Biotrituratori elettrici contro smog e incendi

Bando della regione Toscana per ottenere contributi per abbandonare gli abbruciamenti all’aperto

AMBIENTE
Federico Di Bello
Biotrituratori elettrici contro smog e incendi

Bando della regione Toscana per ottenere contributi per abbandonare gli abbruciamenti all’aperto

Bruciare sfalci e potature nei campi è una pratica antica, radicata nelle abitudini di molti agricoltori e proprietari terrieri, ma sempre più insostenibile sotto un duplice profilo: quello ambientale, per il contributo alle concentrazioni di polveri sottili PM10 e quello della sicurezza, per il rischio concreto che un fuoco all’aperto – specie con vento – sfugga di mano e diventi un incendio boschivo.

La Regione Toscana ha deciso di affrontare entrambi i problemi con uno strumento unico: il bando «Biotrituratori elettrici 2026», finanziato con poco meno di 375mila euro e destinato ai residenti di 31 Comuni distribuiti tra le aree di Firenze, Prato-Pistoia e Lucca.

Il provvedimento, approvato con decreto dirigenziale il 14 aprile scorso, nasce in parte come risposta a una procedura di infrazione europea per il superamento dei valori limite di PM10 nella Piana di Lucca, ma si estende anche agli agglomerati di Firenze e alla Piana Prato-Pistoia, anticipando l’ulteriore abbassamento delle soglie ammissibili previsto dalla normativa UE nei prossimi anni. Il messaggio è chiaro: non aspettare l’emergenza, ma prevenirla con incentivi concreti che orientino comportamenti e scelte quotidiane verso pratiche più sicure e rispettose dell’ambiente.

Il contributo previsto arriva fino a 1.200 euro per l’acquisto di un biotrituratore elettrico ed è riservato a cittadini proprietari o comproprietari di terreni destinati a coltivazioni arboree (vigneti, uliveti, frutteti), con superficie minima di 500 metri quadrati e quota altimetrica inferiore ai 200 metri, ricadenti in uno dei Comuni aderenti all’iniziativa. I territori coinvolti comprendono, tra gli altri, Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Scandicci, Campi Bisenzio, Calenzano, Sesto Fiorentino, Capannori, Montecatini Terme e Monsummano Terme. Le domande potranno essere presentate esclusivamente online, tramite la piattaforma regionale, con accesso SPID, CIE o CNS, a partire dalle ore 9 del 25 maggio 2026 e fino alle ore 16 del 30 aprile 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.

A dare ulteriore urgenza all’iniziativa è il contesto drammatico di questi giorni: l’incendio sul Monte Faeta ha riportato all’attenzione pubblica la fragilità del territorio toscano e la velocità con cui il cambiamento climatico trasforma eventi ordinari in catastrofi. «Siamo passati da condizioni di forte rischio incendi alle allerte arancioni per pioggia intensa e smottamenti, in aree già segnate dal fuoco», ha sottolineato l’assessore regionale all’ambiente David Barontini, ricordando come gli abbruciamenti in presenza di vento siano già vietati per legge, ma il divieto non sempre venga rispettato.

Il biotrituratore elettrico rappresenta l’alternativa concreta e sostenibile: invece di bruciare potature e scarti vegetali, li riduce in frammenti che possono essere reimpiegati direttamente sul terreno come pacciame o compost, migliorandone fertilità e capacità di ritenzione idrica. Zero emissioni di PM10, zero rischio di propagazione del fuoco e un beneficio aggiuntivo per la qualità del suolo agricolo. Una soluzione intelligente, capace di trasformare uno scarto in una risorsa.

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