C’era una volta la sartoria

Un artigiano meticoloso, custode di un sapere antico, che opera in un laboratorio intriso del profumo di tessuti e del fruscio delle forbici

APPROFONDIMENTO
Francesca Danila Toscano
C’era una volta la sartoria

Un artigiano meticoloso, custode di un sapere antico, che opera in un laboratorio intriso del profumo di tessuti e del fruscio delle forbici

Una bottega proprio come quelle di una volta, dove si respira la vera moda italiana, è quella di Angelo Spina. Maestro sartoriale grazie alla sua arte apre il suo laboratorio a Monte San Giacomo (SA) nel lontano 1965.

Spina non si limita a cucire tessuti di alta qualità ma cerca di tramandare la tradizione del Made in Italy e un’incredibile passione per il suo lavoro. Una professionalità come pochi e un’anima che rende unico il suo lavoro.

Fin da piccolo il Maestro sa quanto quest’arte richieda impegno, passione e studio e sa bene come la moda sia un linguaggio che racconta una storia.

Ogni pezzo è un’opera d’arte

Una vocazione infinita è quella che spinge Angelo Spina a continuare il suo lavoro, nonostante adesso a quasi 80 anni potrebbe riposare, lui continua a cucire e creare pezzi unici. Non ha aiutanti, fa tutto da solo, e annovera numerosi clienti fedelissimi in tutta Italia, fra di loro anche personaggi famosi del mondo dello spettacolo e della televisione.

I suoi abiti sono fatti completamente su misura e creati da tessuti pregiati. Disegna da solo i suoi cartamodelli e realizza a mano ogni minimo dettaglio, dalle impunture ai bottoni. Un sarto vecchia scuola, insomma, di quelli che ormai si vedono solo nei film.

Il tempo scorre lento nella sua sartoria, per realizzare un abito su misura infatti, occorrono diverse settimane, non solo non sono le stesse tempistiche di realizzazione della grande produzione, ma anche il costo e la cura nei particolari cambiano.

Nonostante i clienti siano tantissimi, Angelo Spina non è mai riuscito però a trovare una persona che possa continuare un domani a tenere aperta la sua bottega. L’industria attira di più i giovani e il tempo da dedicare a ogni abito li spaventa talmente tanto da scegliere altre strade da percorrere.

Il Maestro ha più volte rifiutato le proposte di produzione per grandi marchi, proprio perché non rientra nella sua filosofia di pensiero. Nella sua bottega non si seguono le mode passeggere, ma si crea un capo che dura nel tempo, sia in termini di qualità che di stile. Non c’è fretta, ma la ricerca della perfezione. I pezzi devono essere unici e non riprodotti in serie!

Oggi però, in un’era dominata dalla produzione di massa e dal “fast fashion”, la figura del sarto di una volta rischia di restare un prezioso promemoria del valore dell’artigianato, della cura dei dettagli e del rapporto umano che si creava attorno a un mestiere così nobile e affascinante.

Il valore un’arte che rischia di scomparire

La sartoria è un mestiere antico che ha radici profonde nella storia dell’umanità, si è evoluta da una necessità pratica a una vera e propria forma d’arte e un simbolo di espressione personale. Ma questo mestiere tradizionale rischia di dissolversi, portandoci sempre più a considerare un capo d’abbigliamento non come qualcosa di bello e utile ma come una semplice aggiunta all’armadio che sarà presto dimenticato e raramente indossato.

La sartoria di Angelo Spina, con il suo “Made in Italy”, è riconosciuta a livello nazionale per l’eccellenza dei tessuti, la sua creatività e la capacità di creare capi che uniscono tradizione e innovazione, riflettendo la personalità di chi li indossa. L’abilità di trasformare un tessuto in un capo unico, capace di vestire con eleganza e di esprimere l’identità di chi lo indossa non è da tutti, il Maestro Spina ci riesce sempre egregiamente, sarà una vera perdita culturale veder svanire nel nulla tutto quello che è stato costruito in tantissimi anni con amore e profonda dedizione.