Aria condizionata: consumo e costi in UE

Nel nostro continente il consumo di aria condizionata è in aumento, nonostante il suo impatto ambientale. E in Italia si incentivano gli acquisti di condizionatori.

AMBIENTE
Pamela Preschern
Aria condizionata: consumo e costi in UE

Nel nostro continente il consumo di aria condizionata è in aumento, nonostante il suo impatto ambientale. E in Italia si incentivano gli acquisti di condizionatori.

In Europa rispetto che in altre aree del mondo si fa minor uso di condizionatori. Eppure i dati mostrano che il loro utilizzo è in crescita, a causa dell’aumento delle temperature: il numero di unità di climatizzatori in Europa è più che raddoppiato dal 1990, mentre la necessità di raffreddare gli edifici è quadruplicata, in particolare nel nord Europa. Con l’arrivo dell’estate e, con essa,  di temperature sempre più roventi per molti l’aria condizionata è imprescindibile.

Uso dei condizionatori in Europa

Secondo un rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), pubblicato nel 2018 e basato su dati del 2016, allora in Europa c’erano molti meno impianti di climatizzazione rispetto alla Cina, Giappone o agli Stati Uniti: questi tre paesi da soli rappresentavano i due terzi degli impianti di climatizzazione mondiali. Secondo la stessa Agenzia nel 2022 il tasso di penetrazione dell’aria condizionata era del 90% negli Stati Uniti e solo del 19% in Europa e le previsioni sono di una crescita di unità di condizionatori nel continente pari a un quadruplo entro il 2050.

Seppure il rapporto dell’IEA ha inoltre rilevato che l’Europa tende ad avere più impianti di climatizzazione negli edifici commerciali piuttosto che nelle abitazioni private, a causa degli elevati costi di installazione e l’aumento continuo delle bollette energetiche, negli ultimi tempi le vendite di condizionatori sono aumentate più rapidamente nel mercato interno che negli edifici commerciali, seppure il raffreddamento dell’aria rappresenti attualmente solo lo 0,5% del consumo energetico totale delle famiglie.

Aria condizionata consumo e costi in UE

L’impatto ambientale dell’aria condizionata

L’aria condizionata comporta un notevole consumo energetico, emissioni di gas serra e aria più calda, soprattutto nelle aree urbane. Secondo la IEA, a causa dell’aria condizionata le emissioni di CO2 si aggirano attorno al miliardo di tonnellate all’anno in Europa e a 37 miliardi di tonnellate nel mondo. Esperti indicano che l’aria condizionata causa un’enorme pressione sulle reti elettriche e accelera le emissioni di gas serra, contribuendo alla crisi climatica: alcuni condizionatori con determinati refrigeranti hanno un potenziale di riscaldamento particolarmente elevato, dannoso anche per lo strato di ozono. L’aumento delle esigenze di raffreddamento dell’aria inoltre porta spesso all’uso di apparecchiature inefficienti e ad alto consumo energetico. Si pensi che la necessità di raffreddare gli edifici è quadruplicata tra il 1979 e il 2022 nell’UE, in particolare nel nord del continente.

Nelle città poi l’uso dell’aria condizionata accentua l’effetto isola di calore. Oltre a contribuire al cambiamento climatico globale, i sistemi di climatizzazione raffreddano gli edifici rilasciando calore nelle zone urbane che immagazzinano calore e lo rilasciano nuovamente, soprattutto di notte. Secondo uno studio del Centre international de recherche sur l’environnement et le développement (CIRED) le temperature in una città di Parigi aumenterebbero di oltre 2°C di notte se tutti gli edifici climatizzati della città mantenessero una temperatura interna di 23°C durante un periodo con temperature di 38°C protratte per un decina di giorni. Questa ondata di caldo incentiverebbe l’uso dell’aria condizionata, creando un circolo vizioso.

L’AC: una necessità?

In alcuni contesti l’aria condizionata è essenziale per rimanere freschi e quindi sicuri e sani, come gli ospedali ma non solo. L’accesso ad essa infatti consente di salvare decine di migliaia di vite ogni anno, una cifra in continuo aumento. Gli studi dimostrano che il rischio di morte correlata al caldo è ridotto di circa il 75% nelle case dotate di aria condizionata.

Gli esperti concordano che un comportamento razionale non implica una totale abolizione dell’uso dell’aria condizionata in quanto tale, ma la promozione di sistemi più efficienti e scelte come l’isolamento degli edifici e la piantumazione del verde. Le soluzioni naturali come mezzo per combattere le isole di calore urbane stanno suscitando un crescente interesse e sono sempre più popolari: gli spazi verdi possono rendere le città più resistenti alle alte temperature agendo come complemento alle tecnologie efficienti, così come l’uso di pompe di calore reversibili e sistemi di miglioramento dell’isolamento degli edifici possono contribuire a rendere le città più sostenibili, compatibilmente alla crescente domanda di energia.

Aria condizionata consumo e costi in UE

In Italia: incentivi all’acquisto di condizionatori

L’aria condizionata è ormai diventata uno strumento comune per contrastare afa e temperature torride anche nelle case e uffici italiani.

I sistemi di condizionamento nel nostro paese hanno però costi tutt’altro che bassi, anzi: a seconda di marca, gamma e modelli (a parete, canalizzabile, con o senza motore esterno) il prezzo può superare facilmente i 10.000 euro, con una media stimata di 7.700 euro.

Nonostante i costi elevati, ci sono diverse possibilità per ammortizzarli: oltre alle offerte che ogni marca o rivenditore può offrire sul mercato, esiste un sistema ampio di sgravi fiscali che permette di recuperare parte del denaro speso. Tra questi, pur mancando la possibilità di ottenere lo sconto in fattura (cioè direttamente all’acquisto), la cessione del credito che lascia al rivenditore/installatore l’onere di recuperare gli sgravi.  Opportunità di recuperare parte della cifra spesa per l’acquisto dei condizionatori sono inoltre legate ai vari bonus edilizi nei quali si può far rientrare (in determinate circostanze) l’acquisto dei condizionatori.  Quelli validi per il 2024 con detrazione spalmabile su 10 anni includono:

  • Bonus casa: che consente di detrarre il 50% della spesa fino a un massimo di 96.000 euro (per tutti gli interventi)
  • Bonus mobili: permette di recuperare il 50% della spesa (con un tetto di 5.000 euro) e usufruibile nei casi di manutenzione straordinaria dell’immobile, con pagamento tramite metodi tracciabili;
  • Ecobonus condizionatori: per detrarre il 65% della spesa, utilizzabile a condizione che i condizionatori, facciano da pompa di calore sostituendo l’uso dei termosifoni in inverno con un limite di spesa ammesso alle detrazioni è di 46.154 euro;
  • Superbonus: con questo sgravio si può detrarre fino al 70% dei costi a patto che i condizionatori facciano parte di interventi più ampi che migliorano l’efficienza dell’immobile di almeno due classi energetiche.

Nonostante gli incentivi e fatti salvi gli impianti di condizionamento necessari in ambienti come gli ospedali, un uso moderato di aria condizionata nelle abitazioni private e nei contesti lavorativi è più che auspicabile per evitare di surriscaldare ulteriormente il nostro pianeta e attivare un circolo vizioso inarrestabile.