L’intera storia del nostro Paese, da ben prima dell’unità, si è affermata come dominatrice del Mediterraneo, soprattutto economicamente. E ancor oggi siamo la prima nazione in Europa per quantità di merci importate via mare e l’80% circa del petrolio necessario per il fabbisogno interno transita dalle acque blu. Secondo le dichiarazioni di Marevivo, però, oggi il mare pur giocando un ruolo da protagonista anche nei cambiamenti climatici, è ovunque sotto attacco.
In Italia ci sono 8000 chilometri di coste, 32 aree marine protette, è un quinto del Mediterraneo ricade sotto la giurisdizione del nostro Paese. Eppure, denuncia l’Associazione, non esiste una cabina di regia che raggruppi tutte le istanze: dalla pesca al trasporto, dalla protezione alla fruizione. La salute del mare è il primo strumento di difesa per affrontare la grave emergenza climatica che stiamo vivendo, perché negli ultimi cinquanta anni il mare ha assorbito il 90% del calore causato dai gas serra dovuti ad attività antropiche, aiutando così il processo di raffreddamento del pianeta.
In questo quadro così poco consolatorio, in cui è mancata una vera politica per l’ecosistema marino, Marevivo ha deciso di scrivere ai partiti impegnati nella campagna elettorale per la costituzione del nuovo Parlamento, chiedendo di attuare una politica integrata per trovare le soluzioni che coniughino economia ed ecologia del mare inserendo iniziative concrete nel nuovo programma di governo, in linea con gli obiettivi di sostenibilità definiti dall’Onu. L’associazione ambientalista, chiede al prossimo governo una vera e propria Cabina di Regia, con un potere di intervento reale su tutte le politiche connesse al mare. “Gli obiettivi strategici e l’attività di governo del prossimo quinquennio devono essere indirizzati all’emergenza climatica, a rafforzare le politiche ambientali, per rendere sempre più compatibile con l’ambiente l’economia nazionale, proteggendo la natura e salvaguardando la salute e la qualità della vita degli italiani, è quanto prevede la transizione ecologica, obiettivo prioritario delle politiche comunitarie che hanno portato all’erogazione del Pnrr” si legge nella lettera di Marevivo.

Le azioni concrete, nello specifico, devono comprendere il ripristino dei fondali e degli habitat marini vulnerabili, la tutela dei litorali sabbiosi, la pesca sostenibile, lo stop ai combustibili fossili, il potenziamento delle attività di educazione ambientale, rendere esclusive le leggi a favore della transizione ecologica, attribuire alle Aree Marine Protette uguale status giuridico dei parchi terrestri, valorizzare le isole minori, proseguono dall’associazione.
“La protezione della natura è decisiva se si considera che i sistemi marino, terrestre e atmosferico garantiscono e sostengono la vita e, in questo momento, il cambiamento climatico deve rappresentare la priorità di qualsiasi legislatura. Perché il nostro futuro dipende dalla salute del mare e la salute del mare dipende da noi”, afferma Rosalba Giugni presidente di Marevivo.
