. Trasformando un corpo un metro quadrato circa di terreno in un mese consente di risparmiare oltre una tonnellata di anidride carbonica rispetto alla sepoltura tradizionale o alla cremazione e un ottavo dell’energia necessaria per la cremazione.Il processo di “ricomposizione” avviene all’interno di specifici recipienti di forma esagonale, riutilizzabili. Come funziona in pratica? I cadaveri vengono posti in vasi ermetici con una miscela di trucioli di legno, erba medica e paglia e areati; in questo modo si crea l’ambiente perfetto per i microbi presenti in natura e i batteri benefici. Una volta che il corpo è stato trasformato in compost, i familiari o gli amici possono prenderlo con sé e utilizzarlo nei propri giardini.

Recompose ha impiegato quasi un decennio per la pianificazione, la ricerca, la raccolta fondi e l’avvio di una campagna per cambiare la legge statale e rendere legale il compostaggio umano. Le preoccupazioni sui cambiamenti climatici hanno causato un crescente interesse per il servizio, il cui costo ammonta a circa 4.500 euro.
Sebbene Recompose sia la prima al mondo ad offrire un servizio di compostaggio umano le sepolture eco-compatibili non sono un concetto nuovo.Nel settembre 2019 i designer italiani Anna Citelli e Raoul Bretzel hanno presentato in una mostra a Milano Capsula Mundi un’urna biodegradabile a forma di uovo, alternativa ecologica alle bare e che aiuta a trasformare il corpo attraverso la composizione naturale, nutrendo l’albero nel processo.
Nel caso questa opzione non sia gradita si può scegliere tra altre. Ad esempio Leaves With You ,la bara biodegradabile realizzata in macramè, che coinvolge nella creazione della stessa i familiari.Progettata da Shaina Garfiel, grazie alle spore fungine il processo di decomposizione del corpo risulta accelerato e l’assorbimento delle tossine garantito: solo sottoprodotti naturali, come ossigeno e azoto, finiscano nel suolo.È possibile dunque dare l’addio al proprio caro in modo dignitoso senza penalizzare la natura e l’ambiente. E poi è sempre più di moda.
