CALENDAR MEN

Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…

RUBRICA
a cura di Ryancreation Cove
CALENDAR MEN

Non più prodotti per bambini, i grandi classici dell’animazione tv giapponese oggi sono oggetto di arte, collezionismo e passione per oltre 4 generazioni. In questa rubrica analizzeremo le serie mitiche, con lo sguardo di chi visse il loro arrivo in Italia la prima volta…

I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI

Titolo Originale: Time Bokan Series Yattodetaman

Anno di produzione: 1981

Episodi: 52

Prima trasmissione in Italia: 1982, Play World in collaborazione con CRC

Sigla: cantata da I Cavalieri del Re

Nel futuro, nell’anno 199X, il mondo è governato da un’organizzazione chiamata Time Patrol, che si occupa di proteggere la storia dai sabotaggi temporali. Tuttavia, tre scienziati malvagi e pasticcioni (della “Gang dei Pirati Temporali”) decidono di manipolare il passato per ottenere fama e gloria, modificando eventi storici a proprio vantaggio.

Per contrastarli, entrano in azione i due giovani protagonisti: Jet (in originale Hikaru) e Jenny (in originale Nana).

Quando viene segnalato un problema in una data del calendario (da qui il nome Calendar Men), i due si trasformano in Calendar Men, supereroi tecnologici che viaggiano nel tempo per riparare i danni alla storia. Vengono supportati da un buffo robot di nome Donner e da vari veicoli super accessoriati.

Come in tutte le serie Time Bokan, i “cattivi” sono goffi e simpatici: Goro, il capo muscoloso, Kira, la bella e vanitosa, Dokurobei, il capo misterioso (presente in molte serie della saga). Alla fine di ogni episodio, i malvagi vengono puntualmente sconfitti in modo spettacolare e comico.

Io c’ero…*

Calendar Men prende in giro i classici cartoni d’azione e le serie storiche. I protagonisti combattono il male… in costume da supereroi, ma ogni battaglia è comicamente assurda, con soluzioni bizzarre e robot ridicoli. È una satira dei viaggi nel tempo e dell’eroismo “perfetto”.

Come in altre serie della saga Time Bokan, i tre malvagi (la donna affascinante, il genio sciocco, il muscoloso stupido) sono più carismatici dei buoni! La loro sfortuna e i modi grotteschi in cui vengono sconfitti ogni volta li hanno resi icone comiche.

Ogni episodio è ambientato in una data specifica del calendario. L’idea alla base era che in ogni episodio, un evento storico o culturale collegato a una data del calendario venisse messo in pericolo dai nemici. Da qui il nome “Calendar Men”. Era una trovata educativa… anche se la storia raccontata era spesso completamente inventata o assurda!

Come molte serie Tatsunoko, Calendar Men riutilizzava spesso animazioni, suoni e modelli da episodi precedenti o da altre serie come Yattaman. Questo non solo per risparmiare budget, ma anche per creare uno stile riconoscibile e amato.

Come marchio della saga Time Bokan, la sconfitta dei malvagi terminava con una gigantesca esplosione e la loro frase ricorrente, tipo “Anche oggi abbiamo perso!”, trasformandoli in vittime simpatiche e affezionate del destino.

*Nicola Carrassi, autore de ‘Il Grande libro di Cartoni & Tv’. Sperling &Kupfer

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