Aumenta l'IVA sui rifiuti

La prossima legge di bilancio prevede un rialzo della tassa sui rifiuti inceneriti e inviati in discarica. Secondo le stime 150 milioni nelle casse dello Stato.

AMBIENTE
Pamela Preschern
Aumenta l'IVA sui rifiuti

La prossima legge di bilancio prevede un rialzo della tassa sui rifiuti inceneriti e inviati in discarica. Secondo le stime 150 milioni nelle casse dello Stato.

Nella legge di bilancio 2025, attualmente in discussione alla Camera, è in programma un incremento della principale tassa sul consumo, l’IVA, sui prodotti di scarto conferiti in discarica e quindi non valorizzati dal punto di vista energetico: dall’aliquota attuale agevolata del 10% a quella ordinaria del 22%. Una differenza non da poco che rimpinguerà le casse dello Stato di circa 150 milioni di euro secondo le stime.

L’art. 7 comma 2 del disegno di legge, così come il resto, è lungi dall’essere approvato dal Parlamento; tuttavia se questa proposta dovesse approvata si potranno considerare terminati i vantaggi fiscali di cui le discariche finora hanno goduto. Si tratta di  un segnale importante in linea con quel concetto di economia circolare, tanto caro all’UE, secondo cui lo smaltimento dei rifiuti in mancanza di valorizzazione energetica è la soluzione meno efficiente nella gestione degli stessi. E , allo stesso tempo, rappresenta un chiaro disincentivo a una pratica tutt’altro che virtuosa.

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Le novità fiscali

Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede entro il 2030 un taglio di 3,5 miliardi di sussidi ambientalmente dannosi (i cosiddetti SAD), quegli incentivi che, riducendo il costo di utilizzo di fonti fossili e di sfruttamento delle risorse naturali, incoraggiano attività economiche nocive per l’ambiente. Secondo un rapporto di Legambiente, nel 2022 l’Italia ha speso quasi 95 miliardi di euro in SAD, più del doppio dell’anno precedente, u n balzo guidato dalla crisi energetica.

Il settore dell’energia si conferma quello con più sussidi con 52,2 miliardi di euro, seguito dal settore trasporti con 20,5 miliardi. Tra gli altri settori c’è anche quello edilizio che, tra detrazioni fiscali, IVA agevolate, deduzioni IRPEF e crediti d’imposta, conta 17 miliardi di euro di sussidi dannosi. Negli ultimi 12 anni, la spesa per i SAD in Italia ha raggiunto un totale di 308,9 miliardi di euro.

Gli incentivi suddetti, tra cui l’Iva ridotta, favoriscono pratiche contrarie agli obiettivi di sostenibilità e alla gerarchia dei rifiuti europea secondo cui al primo posto ci sono la riduzione, riutilizzo e il riciclo dei materiali e solo come ultima opzione ‘incenerimento e il conferimento in discarica.

iva

Tassare comportamenti inefficienti e dannosi contribuisce a sostenere la transizione verso sistemi produttivi e consumi più rispettosi dell’ecosistema, al contrario la cosiddetta strategia di tassazione verde (meno tasse per prodotti e servizi sostenibili) incoraggia la transizione verso energie pulite sia tra le aziende che i consumatori. Secondo la Commissione europea influenzando le decisioni di imprese e cittadini si può ridurre lo spreco di risorse a vantaggio di una crescita sostenibile e dell’equità intergenerazionale.

L’aumento verrà applicato agli scarti derivanti dall’attività di recupero e smaltimento di rifiuti, che includono materiali trattati o riciclati che, per vari motivi, non possono essere reinseriti nel ciclo produttivo. A questi si aggiungono i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue, i rifiuti da abbattimento di fumi derivanti da impianti industriali soprattutto e quelli derivanti dalle fosse di scarico e fogne.

In attesa di conoscere il destino di una misura green che, se accolta, rimpinguerà le casse statali ci si augura che non sarà solo una misura a sostegno delle entrate pubbliche ma che andrà nella direzione di un miglioramento generale della gestione dei rifiuti, a beneficio di tutta la società.