CLIMA, DIMEZZATA LA RACCOLTA DI MIELE

I cambiamenti climatici hanno destabilizzato le api, i preziosi insetti impollinatori che sciamano già in inverno, costrette dalle temperature troppo miti rispetto alle medie stagionali.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
CLIMA, DIMEZZATA LA RACCOLTA DI MIELE

I cambiamenti climatici hanno destabilizzato le api, i preziosi insetti impollinatori che sciamano già in inverno, costrette dalle temperature troppo miti rispetto alle medie stagionali.

“Il miele, nettare di Afrodite, dorato tesoro della Terra, frutto dell’anima dei fiori e del lavoro delle api, era servito per addolcire la vita molto prima che venisse scoperto lo zucchero. Il sapore e l’aroma del miele dipendono dai fiori che le operaie alate hanno succhiato” lo scrive Isabel Allende”. Molti sono gli aforismi che si ispirano al miele a cominciare dalle citazioni bibliche per finire all’attuale definizione di “oro biondo”

Eppure questo antichissimo prodotto oggi corre seri pericoli dovuti ai cambiamenti climatici.

Infatti il clima pazzo del 2022, che ha moltiplicato gli eventi estremi, fra siccità e nubifragi, ha tagliato quasi la metà della produzione in Italia con le fioriture estive bruciate dal caldo, o distrutte dalla grandine. Le api, gravemente minacciate da questi cambiamenti, sono il simbolo di un ecosistema confuso e, stremate. sono state costrette ad allungare i voli per trovare un po’ di nutrimento. È quanto emerge dal primo bilancio di Coldiretti sul miele made in Italy nel 2022 sul raccolto praticamente dimezzato (-40%) rispetto al potenziale produttivo. Il risultato è una produzione di 13 milioni di chili circa, fra le più basse del decennio.

La mappa stilata dalla Confederazione degli Agricoltori registra crolli che vanno dal -15% della Calabria, al -60% delle Marche, dal -50% del Lazio, Sardegna, Umbria,  Abruzzo e Valle d’Aosta, al  -80% della Basilicata, crolli del 40% in Toscana, Sicilia e Molise, e del 35% in Emilia Romagna e Puglia, mentre Veneto e Piemonte hanno perso il 30% della produzione, in Lombardia e Friuli è stato taglia un quarto -25% e il -20% si registra in Trentino Alto Adige. La Campania limita i danni con -15%.

Una situazione sulla quale hanno pesato in modo particolare le alte temperature e la mancanza di acqua con fioriture anticipate che hanno costretto gli apicoltori a partire prima verso le aree montane e a portare razioni di soccorso negli alveari già nei primi giorni di agosto. In Puglia sono state abbeverate artificialmente le api, per non farle morire, con secchi d’acqua e galleggianti di sughero e polistirolo in modo da dissetarle senza farle affogare.

Oltre alla spallata del clima, sottolinea Coldiretti, i “pastori delle api” devono far fronte anche all’esplosione dei costi generate dalla guerra in Ucraina: dai vasetti di vetro alle etichette, dai cartoni l gasolio.

In Italia si consuma circa mezzo chilo di miele a testa l’anno, sotto la media europea che è di 600 grammi, ma nel nostro Paese però vince la biodiversità con più di 60 varietà, da quelli Dop come il miele della Lunigiana, fino a quelli speciali in barrique o aromatizzati, dal tiglio agli agrumi, dall’eucalipto all’acacia.

Un vero e proprio patrimonio nazionale, messo a rischio però dalle importazioni dall’estero cresciute di quasi il 18% nei primi cinque mesi del 2022 (mappa Coldiretti su dati Istat).

Per evitare di avere in tavola prodotti di minor qualità, provenienti dall’estero, occorre solo verificare l’etichetta che deve riportare l’origine e la provenienza. C’è sempre, per chi può, la possibilità di rivolgersi direttamente al produttore. Infatti, secondo i dati Coldiretti, in Italia ci sono 1,5 milioni di alveari curati da circa 73.000 apicoltori, dei quali oltre due su tre sono hobbisti, che producono per l’autoconsumo. In crescita la presenza di giovani con le aziende apicole, condotte da under 35 che sono aumentate del 17% negli ultimi cinque anni.

Una economia notevole messa quindi a dura prova dalla poca cura che abbiamo riservato alla salvaguardia dei territori e dell’intero pianeta. Ora piantare fiori e piante preferite dalle api, evitare l’uso dei pesticidi, evitare monocolture e favorire la biodiversità sono interventi che se effettuati potrebbero coniugare la tutela delle api e salvare un’economia messa in pericolo dalla ribellione che la natura sta attuando nei confronti dell’egoismo umano.