Arriva anche a Roma il/la badante di condominio

La Capitale, per assistere gli over 65 non autosufficienti, riscrive il welfare e propone l’assistenza condivisa

APPROFONDIMENTO
Maria Grazia Ardito
Arriva anche a Roma il/la badante di condominio

La Capitale, per assistere gli over 65 non autosufficienti, riscrive il welfare e propone l’assistenza condivisa

A Roma arriva la/il badante di condominio a sostegno degli anziani.

La Capitale, già dal 2026 sperimenterà un nuovo progetto di assistenza nei palazzi ad alta concentrazione di persone della ‘terza età’.

L’iniziativa tende sia a ridurre i costi per le famiglie, sia a contrastare l’isolamento degli anziani.

In un Paese dove ‘l’inverno demografico’ è diventato ben più che un grido d’allarme, un Paese che invecchia inesorabilmente, la cura, l’assistenza per gli anziani sta diventando una vera e propria emergenza sociale.

I costi per molte famiglie sono insostenibili, per questo l’Amministrazione capitolina tende a ridisegnare il welfare cittadino.

L’idea è semplice, ma potrebbe diventare una vera e propria rivoluzione: trasformare i condomini in comunità di mutuo supporto.

In realtà il progetto non è completamente nuovo, infatti diversi anni fa l’esperimento fu fatto nel quartiere Don Bosco con ottimi risultati.

Ma già un decennio fa Confabitare la sperimentò a Bologna con una iniziativa soddisfacente per tutti.

L’associazione dei proprietari immobiliari bolognese intuì che il “mettere in comune le risorse” avrebbe aiutato le famiglie rispetto all’assistenza individuale e avrebbe favorito la socialità tra gli anziani.

Naturalmente la sperimentazione ebbe un successo inaspettato e così oggi quel modello supera i confini dell’Emilia Romagna e dopo altre città italiane, arriva a Roma.

La proposta romana, nata per iniziativa della consigliera Valeria Baglio, ed approvata dalle commissioni consiliari competenti nei giorni scorsi, prevede anche un finanziamento a carico del Comune.

Il modello in realtà è molto semplice: una o più figure professionali vengono assunte in forma collettiva da più famiglie dello stesso stabile, con una ripartizione di ore e costi proporzionale alle necessità di ciascuno. In modo da poter alternare la presenza della/del badante condominiale, negli appartamenti degli anziani che ne necessitano.

I compiti essenziali di questa figura sono quelli necessari per la vita quotidiana degli anziani aderenti: dalla preparazione dei pasti alla pulizia domestica, dall’accompagnamento alle visite mediche alla somministrazione di farmaci, cosi come per la compagnia e socializzazione.

Secondo le promotrici avere una figura di riferimento di fiducia è un valore aggiunto alla pura assistenza materiale. La/il badante potrà infatti anche favorire i momenti di socialità quali il gioco delle carte o la visione collettiva di un film, o anche alla lettura collettiva del giornale. Questo dovrebbe trasformare un condominio da contenitore di appartamenti a una comunità solidale.

Al Campidoglio, dopo l’approvazione della proposta in Consiglio Comunale che dovrebbe verificarsi nei prossimi giorni, spetta individuare i condomini da cui iniziare, per intanto l’idea sarebbe di partire dalle case popolari.