Biofilia, legame tra uomo e natura: fa bene al cuore e all’anima!

Dalla saggezza degli antichi alla scienza moderna: perché il contatto con la natura è essenziale per il nostro benessere.

AMBIENTE
Prof. Marianna Olivadese
Biofilia, legame tra uomo e natura: fa bene al cuore e all’anima!

Dalla saggezza degli antichi alla scienza moderna: perché il contatto con la natura è essenziale per il nostro benessere.

Immagina di fare una passeggiata in un bosco, ascoltare il suono rilassante delle foglie mosse dal vento e respirare l’aria fresca del mattino. Senti già un po’di pace interiore? Se sì, stai sperimentando un effetto della biofilia, un concetto che spiega perché ci sentiamo naturalmente attratti dalla natura e dai suoi ritmi.

Il termine (Biofilia) deriva dal greco antico: “bios” = “vita” e “philia” = “amore”. Quindi, biofilia è, letteralmente, “amore per la vita”. Il concetto è stato introdotto dallo psicologo americano Edward O. Wilson negli anni ‘80, ma le sue radici affondano molto più indietro nel tempo, nella nostra stessa evoluzione. Gli esseri umani hanno, infatti, una tendenza biologica a connettersi con il mondo naturale. Insomma, amiamo il verde, il blu del mare, il cinguettio degli uccelli, e c’è una ragione evolutiva dietro tutto questo: siamo istintivamente attratti dalla natura perché per migliaia di anni abbiamo vissuto a stretto contatto con essa; il nostro benessere, la nostra sopravvivenza e persino il nostro umore erano profondamente legati all’ambiente naturale. Questo legame primordiale, che oggi chiamiamo biofilia, non è una semplice inclinazione estetica, ma una necessità radicata nella nostra storia evolutiva. Già in epoca classica, Greci e Romani avevano intuito l’importanza di vivere in armonia con la natura, sebbene non esistesse ancora un termine per definirlo.

Per loro, la natura non era solo il palcoscenico della vita umana, ma un elemento attivo e imprescindibile del benessere fisico e spirituale. I Greci costruivano i loro templi in luoghi immersi nel paesaggio, convinti che la bellezza naturale fosse un riflesso dell’armonia cosmica. Aristotele stesso parlava della natura come di un’entità dotata di un ordine perfetto, da osservare e rispettare per comprendere meglio noi stessi.

I Romani, dal canto loro, non si limitavano ad apprezzarla, ma la integravano attivamente nella loro quotidianità. Le villae patrizie non erano semplici dimore di prestigio, ma veri e propri rifugi dal caos urbano, concepiti per armonizzarsi con il paesaggio circostante. Giardini lussureggianti, porticati ombreggiati e fontane zampillanti non erano solo elementi decorativi, ma strumenti per
favorire il benessere fisico e mentale, offrendo spazi di contemplazione e ristoro.

Anche nelle città, il verde non era trascurato: gli horti, vasti giardini privati e pubblici, rappresentavano luoghi di svago e meditazione, dove il contatto con la natura diventava un’esperienza quotidiana. Passeggiare tra alberi e aiuole curate non era solo un piacere estetico, ma una pratica consapevole per rigenerare corpo e mente.

Non sorprende, dunque, che Cicerone, raffinato intellettuale e profondo conoscitore del vivere bene, affermasse: “Se accanto alla biblioteca avrai un giardino, nulla ti mancherà” (Epistulae ad familiares, IX, 4). In questa frase si racchiude un’idea di benessere che va oltre il semplice possesso di beni materiali: la conoscenza e la natura sono i due pilastri di una vita equilibrata. I Romani avevano già compreso ciò che oggi la scienza conferma: la presenza del verde influisce positivamente sul nostro stato d’animo, riducendo lo stress e migliorando la qualità della vita. Un principio antico, eppure straordinariamente attuale.

Ecco, quindi, che la biofilia ci appare sotto una nuova luce: non è solo una moda contemporanea o un concetto scientifico, ma un richiamo atavico che risuona attraverso i secoli. Che si tratti di passeggiare nei boschi, coltivare piante sul balcone o semplicemente ammirare un tramonto, il bisogno di natura è scritto nel nostro DNA. Dopotutto, già gli antichi Greci e Romani sapevano che per sentirsi davvero bene bastava poco: una boccata d’aria fresca, un albero sotto cui riposare, il suono rilassante della brezza tra le foglie.

Perché allora non riscoprire questa saggezza e riportare più natura nella nostra vita quotidiana? Un gesto semplice, come prendersi cura di una pianta, trascorrere del tempo in un parco o fermarsi ad osservare il cielo al tramonto, può essere il nostro biglietto per un benessere autentico e senza effetti collaterali. Essere in sintonia con la natura non è solo un piacere, ma un modo per migliorare la qualità della nostra vita – ieri come oggi!