CASE SOSTENIBILI FATTE DI FANGO

Se entro il 2050 due terzi della popolazione mondiale vivrà nelle città, sarà necessario trovare materiali di costruzioni più sostenibili di quelli attuali.

AMBIENTE
Redazione
CASE SOSTENIBILI FATTE DI FANGO

Se entro il 2050 due terzi della popolazione mondiale vivrà nelle città, sarà necessario trovare materiali di costruzioni più sostenibili di quelli attuali.

L‘industria delle costruzioni è responsabile del 38% delle emissioni globali di anidride carbonica. Se le proiezioni che vedono entro il 2050 i due terzi della popolazione mondiale vivendo nelle città si dovessero concretizzare, sarà fondamentale avvalersi di metodi e di materiali di costruzioni più sostenibili di quelli attuali. E uno sguardo al passato potrebbe rivelare un’alternativa altamente ecologica. Scienziati, architetti e professionisti che si occupano di edilizia sostenibili puntano il dito al calcestruzzo, uno dei grandi villani del settore e componente fondamentale dell’edilizia moderna. La sua sostituzione con materiali meno inquinanti è una prerogativa per il raggiungimento degli obiettivi climatici del pianeta.

Il calcestruzzo, realizzato a partire dal cemento, ha un’impronta di CO2 insostenibile, tenuto conto dell’andamento del settore: le costruzioni fatte con questo materiale sono responsabili di circa il 7% delle emissioni globali di CO2. Un numero più alto dell’industria aeronautica, responsabile del 2,5% delle emissioni. Ogni anno, in tutto il mondo, si producono quattro miliardi di tonnellate di cemento. Per ridurre l’impatto ambientale del settore, l’edilizia abitativa ha davanti a sé la sfida di diventare sempre più sostenibile, attraverso la ricerca di nuove soluzioni e l’utilizzo di tecnologie che rendano le abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, ottimizzando l’impiego dei materiali e delle risorse.

La sostenibilità ambientale nel settore edilizio non si limita al momento costruttivo, ma ha un obiettivo più ambizioso. Oltre a ridurre l’impatto dell’industria sull’ambiente, l’edilizia sostenibile deve garantire una coibentazione termica adeguata, con la riduzione della dispersione termica, che consenta il raggiungimento di una maggiore efficienza energetica.

Il fango: un materiale del passato o una soluzione per il futuro?

Nella ricerca di una maggiore sostenibilità ambientale del settore edilizio, molti architetti si stanno rivolgendo a tecniche e materiali antichi per realizzare edifici sostenibili e in grado di resistere a eventi atmosferici estremi, come inondazioni e caldo intenso. Uno dei materiali riscoperti dagli architetti moderni è il fango, vero protagonista dell’antica città murata di Sana’a, nello Yemen, la cui architettura è così unica che la città è stata riconosciuta come patrimonio dell’umanità dall’Unesco. “Esempio eccezionale di un insieme architettonico omogeneo. Gli edifici dimostrano un’eccezionale maestria nell’uso di materiali e tecniche locali”, si legge nella dichiarazione dell’agenzia ONU per il riconoscimento di A Sana’a, dove le antiche case sono ancora abitate.

Per l’architetta Salma Samar Damluji, co-fondatrice del Daw’an Mud Brick Architecture Foundation, nello Yemen, le costruzioni di fango hanno mantenuto il loro fascino non tanto perché sono costruzioni del passato, ma perché rappresentano l’architettura del futuro: sono ben isolate, sostenibili e adattabili all’uso moderno.

Secondo Damluji, le costruzioni in fango potrebbero essere l’alternativa ideale al cemento, in quanto hanno un impatto molto basso sull’ambiente. Non solo perché gli edifici sono particolarmente efficaci nel mantenere le abitazioni fresche d’estate e calde d’inverno e resistono a condizioni climatiche estreme, ma anche perché il materiale stesso è completamente riciclabile.

Costruzione sostenibile

Nella ricerca di edifici più sostenibili, gli architetti stanno tornando a questo materiale antico e spesso trascurato. Antiche pratiche costruttive ispirano sempre più architetti moderni, che creano edifici con materiali naturali come il fango e il bambù. Anche le tecniche costruttive sono più accessibili, in quanto non richiedono l’utilizzo di attrezzi particolari; basta usare le mani. Gli architetti sono unanimi nell’affermare che una delle migliori qualità degli edifici in fango è che sono caldi in inverno e freschi in estate. Con un’elevata massa termica, le pareti di fango assorbono lentamente il calore e lo immagazzinano, rilasciandolo la notte, ed evitando che la casa diventi troppo calda o che la temperatura subisca oscillazioni importanti.

Il mantenimento della temperatura riduce la necessità di utilizzare i condizionatori, che oltre a consumare grandi quantità di energia, contengono i refrigeranti che rilasciano importanti quantità di gas serra nell’ambiente. In un rapporto del 2021, l’Environmental Audit Committee del Regno Unito ha raccomandato l’uso di prodotti “sostenibili, biobased e traspiranti”, come intonaci a base di argilla e calce e fibre naturali, per migliorare l’isolamento delle abitazioni esistenti.

È un auspicio che il fango – come altre materie prime sostenibili – non sia visto soltanto come un materiale povero da utilizzare nei Paesi in via di sviluppo, ma che guadagni la dignità che si merita anche nelle affollate e sempre più calde città occidentali.