In certi periodi dell’anno, la Sardegna convive con alcune tipi di zanzare. Nel tempo ricordiamo, la zanzara anofele, portatrice della malaria, che provocò tantissimi decessi tra gli abitanti dell’isola. Altri tempi. Ora (ahimè) scoppia un nuovo allarme a livello nazionale dovuto e provocato dalle zanzare Dongue. Oggigiorno sono stati accertati 18 casi in Emilia Romagna (di cui 3 a Bologna), 14 caso nel Lazio e 5 nella bergamasca. Situazioni che spaventano per la molteplicità dei casi avvenuti nel corso delle precedenti settimane.
“Per ora non abbiamo allerte nazionali – dichiara Ferdinando Coghe responsabile del laboratorio di analisi dell’Aou (Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari) – ma dobbiamo capire come la dengue abbia potuto colpire in centri fra loro lontani come Lodi e Roma”. Continua Coghe “Dobbiamo stare molto attenti, ma considerato che il contagio della dengue da uomo a uomo è impossibile, è il caso di eliminare il più possibile le zanzare che trasmettono il suo virus”.
Vediamo di capire la zanzara Dengue, che comporta una malattia virale, trasmessa all’uomo della puntura di zanzare del genere Aedes (lo stesso ceppo della zanzara tigre). La dengue, generalmente pungono soprattutto dopo l’alba e prima del tramonto.
Esse trovano il loro migliore habitat nelle aree a clima tropicale (America centrale, Africa e Oceania). Alla diffusione della dengue partecipano alcuni fattori come: La mancanza di uno specifico vaccino; I cambiamenti climatici e la prolificità della zanzara.

Importanti anche alcune precauzioni necessarie da prendere in considerazione come:
- Indossare pantaloni e camice lunghi;
- Utilizzare appartamenti provvisti di zanzariere per impedire l’ingresso della zanzara;
- Utilizzare area condizionata.
Da un punto prettamente medico e sintomatologico la dengue si si presenta in due differenti forme: classica o emorragica. La prima, si manifesta con l’improvvisa comparsa di alte febbri (fino a 40° C) con il supporto di sudorazione copiosa, brividi e cefalea, che giustificano la dengue come “febbre rompiossa”. A volte compaiono alcune lievi manifestazioni emorragiche (sangue nel naso e dalle gengive). Il decesso è assai raro.
Nella seconda forma ancora un forte rialzo termico, ecchimosi. Questa forma di dengue se non trattata, da un punto di vista clinico, può essere fatale, con delle manifestazioni di collasso circolatorio. La terapia medica si basa sull’idratazione in casi leggeri, ma nei casi più seri e gravi è necessario la somministrazione endovenosa dei liquidi e l’emotrasfusione. La diagnosi prevede una serie di esami sierologici specifici per il rilevamento di anticorpi specifici. Attualmente sono allo studio diversi vaccini contro la dengue, in quanto il virus della malattia ha avuto un notevole incremento.
Riuscirà l’uomo ha sconfiggere questo virus che nel mondo ha creato (e crea) disagi e decessi? Attendiamo con ansia e trepidazione notizie mediche confortanti.
