CAGLIARI FINALISTA AL PREMIO CAPITALE VERDE EUROPEA

Il capoluogo sardo si contenderà la vittoria con la spagnola Valencia per l’ambito riconoscimento di città più “green” d’Europa.

AMBIENTE
Redazione
CAGLIARI FINALISTA AL PREMIO CAPITALE VERDE EUROPEA

Il capoluogo sardo si contenderà la vittoria con la spagnola Valencia per l’ambito riconoscimento di città più “green” d’Europa.

Cagliari ci riprova. Il capoluogo della Sardegna è nuovamente candidato a capitale verde europea per il 2024, ma in quest’occasione, a dispetto delle edizioni 2021 e 2023, quando non era riuscita a centrare la finale, si giocherà il premio con Valencia. In caso di vittoria sarebbe la prima città italiana ad essere insignita dell’ambito riconoscimento dal 2010, anno della sua istituzione. Ad aver ricevuto il premio dalla Commissione Europea ad oggi sono stati 14 paesi con l’eccezione della Germania vincitrice in due occasioni (2011 Amburgo e 2017 Essen). Il premio, al quale nelle precedenti edizioni hanno ambito altre città italiane tra le quali Torino, Treviso, Parma e Perugia, a dispetto di quanto potrebbe sembrare, non viene assegnato solo in base alla cura a alla gestione del verde urbano ma ad un complesso di indicatori che mettono sotto la lente di ingrandimento la gestione ambientale e sostenibile e le scelte in tema di governance ambientale delle città.

I requisiti per ottenere il premio per la capitale Europea del verde e quali i vantaggi per i vincitori

Fondamentale perché una città possa partecipare è: far parte di uno stato dell’ Unione Europea (ad eccezione di Norvegia, Svizzera, Liechtenstein e Islanda) e avere una popolazione superiore ai 100 mila abitanti, tranne che per Liechtenstein ed Islanda dove sono scelte anche città più popolose. Le candidate devono dimostrare di possedere elevati standard ambientali, perseguire obiettivi di miglioramento ambientale e di sviluppo sostenibile, rappresentare un modello nel settore e promuovere politiche di sostenibilità in altre città europee. Numerosi i benefici che la vittoria permette di conseguire. Tra questi la copertura mediatica, l’ incremento del profilo internazionale, la creazione di network e nuove alleanze; l’esportazione di prodotti, processi e servizi green; la sponsorizzazione di progetti ambientali; la partecipazione al network delle capitali verdi d’ Europa; la possibilità di organizzare eventi di caratura nazionale e non, quali la cerimonia di apertura, la cerimonia per l’assegnazione del premio, la partecipazione alla settimana europea del verde, ecc.

La città scelta è valutata non solo in base alla presenza del verde ma ad un complesso di dodici indicatori: qualità dell’ aria, rumore, rifiuti, acqua, biodiversità, sostenibilità nell’ uso del suolo, crescita verde ed eco innovazioni, adattamento ai cambiamenti climatici e loro mitigazione, mobilità urbana sostenibile, performance energetiche, governace ambientale. Indicatori in base ai quali dodici esperti internazionali,  costituiti da docenti universitari, esperti di ambiente, sostenibilità ed energie rinnovabili, uno per singola voce, ecc,  in seguito ad un’ attenta valutazione delle domande presentate dalle singole città candidate stilano una graduatoria.

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La giuria chiamata a scegliere tra le varie città è nominata dal Direttore Generale della direzione della Commissione Europea per l’ ambiente, quest’ ultima responsabile dei premi e dal Direttore Generale responsabile del premio economico. Nella giuria siedono il Direttore Generale della Commissione Europea per il clima, rappresentanti del Parlamento Europeo, della commissione europea delle regioni o della Commissione Economica Europea, dell’Agenzia Europea per l’ Ambiente, un’ organizzazione di rete cittadina, e una organizzazione ambientalista non governativa.

Le tappe che porteranno alla proclamazione del vincitore

La competizione passa attraverso diverse fasi, ognuna delle quali implica una serie di passaggi che arrivano fino al processo di valutazione che seleziona le città per un’ulteriore successiva fase nella quale vengono dati alla giuria non solo i risultati raggiunti, ma anche l’impostazione di futura visione della città.

Le città candidate oltre Cagliari per l’edizione 2024

A contendersi il premio per l’edizione 2024 sono Cagliari e Valencia, che hanno avuto la meglio su Firenze, Prato, Kosice, Cracovia, Murcia e Sofia. Da segnare nel calendario per la città sarda la data del prossimo 27 ottobre quando a Grenoble verrà assegnato il premio e la somma di 600 mila euro per l’attuazione della strategia prevista dal premio. È la seconda volta che il capoluogo sardo tenta la scalata al podio lo fece nel 2021 e 2023 ma a vincere furono rispettivamente la finlandese Lathi e nel 2023 l’estone Tallin.

Per le finaliste la possibilità di far parte di una rete

Il raggiungimento della finale del premio, permette di entrare a far parte di una rete con altre realtà urbane, grazie alla quale è possibile discutere delle migliori pratiche legate al verde e alla sostenibilità. Ma anche delle sfide e delle soluzioni in grado di incoraggiare altre città ad intraprendere un percorso verso un futuro sostenibile. Membri della rete le città finaliste delle varie edizioni, tra le quali Amsterdam, Barcellona, Brussels, Copenhagen, Francoforte, Glasgow, Grenoble, Lisbona, Oslo, Reykjavik, Sofia, Stoccolma, Torino, ecc.

La situazione di Cagliari sotto l’aspetto ambientale

I dati ai quali possiamo riferirci sono quelli del rapporto Ecosistema Urbano del Sole 24 ore pubblicati lo anno riferiti al 2020 che fotografano una situazione confortante. Il capoluogo sardo raggiunge la 16 esima posizione a livello italiano per quanto riguarda aria, acqua, rifiuti, ambiente con buone notizie che vengono dal verde, annualmente infatti vengono piantati circa 2000 – 3000 alberi all’ anno e che la superficie verde cittadina è incrementata fino a raggiungere gli attuali 2 milioni e 800 mila metri quadrati, e dai rifiuti con la raccolta differenziata che ha toccato il 70% grazie anche alla messa a punto della tariffa puntuale. Inoltre Cagliari tra il 2019 e il 2021, quindi ben prima della siccità che negli scorsi mesi ha colpito l’intera penisola, ha avviato un progetto del valore di oltre 5 milioni di euro per il recupero di circa 40 milioni di metri cubi di acque reflue ed il loro impiego nell’ irrigazione dei parchi cittadini.

Un premio come capitale europea del verde ma non solo

Per le città più piccole comprese tra 20 mila e 100 mila abitanti, due in questo caso, è stato istituito dalla Commissione Europea nel 2015 il Green Leaf Award, che ha visto trionfare 8 nazioni (Spagna, Irlanda, Belgio e Bulgaria con due vittorie). Per il 2022 è stato assegnato alla città belga di Valongo e a quella Olandese di Winterswijk, mentre nel 2024 saranno in finale, la danese Elsinore, la slovena Velenje  e la romena Bistrita  che hanno avuto la meglio sulla lituana Alytus, le francesi Aulnay-sous-Bois e Garges -lès-Gonesse, la spagnola Errenteria, la croata Sisak, la greca Grevena. La nostra Treviso riuscì però a giungere in finale nell’edizione 2022. Il Green Leaf Award ricalca il premio per capitale europea del verde e si prefissa di riconoscere le città che dimostrino buoni standard ambientali e si impegnino a creare una crescita verde, incoraggino i cittadini sotto l’aspetto ambientale, facciano in modo che le città possano diventare veri e propri ambasciatori verdi e favoriscono il raggiungimento di migliori performance di sostenibilità. Sono sei gli ambiti valutati: natura , biodiversità, uso sostenibile del suolo; qualità dell’ area e rumore; acqua; rifiuti ed economia circolare; cambiamenti climatici e performance energetiche, mobilità urbana sostenibile. La sua tabella di marcia va di pari passo con il premio per la capitale del verde fino alla proclamazione della città vincitrice nel mese di ottobre con l’assegnazione 200 mila euro per le due vincitrici.